LIBRI DA LEGGERE QUEST’ESTATE

Cosa c’è di meglio di un libro da leggere sotto l’ombrellone quest’estate per riflettere, rilassarsi o sognare? Vi proponiamo dieci libri (in ordine casuale) di vario genere, pubblicati negli ultimi mesi e a nostro avviso molto interessanti. Buona lettura!

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A MANO DISARMATA (Baldini e Castoldi) di Federica Angeli

“Chi sta dalla parte giusta non perde mai. Chi ha scelto di sfidare a viso aperto la mafia la testa non la chinerà mai. Perché sulla bilancia alla sera ci si sale da soli, con la propria coscienza, ed è a lei che si risponde”.
Due spari nella notte, le finestre che si aprono e subito dopo un grido: «Tutti dentro, lo spettacolo è finito!» Siamo a Ostia, nel 2013, e tra gli abitanti di quei palazzi c’è anche Federica Angeli, cronista di nera per le pagine romane di «la Repubblica», che in quella periferia è nata e cresciuta. Da tempo si occupa dei clan locali e ha subìto gravi minacce. Sa quindi come è fatta la paura, ma crede che l’altra faccia della paura sia il coraggio. Se i vicini rientrano obbedienti al comando del boss, lei decide di denunciare ciò che ha visto. Dal giorno dopo la sua vita è stravolta: per la sua incolumità le è assegnata una scorta, eppure nessuna intimidazione fa vacillare la sua fede in un noi con cui condividere la lotta per la legalità. La storia giudiziaria di cui è protagonista fino alle più recenti sentenze racconta di una possibile seppur faticosa vittoria, confermando che tutti insieme possiamo alzare la testa e cambiare in meglio. Federica Angeli ha ottenuto questa vittoria con l’unica arma che possiede, la penna, e in queste pagine ci racconta le tappe di una vera e propria sfida alla malavita, nel solco di un giornalismo nobile, che non compiace mai null’altro che la verità. La sua testimonianza puntuale, incalzante, senza respiro non dimentica mai la sua dimensione di donna, di madre e di moglie contesa alla serenità famigliare. Una serenità che, ispirata dalla Vita è bella di Benigni, Federica Angeli riesce magicamente a preservare.

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MIA MADRE NON LO DEVE SAPERE (Rizzoli) di Chiara Francini

Chiara ha imparato dai suoi due papà Giancarlo e Angelo che l’amore guarisce qualsiasi ferita e asciuga ogni lacrima. Partendo da questa certezza Chiara riesce di nuovo a sorridere alla vita dopo che babbo Giancarlo ha lasciato per sempre lei, papà Angelo e tutta la loro variegata famiglia di zie eccentriche, Supreme e amiche tatuate. La crisi con Federico è superata e insieme sono andati a vivere al Voilà, quella casa nel Ghetto di Roma che tanto era stata importante per Giancarlo e Angelo. Federico ne adora il bagno per via della carta da parati verde in rilievo, Chiara ci sente tutto il calore di un grembo. Ma la vita è un susseguirsi di scherzi, dispetti e imprevisti e un venerdì, mentre Angelo come d’abitudine frigge triglie per tutti, suona alla porta Eleonora, la mamma-non mamma di Chiara. Con sé ha un trolley e un motivo segreto per cui ha abbandonato Londra. E si installa proprio al Voilà, diventando da subito una presenza ingombrante. Cosa succederà?

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NON ME LO CHIEDETE PIU’, #childfree. La libertà di non avere figli e non sentirsi in colpa (HarperCollins) di Michela Andreozzi 

Con una scrittura diretta, pungente e allo stesso tempo ironica, l’autrice si fa portavoce di tutte le donne che si trovano in difficoltà nel dire ad amici e parenti che non desiderano avere un figlio e che si sentono giudicate per questa scelta. «Ho quarant’anni e spicci e non ho figli. Non li ho, e non ne voglio. Sono una childfree, cioè senza figli, che è diverso da childless, priva di figli. Una scelta VS una casualità. C’è stato un tempo in cui ero convinta che la mia vita avrebbe avuto senso solo con dei figli. O almeno ero convinta di crederlo… Venivo circondata, o meglio, assediata senza via di scampo, dalle gravidanze di sorelle, cugine, cognate, nipoti, amiche, amiche delle amiche. Se non hai un figlio, nella tua vita di donna, cos’hai? Be’, avevo un lavoro, anzi, una carriera, un guardaroba, un marito, delle belle tette, moltissima cellulite che comunque fa simpatia. Ma non un figlio. Ma io lo volevo ‘sto figlio? Perché non capivo se lo volevo perché lo volevo o perché lo volevano tutte le altre. Ma si può anche dire di no. Anche se la pressione sociale è un vero e proprio mobbing. Sottile, fatto di giudizi, paragoni, allusioni, confronti, sfide. È possibile non avere figli, ma non ti è permesso rifiutarne l’idea. Dire: io non ne voglio, grazie. Eppure siamo tante ed è arrivato il momento di farci avanti».

