Giornata spettacolare per i colori azzurri agli Europei di atletica leggera paralimpica di Berlino 2018 con ben 6 splendide medaglie conquistate a cominciare dall’oro di Martina Caironi nel salto in lungo T63, con la misura di 4.91, che ha permesso alla campionessa bergamasca di vincere davanti alla tedesca Gitte Haenen (4.30) e all’olandese Fleur Schouten (4.30).
“Siamo vicini ai 5 metri, sono felice perché il mio è un arrivarci graduale. Di solito il quarto salto è quello in cui si è più dentro la gara e mi sono sentita volare. Alex Curis e Davide Gamberini, i due allenatori, sono corsi da me, li ho abbracciati commossa. Avevo la sensazione di fare nullo, poi mi han detto di continuare a correre e così ho fatto. I 100 metri di domenica saranno un altro show”, ha dichiarato Martina.

Foto Marco Mantovani/FISPES
Oro, con record del mondo, anche per Oney Tapia nel lancio del disco, categoria F11, con un lancio di46.07, che ha permesso al campione azzurro di battere l’austriaco Mil Barinkovic con 35.65 e il croato Dusko Sretenovic, con la misura di 34.20: “Ero un po’ preoccupato perché avevo ancora male alla spalla e sapevo di dover fare le cose con calma. E’ una medaglia per tutti quelli che sono a casa: oggi siamo qui noi, domani ci sarete voi. Lancio un appello ai genitori: fate uscire di casa i vostri ragazzi, altrimenti vengo io a tirarli fuori. Qui, i ragazzi possono fare cose inimmaginabili”, queste le importanti parole di Oney.

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Medaglia d’argento invece per Raffaele Di Maggio nei 400 metri della categoria T20 con il tempo di 50”86, all’esordio europeo. Il giovane atleta siciliano, 17anni, si è piazzato dietro al portoghese Sandro Patricio Correia Baessa che ha vinto l’oro con 49”60 e davanti all’altro lusitano Carlos Filipe Carvalho Freita, bronzo con 52”16. “Questa medaglia, con tutti gli infortuni che ho avuto, mi rende davvero felice. Grazie a chi mi ha seguito da casa, in televisione, alla mia famiglia, mamma e papà, alla mia madrina”, ha detto Raffaele a Raisport.

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Ma non finisce qui. Simone Manigrasso ha conquistato la medaglia di bronzo nella finale dei 200 metri categorie accorpate T44/T64 con 23”11: “Sono contentissimo, volevo andare sotto i 23” ma portare a casa una medaglia vale tantissimo. E’ stato un anno molto impegnativo, sono aumentati gli impegni, ho avuto un paio di infortuni e voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, la ditta per la quale lavoro, l’Ardemagni, dove tutti mi hanno accolto in maniera meravigliosa. Il mio motto è Never Give Up,non arrenderti mai, me lo sono tatuato dopo l’incidente in moto. Voglio salutare mia mamma e mia nonna”, ha detto Simone che è stato preceduto sul traguardo da Felix Streng, con il tempo di 21”88 e da Ronald Hertog con 23”.
Nella stessa gara ottavo posto per Emanuele Di Marino: “Purtroppo correre sapendo di arrivare dopo gli altri fin dall’inizio non è bello (gli altri atleti erano di una categoria differente e portavano le protesi), non sono contento e l’unica emozione è di vestire la maglia azzurra. Ora pensiamo ai 100 metri che sono sicuramente una gara diversa”.

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Bronzo anche per Andrea Lanfri nei 200m T62 con il tempo di 24″82, dietro al tedesco Johannes Floors e al greco Stylianos Malakopoulos. Quarto, Luca Campetto con il tempo di 26”07: “Ho avuto qualche problema in rettilineo ma sono comunque soddisfatto. Il mio obiettivo era arrivare sul podio”, ha dichiarato Andrea.

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Il portabandiera Adawe Hadafo Fahran, originario della Somalia, con passaporto italiano, ha conquistato il bronzo nei 100 metri, categoria T52 con il tempo di 19”25, dietro allo svizzero Beat Boeasch con 18”60 e al portoghese Mario Trindade, argento con 18”53. “Non pensavo di vincere una medaglia, sono troppo emozionato, questa vittoria è grande. Ci ho messo tutta la mia voglia, la mia famiglia, i miei amici, la mia squadra. Combatto per questa maglia. Emanuele Lambiase, il mio allenatore, è arrivato in vespa da Milano a Berlino. E’ fuori di testa, sono felice di averlo come allenatore”, ha detto Adawe Hadafo.
