DAI CALCINCULO DI BABILONIA TEATRI AL PARTY QUEER DI GEGEN: IL PROGRAMMA DEL 7 E 8 SETTEMBRE DI SHORT THEATRE 2018

Babilonia Teatri, fra le compagnie più rappresentative della scena contemporanea italiana. L’artista multimediale svedese Markus Öhrn e la signora dell’elettronica taiwanese Jing. La danzatrice e coreografa irlandese Oona Doherty, l’italiana Claudia Catarzi e la fondatrice del Balletto Civile Emanuela Serra. Sono questi i protagonisti della seconda e terza giornata di Short Theatre 2018, uno dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le performing arts e la creazione contemporanea che fino al 15 settembre presenta al pubblico romano 6 prime assolute, 9 prime nazionali, 2 produzioni originali, 4 co-produzioni, 2 progetti in residenza, 9 laboratori e 2 progetti site-specific. Fra La Pelanda, il Teatro Argentina, il Teatro India, le Biblioteche di Roma e alcuni spazi urbani, le creazioni di 55 fra artisti, gruppi e compagnie nazionali e internazionali con oltre 250 artisti presenti per un totale di 120 appuntamenti che spaziano dal teatro alla danza, dalla performance alle installazioni audio-video, dai concerti ai dj set.
L’intensa programmazione di venerdì 7 settembre si apre alle 16.30 Guerrilla Theory, momento di studio e approfondimento articolato in una lectio magistralis di Valeria Graziano (Centre for Postdigital Cultures, Coventry University) e la tavola rotonda dal titolo Cura, femminismi e nuove Istituzioni con Ilaria Bussoni, Francesca Corona, Valeria Graziano, Ilenia Caleo e Lisa Calcante. La seconda serata entra nel vivo alle 19.00 alla Pelanda con la prima delle due repliche della più punk fra le realtà della scena teatrale nazionale: è il momento dei Calcinculo di Babilonia Teatri. Uno spettacolo in cui teatro e musica si contaminano e dialogano in modo incessante e vertiginoso, uno sguardo tagliente ed ironico sul nostro presente con le sue perversioni, le ossessioni, l’incapacità di distinguere il reale dalla finzione e quella di immaginare il futuro. Dopo la seconda replica dell’Antonio e Cleopatra di Tiago Rodrigues (alle ore 20.15), sarà la volta di Markus Öhrn, artista svedese residente a Berlino che lavora al confine fra performance e arti visive. Bergman in Uganda è un’installazione dal doppio punto di vista, che seziona la borghesia bianca narrata da Bergman nel film Persona del ’66 attraverso la voce del veejay che accompagna le proiezioni dei classici del cinema nelle baraccopoli in Uganda.  In replica anche sabato 8 settembre.
La realtà continua ad essere esplorata attraverso la danza con Oona Doherty, giovane coreografa di Belfast che porta a Roma il solo Hope Hunt (and the ascension of Lazarus) nel quale, a partire dal ritmo battente trasmesso da un’automobile in scena, dà voce agli sconfitti, i loser delle classi marginalizzate irlandesi. Un tentativo di decostruire lo stereotipo dell’uomo svantaggiato con l’intenzione di trasformare i reietti negli uccelli del Paradiso. Alle 22.30 del 7 settembre e in replica il giorno successivo.
Doppio appuntamento con Controra, la sezione del festival dedicata alle sonorità digitali e ai ritmi del contemporaneo. Alle 21.30 il live di Jing, anteprima del nuovo progetto “Soniche – signore dell’elettronica” un focus sulla sperimentazione nella musica elettronica dalla prospettiva femminile, previsto per la primavera del 2019 a Roma, a cura di Pescheria e Area06. Compositrice creativa, performer, scrittrice e ricercatrice, la taiwanese Jing scrive racconti e produce paesaggi sonori musicali per cortometraggi senza immagini, l’opposto dei film muti. Jing vuole portare l’ascoltatore in un viaggio intenso. Sfida il pubblico creando un ambiente unico invisibile alla vista Il suo ultimo progetto Adularescence è stato pubblicato in 12″ dalla 6th Dimensions di Steve Bicknell nel febbraio 2018.  Allo scoccare della mezzanotte, invece, in collaborazione con Santarcangelo Festival, esploderà il Gegen Meat Paty di Gegen, celeberrima serata queer dell’underground berlinese. Da 7 anni Gegen raggruppa a Berlino, nel famigerato Kit Kat Club, migliaia di persone e nel corso degli anni si è trasformato in una piattaforma transnazionale di artiste ed artisti queer che si esprimono attraverso molteplici linguaggi, sia musicale che visivo e performativo.
Controra apre anche la programmazione di sabato 8 settembre: a partire dalle 18.00 e fino alle 03.00 di notte, fra ambiente sonoro e party, la crew di Tropicantesimo porta a Short Theatre i suoni e i ritmi tribali della fascia equatoriale, immaginati e sognati, ritagliati e scoperti. Un cocktail di fianchi sessuali e di maracas agitate in aria. Un rituale musicale dilatato nel tempo, attraverso la celebrazione del suono e del ballo.
Alle 19 invece ci si avventurerà in altre foreste con Just before the forest, spettacolo realizzato nel 2017 da Emanuela Serra e Alessandro Pallecchi con il coinvolgimento dei centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Esteticamente ispirato ai fumetti di GIPI e, dal punto di vista drammaturgico, al testo di Bernard-Marie Koltès, Just before the forest un lavoro sulla solitudine, sul tentativo di orientarsi e di essere trovati. Un monologo fisico per rialzarsi dal fango e andare a cercare qualcuno a cui dire chi sei.  Alle 20.15 sarà invece la volta di A set of timings di Claudia Catarzi, coreografia punteggiata da pause e differenti velocità dei corpi che riflette sul concetto di tempo come parametro che ridisegna e riplasma l’esistente.
A completare la programmazione di sabato 8 settembre le repliche di Markus Öhrn, Oona Doherty, Babilonia Teatri e la presenza costante per tutto il festival dei 2 progetti in residenza Little Fun Palace, la roulotte dove accade di tutto di OHT, il bed in di Bad Peace e L’Uomo che cammina di DOM– progetto di esplorazione di alcuni territori della città, dei loro paesaggi, delle loro comunità, realizzato in collaborazione con PAV e ispirato alla omonima graphic novel di Jiro Taniguchi

Short Theatre 2018 è ideato e organizzato da AREA06 con la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, la direzione generale e co-curatela di Francesca Corona, è realizzato con il sostegno di MiBAC e Regione Lazio, con il patrocinio di Roma Capitale ed è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Azienda Speciale Palaexpo. Si svolge con il contributo di Acea, in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale e con il supporto di Institut Français Italia, Istituto Svizzero Roma, Accademia di Spagna Roma, Istituto Cervantes Roma, Instituto Camões, Accademia di Romania, Istituto Confucio dell’Università Sapienza di Roma.

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