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ALBERTONE ALBERTO SORDI, UNA LEGGENDA ITALIANA (Cairo) di Silvana Giacobini

Nato a Trastevere da un professore di musica che suonava il bombardino all’Opera di Roma e da una insegnante elementare di Sgurgola, Alberto Sordi, bambino con la voce di soprano e da grande di basso, ballerino di fila, suonatore di mandolino, doppiatore del goffo Ollio e del sexy Marcello Mastroianni, per sessant’anni ha interpretato più di centoquaranta film, protagonista indiscusso della commedia rosa e nera all’italiana. Sullo schermo è stato tutto: medico della mutua, scapolo, marito e vedovo, uomo d’affari spregiudicato, giudice corrotto e imputato in attesa di giudizio, speculatore, avido, cinico, furbo e ingenuo. E grande avaro. Tutto e il contrario di tutto, disegnando anno dopo anno i vizi, tanti, e le virtù, forse meno, dell’italiano medio, specchio riflesso del bello e del brutto dell’evolversi della società italiana. Chi è stato davvero Alberto Sordi? Silvana Giacobini, che l’ha conosciuto e incontrato più volte nel corso degli anni e intervistato con i giornali da lei diretti, racconta la sua vita, gli amori, i tic e la genialità artistica e creativa attraverso le trame dei suoi film più amati, cercando di penetrare il mistero dell’uomo velato dalla celebrità del divo.

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VORREI CHE FOSSE GIA’ DOMANI (Garzanti) di Miriam Candurro e Massimo Cacciapuoti

Protagonisti di questo romanzo, il cui titolo si ispira a una frase di una canzone di Nesli, ambientato nei corridoi deserti del Tito Livio di Napoli, sono due adolescenti, Paolo e Cristina. Il ragazzo cerca tra i suoi post-it quello su cui ha annotato le coordinate per arrivare in classe. Ormai non può più farne a meno, perché da quando un brutto incidente gli ha fatto perdere il senso dell’orientamento, la sua vita è diventata un insieme di istruzioni numeriche. Ma, in un momento di distrazione, il suo sguardo incrocia due occhi verdi, quelli dell’esuberante Cristina che, dopo settimane di assenza, si è decisa a rientrare a scuola, anche se non ne ha nessuna voglia. Il loro incontro dura un attimo che ben presto diviene indimenticabile. Tra bigliettini scambiati sotto il banco e pomeriggi passati sui libri, Cristina, mossa da una curiosità che non riesce neanche a spiegarsi, rompe il guscio dentro cui Paolo si è rinchiuso. Gli fa capire che l’invisibilità non è la soluzione a tutti i problemi. E Paolo, finalmente pronto a lasciarsi andare di nuovo, convince Cristina a non rinunciare alla propria unicità. Insieme sentono di poter fare qualunque cosa. Perché non c’è legame più forte di quello che si conquista ogni giorno. Un legame che niente può spezzare.

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“PERU’ AIUTAMI TU” (Piemme) di Vladimir Luxuria

“Davvero parti tutta sola soletta?» «Ma sei sicura?» «Certo che sei proprio coraggiosa!».
Sì, avevo deciso di partire sola, io e il mio zaino, un mese intero dall’altra parte del mondo fantasticando luoghi esotici e romantici. Per dimenticare i miei conti in sospeso: l’età che avanza, l’amore che latita, il contratto di lavoro da rinnovare, i tanti progetti ormai abbandonati. L’estate arrivava e si preannunciava davvero calda. Io partivo per andare incontro all’inverno“. Comincia così l’avventura della viaggiatrice, escursionista, vagabonda, passeggera, visitatrice, gitana, ma mai turista, Luxuria alla scoperta di un Perù che non ti aspetti. Un viaggio intenso e appassionante in una terra magica, da Lima ad Arequipa, da Cuzco a Machu Picchu, tra colori, profumi, piatti tipici e paesaggi incantevoli, per raccontare le contraddizioni di un Sud America moderno ma allo stesso tempo subisce la prepotenza di antichi popoli invasori che hanno distrutto usi e costumi considerati selvaggi e demoniaci, che in realtà sono invece ricchi di saggezza spirituale.

