Playlist Speciale “I COLORI DELL’AUTUNNO” da Rock Targato Italia by Divinazione Milano

La playlist  “I COLORI DELL’AUTUNNO” creata da Divinazione Milano è nel tempo passato, presente e futuro, la memoria culturale e professionale della nostra attività discografica. La tendenza che caratterizza gran parte del nostro quotidiano lavoro, a sostegno di artisti autenticamente originali e indipendenti. Una scena musicale straordinaria

Immagina una semplice raccolta, apparentemente per stimolare e per vedere più in la, per aprirci all’universo intorno a noi, aprire i nostri canali recettivi, riacquisire il senso di meraviglia che provavamo da bambini. La meraviglia che avevamo nel notare il controllo delle nostre mani, nell’afferrare qualcosa, o nel vedere l’onda del mare a bagnarci i piedi.

Una proposta Divinazione Milano, Francesco Caprini e Roberto Bonfanti (scrittore e artista). Una piccola scintilla musicale.

IMMAGINA  L’AUTUNNO

La Playlist I COLORI DELL’AUTUNNO contiene 15 brani. 15 artisti sballottati dagli eventi della vita in balia delle onde che tra dubbi e certezze hanno creato delle onde essi stessi per poter influenzare e cambiare coscientemente la qualità, l’essenza stessa della vita.

ARTISTI: Les Fleurs Des Maladives – Andrea Robbiani – Francesco Pelosi – Sfigher – Intercity – Andrea Cassetta –  Priscilla Bei – Casablanca – Nuju – Paolo Saporiti – Ismael – Remida – Hotel Monroe – Barberini –  Scudetto

I COLORI DELL’AUTUNNO  Track-List  su Spotify: https://goo.gl/APXEbs

Les Fleurs Des Maladives – La grande truffa dell’indie rock
Un riff sferragliante e un approccio sfacciatamente rock’n’roll accompagnano una fotografia ironica e provocatoria della “scena indie” contemporanea.
“Siamo quattro stronzi con al collo le chitarre, ma vai bene se fai finta di essere un tipo importante.”

Andrea Robbiani – L’ultima volta
La fine di un amore fotografata con ironia e malinconia in un brano dal gusto anni ’70 in cui si mischiano pop, rock e musica d’autore.
“L’ultima volta che abbiamo scopato, per usar parole tue, ma non ti sei accorta che ero già così lontano dai pensieri tuoi…”

Francesco Pelosi – Il rito della città
Una melodia minimale dal sapore antico e notturno intonata da un autentico chansonnier. Un brano elegante, suggestivo e poetico.
“Offri il Martini con le arance a lui che bestemmia mentre i suoi occhi pregano, e prendi questo valzer: danza con me finché la morte muore.”

Sfigher – Baciami forte
Un ultimo raggio di sole prima di gettarsi nell’autunno. Una canzone d’amore spensierata, trascinante e spudoratamente pop.
“Ce ne vuole di più, non basta mai: baciami forte e mettimi nei guai”

Intercity – Notturno
Una via moderna, inquieta e suggestiva al pop d’autore. Chitarre ed elettronica. Melodia e distorsioni. Ritmo cadenzato e malinconia.
“Non c’è mezza luna tra la nebbia o foschia, un blu notturno da penombra in città…”

Andrea Cassetta – Fuliggine
Un uomo solo, a cospetto delle proprie debolezze, si confessa in una canzone in cui il grunge d’autore incontra il pop più inquieto.
“Colpevole di aver ceduto ad ogni pulsione. A piedi nudi percorro il viale degli ipocriti.”

Priscilla Bei – Keplero
Il suono trip hop della Bristol degli anni ’90 viene attualizzato in un brano pop riflessivo, ombroso e affascinante.
“Forse dovevo imparare da mio padre a godermi la vita, ad apprezzare le sere in un bar anche se tutto va male.”

Casablanca – Maschere
Una macchina da guerra stoner: atmosfere claustrofobiche, sezione ritmica massiccia, chitarre stridenti e una voce lacerante che non fa sconti.
“Pace, violenza o costume, non si guardano in faccia i peccati: sarebbe come naufragare senza neanche venire graziati.”

Nuju – Denaro
Ritmica in levare e melodia trascinante sono i pilastri di una canzone dalle sonorità solari, fra ska e combat folk, che accompagna un testo che ironizza sul tema della ricchezza.
“Denaro io non ne tengo mai. Nel cuore sono ricco assai.”

Paolo Saporiti – Arrivederci Roma
Una voca straziante poco più che sussurrata tratteggia il senso di smarrimento di un brano tanto minimale quanto straniante e suggestivo.
“Arrivederci Roma, ancora, tu sai far male più di me.”

Ismael – E dove andrai, Luchino?
Praticamente un romanzo in una canzone. Un brano rock d’autore graffiante e diretto illuminato da un’indole narrativa impregnata di terra, di poesia e di vita.
“E dal bagno esterno, se andiamo a pisciare, si sente il torrente passare: sembra incredibile, a noi, da qui, che arrivi al mare.”

Remida – La canzone del secolo
La prova che si può fare pop in modo intelligente, unendo suoni metropolitani e melodie immediate con il desiderio di raccontare il mondo che ci circonda.
“Corrono via i nostri giorni mentre il cielo morde i nostri sogni: questa è la canzone del secolo e non c’è scritto nulla di comodo”

Hotel Monroe – L’ultima cosa che
I dubbi di un rapporto di coppia in declino animano una canzone moderna e immediata dalle sonorità rock compatte e le ritmiche elettroniche da ballare.
“Penso a chi sarò se accetterò lo scambio fra libertà e rimpianto.”

Barberini – L’ultima notte
Vogliamo chiamarlo semplicemente “dream pop”? Una canzone delicatissima, dall’atmosfera sognante e la melodia lieve come una ninnananna.
“Dopo la morte hai dei piani o ti arrendi? Ti andrebbe di dirci semplicemente la verità?”

Scudetto – Championship manager
Sperimentazioni elettroniche a bassissima fedeltà accompagnano una sorta di filastrocca surreale dall’ironia arguta e pungente.
“Meno male muori te, che la guerra qui non c’è.”

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