VENEZIA75: Intervista con Giulio Base, nella sezione Sconfini con il suo nuovo film “Il Banchiere Anarchico”: “Ho realizzato il sogno della mia vita”

E’ stato presentato alla 75a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione  Sconfini “Il Banchiere Anarchico”, il nuovo film di Giulio Base da lui diretto e interpretato, con la partecipazione di Paolo Fosso.
Prodotto da Agnus Dei Production in collaborazione con Rai Cinema e coprodotto da Solaria Film e Alberteam Group, la pellicola, girata a Cinecittà, è filologicamente tratta dall’omonimo ‘racconto di raziocinio’ di Fernando Pessoa e mette in scena un dialogo platonico tra un ricchissimo banchiere (Giulio Base) e una sua vecchia conoscenza (Paolo Fosso).
Alla fine di una cena nel suo disadorno palazzo blindato, un potentissimo banchiere celebra frugalmente il suo compleanno. E’ l’occasione per soddisfare le curiosità dell’unico commensale riguardanti la sua misteriosa ma irresistibile ascesa verso un’enorme ricchezza. Figlio del popolo, il banchiere sostiene che quel suo impero economico trae origine da una volontà di lotta sociale evolutiva, che va condotta in solitudine, ma non per questo meno radicale dell’ideologia di quelli che si professano anarchici duri e puri. Secondo il banchiere l’atto di isolarsi è l’unico modo per condurre una vera vita rivoluzionaria. L’uomo stordisce l’ospite con una colta esposizione sofistica intrisa di idee incendiarie contro le ingiustizie della borghesia e di denunce feroci nei confronti della strapotenza del veleno mortale che mina dall’interno la nostra libertà, cioè il denaro.

Scritto dal geniale poeta portoghese nel 1922 e tradotto in più di cento lingue in tutto il mondo, questa è la prima volta che il racconto di Fernando Pessoa viene adattato per il grande schermo e Giulio Base, che da oltre trent’anni ama e studia l’opera poetica dell’autore portoghese, ha deciso di far conoscere al pubblico cinematografico la sconvolgente logica dell’arco esistenziale di un plutocrate e dello schiacciante potere del denaro che lo ha trasformato dall’essere un semplice anarchico in uno spietato finanziere.

“Il Banchiere Anarchico” è un film di grande attualità per quanto riguarda i temi trattati, nonché di elevata caratura culturale. Giulio Base riesce nell’impresa di portare sullo schermo, attraverso una messinscena minimale, quella magia che la letteratura di grandi poeti quali Pessoa sa trasmettere attraverso la parola.

Abbiamo incontrato Giulio Base al Lido e parlato con lui de Il Banchiere Anarchico.

Manifesto_IlBanchiereAnarchico

Giulio, è la tua terza presenza alla Mostra del Cinema di Venezia dopo quelle del 1991 con Crack e del 1993 con Lest. Quali sono le tue emozioni?

“L’emozione è piu’ grande rispetto alle due precedenti volte. Ho avuto la fortuna di cominciare prestissimo a fare cinema, quando sono venuto a Venezia con Crack avevo 24 anni, con Lest ne avevo 26 e c’era quell’incoscienza giovanile per cui non comprendi l’importanza del fatto che un film sia stato scelto per essere in concorso in questa importante kermesse. Oggi a 53 anni c’è la consapevolezza invece di essere riuscito a fare un film che ha superato una selezione tra tantissime opere ed è stato scelto per essere presentato in una vetrina così importante”.

Com’è nata l’idea di portare sul piccolo schermo una delle piu’ belle opere di Pessoa?

“Ho avuto la fortuna di trovare in Rai Cinema il vero servizio pubblico, infatti quando sono andato a raccontare il progetto, cioè un film con due personaggi e un solo ambiente, Paolo Del Brocco e Samanta Antonnicola hanno risposto subito di sì e si sono detti entusiasti di un progetto culturale ma anche attuale. Ho realizzato il sogno della mia vita”.

l Banchiere Anarchico_Giulio Base e Paolo Fosso

Il film si caratterizza per una messinscena spoglia, con pochi orpelli, vengono messi invece in risalto i concetti e tra questi ci sono il denaro e la lotta di classe, sicuramente  tematiche attuali. E poi c’è la piccola borghesia che oggi sembra essere un po’ scomparsa o comunque viene meno raccontata al cinema rispetto al passato, penso ad esempio ai film con Alberto Sordi…

“E’ vero, la piccola borghesia sono scomparse dagli schermi e questo fatto mi ha fatto venire voglia di raccontarla ma senza satira. Mentre preparavo Il Banchiere Anarchico ho riletto Melampo di Ennio Flaiano da cui è stato tratto il film La cagna di Ferreri. Raccontava di due borghesi e negli appunti di quel genio di Flaiano c’era un asterisco e diceva: mi raccomando questi personaggi devono piacere, non facciamo la solita satira del cinema italiano in cui si critica chi ha due soldi. E in effetti questo un po’ accade. Siccome siamo tutti progressisti, appena mettiamo in scena un ricco è brutto e cattivo. Invece ho voluto confrontarmi sul perchè e nel caso specifico Il Banchiere Anarchico essendo un ossimoro già nel titolo, non è né banchiere né anarchico, ci sono queste due anime nel testo e tutto ciò fa parte anche di me perchè anch’io non so mai da che parte sto, non perché sia un fuscello in balia del vento ma perché mi interrogo spesso e credo che la bellezza finale di questo testo sia che ognuno di noi ha qualcosa che nessun altro ha. Siamo noi stessi, siamo unici, nel bene e nel male. Si tratta di saper far fruttare la propria unicità se si è cinici come il banchiere, o godere delle piccole cose se hai raggiunto il tuo nirvana. Una delle cose che mi piace di piu’ è essere nella sezione Sconfini, perché è bello sconfinare, andare oltre, per me le barriere, i confini sono la convenzione sociale piu’ assurda che esista, al di là del giudizio politico. Tanto è vero che l’anarchismo è l’unica corrente di pensiero nel mondo, nella storia, che critica i confini, non lo prevede nessun’altra filosofia”.

Il Banchiere Anarchico_Giulio Base ridotta

A quali progetti stai lavorando come attore e come regista?

“Come attore mi piacerebbe fare di piu’ ma non dipende da me, come regista essendo in prima linea sto preparando un nuovo progetto di cui ancora non posso svelare nulla”.

Per concludere, uscendo dall’ambito cinematografico ed entrando in quello sportivo, sappiamo che sei un grande tifoso della Juventus, che quest’anno ha messo a segno il colpo del secolo con l’acquisto di Cristiano Ronaldo…

“Ho trovato fantastico l’arrivo di Ronaldo tant’è vero che quando ho twittato il manifesto de Il Banchiere Anarchico ho scritto Eu estou aqui, in portoghese,  legando i miei amori, quindi Pessoa e Cristiano. Spero che lui, essendo Pessoa un simbolo per i portoghesi come Dante per noi, abbia voglia di andare al cinema a vedere il mio film. Sarebbe bellissimo”.

di Francesca Monti

 

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