Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio la delegazione della FIGC, in occasione dei 120 anni della Federcalcio

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio la delegazione della FIGC, in occasione dei 120 anni della Federcalcio: “Pertini e Napolitano hanno assistito ai trionfi Mondiali del 1982 e del 2006, mi auguro che il mio successore possa avere la stessa sorte e credo sia possibile, vista l’ottima prova di ieri della squadra di Mancini. Sono fiducioso per il futuro della Nazionale”, ha detto il Presidente.

Da Dino Zoff a Gigi Buffon, da Gianni Rivera ad Andrea Pirlo, al Quirinale erano presneti molti dei protagonisti delle pagine più belle scritte dalla Nazionale. In platea anche il Ct e il capitano della Nazionale di Beach Soccer fresca Campione d’Europa, Emiliano Del Duca e Francesco Corosiniti, e i Ct della Nazionale maschile e femminile di Futsal, Roberto Menichelli e Francesca Salvatore. Nelle prime file c’erano il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti, il presidente UEFA Aleksander Ceferin, il numero uno del CONI e membro CIO Giovanni Malagò, il membro aggiuntivo della UEFA nel Consiglio della FIFA Evelina Christillin e i vertici della FIGC al completo: il commissario straordinario Roberto Fabbricini, i vice commissari Angelo Clarizia e Alessandro Costacurta, il direttore generale nonché vice presidente UEFA Michele Uva, gli ex presidenti federali Giancarlo Abete, Franco Carraro, Antonio Matarrese e Carlo Tavecchio, il candidato unico alla presidenza Gabriele Gravina e tutti i presidenti delle componenti federali ma anche gli arbitri Pierluigi Collina e Nicola Rizzoli.

Diversi i doni per il capo dello Stato, consegnati dai Ct Roberto Mancini e Milena Bertolini e da altre tre leggende azzurre come Gianni Rivera, Dino Zoff e Gianluigi Buffon: oltre alle maglie celebrative dei 120 anni delle Nazionali maschile e femminile e ad un gagliardetto autografato da tutti gli Azzurri, Mattarella ha ricevuto il Pallone della Salute, simbolo della battaglia contro il cancro portata avanti dalla FIGC insieme con la Fondazione presieduta dal Prof. Francesco Cognetti e il vino celebrativo dei 120 anni della Federazione prodotto dalla comunità di San Patrignano.

Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha esortato a ricercare un punto di equilibrio tra gli interessi economici e l’aspetto sportivo, soffermandosi sul progresso del calcio femminile (“i sacrifici fatti resteranno, ma la sottovalutazione è scomparsa e questo è un grande risultato”) e sull’importanza di investire sui giovani: “I vivai non siano ambiti per guadagni futuri, ma luoghi dove far emergere i giovani talenti e diffondere lo sport tra tutti i ragazzi”.
“Il momento più alto delle celebrazioni per i primi 120 anni di vita della FIGC – le parole rivolte dal commissario straordinario Fabbricini a Mattarella – è rappresentato dall’essere qui oggi, grazie al suo gentile invito, ospiti nella Casa degli italiani. E questo, per tutti noi, è motivo di particolare emozione e di autentica gratitudine. Siamo qui oggi con i nostri gioielli di famiglia, una famiglia che è patrimonio della Nazione, che ha sempre rappresentato il nostro Paese regalando gioie ed emozioni, contribuendo allo sviluppo sociale e diventando uno dei simboli indiscussi della nostra amata Italia. Nel prossimo futuro speriamo di rivivere ancora altre Notti Magiche insieme al nostro presidente della Repubblica”.

“A nome di tutto lo sport italiano mi sento di dire che è una giornata molto bella e importante, che celebra questa lunga storia di amore e passione nei confronti dello sport più popolare. Venti regioni su ventuno vedono il calcio come la pratica più diffusa, ma non è solo un discorso di numeri e statistiche, ma anche di risultati. La prima vittoria di una squadra in un Mondiale è stata del calcio nel 1934, la prima vittoria olimpica di squadra arrivò nel 1936 sempre grazie al calcio e l’artefice fu Vittorio Pozzo, la cui storia è legata a quella del nostro Paese: parliamo di un alpino che aveva combattuto in trincea nella Prima Guerra Mondiale. Da Vittorio Pozzo a Biraghi tanti sono stati i protagonisti di questa lunga storia”, ha detto il Presidente Malagò.

Molto applauditi gli interventi dei capitani delle due Nazionali maggiori, Sara Gama e Giorgio Chiellini: “La nostra disciplina ha faticato a decollare e a vedersi riconosciuta – ha ricordato Gama – con le mie compagne possiamo festeggiare oggi noi stesse, i nostri sogni e chi ci aiutato a realizzarli. Grazie alle riforme attuate dalla Federazione negli ultimi tre anni, adesso tanta gente ci conosce e sa che dopo vent’anni torneremo a giocare un Mondiale”. “È un onore per tutti noi essere qui a rappresentare l’Italia calcistica – ha sottolineato Chiellini – un onore farlo da capitano raccogliendo l’eredità di Gigi Buffon. Le parole cardine sono due: unione e ripartenza, termini che possono essere riferiti anche all’Italia non calcistica. Noi come componenti della Nazionale abbiamo una grande responsabilità, essere portatori di quei valori che devono valere in ogni contesto, soprattutto nei confronti dei giovani”.

(Fonte FIGC)

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