GIORNATE DEGLI AUTORI 2018: Documentario e oltre: Stefano Savona e Pippo Mezzapesa

Il 5 settembre alle Giornate degli Autori si torna a parlare di documentari e soprattutto a dialogare con chi li crea. La nostra attenzione questa volta è sull’Italia. Pippo Mezzapesa, che alterna cinema verità e fiction, arriva con una sceneggiatura di finzione che sembra avere radici nell’Italia dei terremoti che spesso la scuotono e in quei piccoli centri di cui il nostro Paese è pieno. Il bene mio è un film che parla di chi resiste, chi non si rassegna chiudendo col proprio passato. Mezzapesa dirige Sergio Rubini nel ruolo di un uomo per cui certi sentimenti ancora vale la pena difenderli. Il film, evento speciale delle Giornate, sarà presentato insieme al cast alle 11.45 in Sala Perla.

Dall’altra parte, reduce dalla vittoria a Cannes con La strada dei Samouni (Oeil d’Or per il miglior documentario 2018) c’è Stefano Savona che ci racconta le esperienze del suo cinema in una carte blanche alla Villa degli Autori. Savona, con estratti da alcuni dei suoi documentari, ci introduce nella vera storia delle cronache di guerra e della miseria che ne consegue, accadimenti storici che cambiano la geopolitica dei territori nei quali si è spinto per la sua ricerca: l’Egitto della primavera araba, Il Kurdistan e la striscia di Gaza. Una speciale serata di riflessione nel contesto delle Notti Veneziane, in Villa, alle 21.30.

“Il nuovo cinema documentario Italiano – dice Giorgio Gosetti – “testimonia la speranza che una coscienza politica è ancora possibile. Più precisamente è una coscienza sociale che va a indagare come sta messo il mondo dentro e fuori dal nostro paese e qualche volta lo racconta restituendoci quel filo di speranza necessario perché questa società continui a esistere e si lasci raccontare. Due talenti tanto diversi tra loro come Mezzapesa e Savona, ci fanno conoscere due facce della medaglia dell’oggi. Ci piace pensare a questi autori come una simbolica firma di un patto col futuro, quando rivedremo come siamo stati raccontati in questi anni attraverso il loro cinema della realtà”.

Proprio dalla striscia di Gaza frequentata da Savona arriva un’opera prima, un thriller sorprendente basato idealmente su tante storie vere, quelle dei carcerati in isolamento. La fantasia diventa una tecnica di sopravvivenza che ha catturato l’attenzione del palestinese Bassam Jarbawi, regista di Mafak. “M olti detenuti – dice il regista – subiscono danni permanenti che si manifestano con l’intolleranza alle relazioni sociali. Vi sono dei prigionieri che sviluppano una dipendenza così forte nei confronti della routine detentiva che cercano di tornare in carcere. Questa eterna attesa senza speranza pervade la psiche palestinese. Tutto ciò ha come esito l’incapacità di definire se stessi senza un occupante e di organizzarsi e vivere senza restrizioni”.

Mafak, in concorso alle Giornate, è in programma alle 17 in Sala Perla.

Non ultimo un incontro alla villa degli Autori (alle 15.30) con il collettivo N, un gruppo italiano di professionisti dell’audiovisivo i cui membri sono quasi tutti di origine africana. Una realtà artistica che ha come obiettivo il cambiamento dell’immaginario collettivo, per un cinema inclusivo che capovolga ogni stereotipo e ogni frontiera in una società multiculturale com’è l’Italia che amiamo. L’incontro sarà presentato da Laura Delli Colli e moderato da Enrico Magrelli. Interverranno gli artisti del collettivo.

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