Simona Norato in tour con “Orde di brave figlie”: anteprima il 18 ottobre a Milano con ospiti speciali

Come una valchiria alla guida di un’orda di suggestioni musicali visionarie, sperimentali e poetiche, Simona Norato irrompe con rinnovata prepotenza nella scena cantautorale italiana. Musicalmente schiaffeggia il mainstream per cavalcare con coraggio ed eleganza territori surreali e poco esplorati. Nei testi attacca il pensiero unico e le manipolazioni del potere; si schiera a fianco delle minoranze, metaforicamente un branco di bisonti enormi e respingenti. Proprio come una valchiria guida simbolicamente un’orda di brave figlie contro l’ipocrisia borghese, inneggiando alla libertà.
Title track dell’album, “Orde di brave figlie” è il suo nuovo disco, uscito per Ala Bianca (https://open.spotify.com/album/0p0NC50nL2DXPtC5TB0KMx) e che sarà presentato in un’anteprima speciale del tour giovedì 18 ottobre a Campo Teatrale di Milano (ore 21,30). Un racconto intimo e al tempo stesso collettivo, testualmente profondo e musicalmente intraprendente, che prenderà vita sul palco di Milano con ospiti speciali.
Il blues più puro di Pj Harvey e la grinta rabbiosa di Loredana Bertè, la St Vincent più ispirata, la Cristina Donà più spirituale, e una Beth Gibbons in versione desertica: Simona Norato richiama all’orecchio le regine della scena musicale nazionale e internazionale, mescola sapientemente queste ispirazioni alla sua profonda attrazione per i suoni dell’Oriente e dell’Africa e li restituisce in una sua convincente e personale forma.
“Orde di brave figlie” parla di relazioni in uno stretto legame tra desiderio e consapevolezza. Relazioni politiche e sociali, pure e anche pericolose ma tutte vitali. “Le orde di brave figlie sono incontri e scontri da curare con la pazienza dei Santi”, spiega l’artista. Una santità laica che non ammette benedizioni ma tende semplicemente a riconciliarsi nell’essere umani e a vivere la propria realtà senza temere giudizi.  Proprio per questo Simona si mette a nudo di fronte alla propria umanità e ne esce rafforzata: una persona reale che incarna la sua libertà a discapito di una società basata sul paradosso della finzione formale.
Nove brani – di cui due strumentali – cantati in italiano, nati e incisi in presa diretta in una  comunione creativa che accresce il valore dell’opera e porta a compimento il significato di relazione artistica.
Una complessa e profonda ricerca stilistica basata anche su suoni ancestrali e su elementi compositivi del Sud Est del mondo, testimoni di un sentire politico orientato verso una migrazione opposta a quella che viene narrata dalla cronaca di tutti i giorni. Emblematico è l’amore per la terzina in due tempi, movimento caro alle visioni desertiche dell’autrice che esula dalla classica musica di matrice occidentale e ricorda a volte le atmosfere sospese tanto care a Ennio Morricone.
Il tour – al via da Milano il 18 ottobre – prosegue il 23 novembre a Firenze (Circolo il Progresso); il 29 novembre a Torino (Magazzino Sul Po); l’11 dicembre Roma (‘Na Cosetta); il 21 dicembre a Catania (Coppola); il 22 dicembre a Palermo (Spazio Franco); il 18 gennaio a Verona (Cohenì); il 19 gennaio a Bologna (Efesto House).

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