Passione, la sofferenza e il pathos di Paolo Crepet

di Emanuela Cassola Soldati

Nella rassegna CoSmicità…l’ironia delle stelle, al teatro Comunale G.Verdi di Fiorenzuola d’Arda, il debutto nazionale, in prima assoluta di Paolo Crepet, con “Passione”. Psichiatra, sociologo, autore di numerosi libri e volto noto, ospite in trasmissioni televisive, in qualità di esperto, approda allo spazio scenico del teatro, monologando e conversando sul tema della passione con i convenuti attenti ed incuriositi dai contenuti.
Crepet:…” senza passione non c’è una vita vera, ne’ una visione del futuro, in primo luogo del proprio, l’unico modo per non arrendersi a questa perdita, è evocarla, provocarla, inseguirla, raccontarla…”.

L’etimologia del termine è chiara, dal participio perfetto del verbo latino pati, passus, che significa sofferto, al greco pathos, che oltre alla sofferenza racchiude il significato di emozione. Per tale motivo esprime da sempre due forze polarizzanti dell’uomo, nel senso comune del desiderio, che contrappone un trasporto dell’animo del pensiero, alla ragione, logos.

Il significato è legato oggi, ad un concetto più fisico del termine e si attribuisce a questioni amorose a volte senza ritorno, ad una idea come quella politica o all’interesse, l’esplorazione o la ricerca nei viaggi. Una passione estrema che può sfociare quasi in un vizio, come quella per il gioco, ma anche deviante e confusa con il concetto di possesso, verso persone e cose, di cui spesso sono vittime innocenti, le donne protagoniste di delitti passionali.
Nel Medio Evo, e in medicina antica, si parla di passione del fegato e passione dei denti, invece che di mal di fegato e di denti, con sottomissione rispetto all’evento del dolore.

libro di crepet -passione

Paolo Crepet, durante il suo dialogare monologante con il pubblico, chiede luce in platea, per potersi connettere con questa rappresentazione di oltre due ore, intercalata solo dal violino di Dino De Palma e dal pianoforte di Claudia D’Ippolito, sulle arie di Chopin, Debussy, Giordano, Brahams, Saint-Saens Serasate. Con la stessa passione che muove l’anima dell’arte in toto, i musicisti colorano le parole di un appassionato ed autentico Crepet, nel raccontare le vite di altri personaggi racchiusi nel suo ultimo libro, dal titolo Passione.

Così Crepet, dalla sua passione terapeutica, il racconto si estende alle lunghe conversazioni fatte in luoghi e circostanze desuete, con lo stilista Alessandro Michele, incontrato in un piccolo borgo nel quale entrambi amano rifugiarsi, o la passione tra cielo e terra del musicista trombettista Paolo Fresu, e l’instancabile ricerca e la passione per il viaggio dell’ architetto Renzo Piano.
Crepet, non si limita a raccontare, ma a fare propria l’esperienza altrui, per restituire in osmosi, il sapere, con cui contraddistingue di pathos il tramandare del vissuto delle storie, monito per tanti genitori presenti chiamati in causa a riflettere.

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