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“LA STRADA NUOVA” (Giunti) di Simona Atzori

La ballerina, artista e scrittrice in questo nuovo libro racconta il percorso eccezionale che l’ha portata a scoprire le sue potenzialità e insieme ad accettare i propri limiti. Nel suo caso, tanto evidenti erano i limiti, quanto unica è stata la sua capacità di armare la sua forza e la sua grazia. Tutto comincia da un desiderio: essere protagonista vigile e consapevole della propria vita. Ciò che segue è la strada nuova, un cammino in quattro fasi (preparativi, partenza, transito e arrivo) che Simona, condivide idealmente con i lettori. La vita è un dono, sostiene Simona. Ci saranno cadute, tempeste, emozioni, sorrisi e lacrime, ma qual è il senso se non si è protagonisti della propria?

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FACCIO SALTI ALTISSIMI (Mondadori) di Iacopo Melio

Iacopo ha venticinque anni e la sindrome di Escobar, una malattia genetica talmente rara che, secondo la scarsa bibliografia scientifica esistente, comporterebbe sintomi troppo vari per essere classificati. Essendo nato con la camicia, di sintomi ne ha una gran varietà: tra questi, uno straordinario senso dell’umorismo.

Armato di penna e arguzia, e di una pagina Facebook che conta oltre 600.000 followers, rema quotidianamente contro i pregiudizi e i luoghi comuni: bersaglia chi parcheggia nei posti per disabili pensando che siano un inutile favoritismo; chi è convinto che i venticinquenni in carrozzina rimangano bambini per tutta la vita (figuriamoci avere una ragazza); chi dà per scontato che quattro ruote servano per muoversi, ma solo in casa. Per questo, nel 2015 ha fondato #vorreiprendereiltreno, una onlus che si occupa di sensibilizzazione all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali attraverso progetti sul territorio e un’attività mediatica costante.

Faccio salti altissimi è un gioiello di buona scrittura e di autoironia. È un libro in difesa della libertà di essere se stessi, nel rispetto dell’unicità di ciascuno e nel superamento di un fuorviante, oltre che riduttivo, concetto di «normalità», che ci vorrebbe tutti uguali, matrioske prodotte in serie. Ma è anche la storia di un ragazzo come tanti, «pezzi di vita e sogni incollati addosso», con la testa piena di progetti e speranze.

 

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IL METODO CATALANOTTI (Sellerio editore) di Andrea Camilleri

Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono. Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi… Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere.

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IL PURGATORIO DELL’ANGELO (Einaudi) di Maurizio De Giovanni

È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione più bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Un santo, dicono. Un fine teologo, un uomo che nella vita ha donato conforto a tante persone, un confessore. È maggio, e anche se il sole e la luna sono un incanto, Ricciardi è più inquieto che mai. Lui ed Enrica hanno cominciato a incontrarsi, ma il commissario non può continuare a nasconderle la propria natura, il segreto che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. È maggio, e i rapinatori sembrano diventati così abili che il brigadiere Maione rischia di perdere la testa nel tentativo di catturarli. Forse perché sente profonda la mancanza di Luca, il figlio morto, e vorrebbe spiegarlo alla moglie. Ma non è bravo con le parole. È maggio, è tempo di confessioni.

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OGNI RESPIRO (Sperling & Kupfer) di Nicholas Sparks

Tru Walls non è mai stato in North Carolina. Lui è nato e cresciuto in Africa, dove fa la guida nei safari. Si ritrova a Sunset Beach dopo aver ricevuto una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre, e spera finalmente di sciogliere il mistero che ha sempre circondato la sua vita. E quella della madre, perduta insieme ai suoi ricordi nell’incendio che l’ha portata via tanti anni fa. Hope Anderson è a un punto cruciale della vita: ha sempre immaginato un futuro diverso, ma è fidanzata da sei anni con un eterno bambino e non si aspetta più una proposta di matrimonio. Dopo l’ennesima pausa di riflessione, Hope decide di visitare per l’ultima volta il cottage di famiglia a Sunset Beach, dove ha passato le meravigliose estati della sua infanzia. Quando Hope e Tru s’incontrano, tra loro nasce un’intesa immediata, qualcosa di forte e disarmante, come se si fossero riconosciuti oltre il tempo e lo spazio. Come se si fossero sempre amati in attesa di trovarsi. Ma la realtà presenta presto il conto e ognuno deve fare una scelta: tra amore e dovere, tra passato e presente, tra rimpianti e felicità.

 

 

 

 

 

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