SANTII: esce oggi “WHAT?” feat. W, nuovo singolo che anticipa l’album “S02”, in uscita il 18 gennaio

Dopo il successo del progetto d’esordio “S01” – che ha raggiunto oltre 4800 playlist in tutto il mondo su Spotify – e l’uscita il mese scorso di “Tsunami” feat Hanami, esce oggi “WHAT?” feat. W, nuovo singolo di SANTII che anticipa l’album “S02”, in uscita il 18 gennaio! A questo link è possibile ascoltare il brano: https://sugarmusic.lnk.to/SantiiWHAT

In linea con la filosofia sposata da Miki e Alex già per la prima stagione di questo viaggio artistico e seriale,“WHAT?”, così come già successo per “TSUNAMI”, è stato stato scritto, mixato e prodotto da Santii.

In merito a “WHAT?”, Miki e Alex affermano: «WHAT? è una delle canzoni a cui siamo più legati. Eravamo a Londra, nel mezzo della stesura di “S02”. Era maggio e il nostro lavoro era di abbozzare idee nella camera-studio e poi rielaborare separatamente tutto, ognuno con il suo computer e la sua tastiera. È una canzone nata dal testo, la prima volta che una delle nostre canzoni inizia con i testi. Non è una storia sull’amore, ma sull’innamoramento; poi all’improvviso, nel ritornello, diventa una canzone sulla fine di una relazione, che a volte non finisce mai, per via di una certa affinità elettiva. C’è una lunga storia di relazioni finite per sempre, ma a un livello profondo mai veramente finite. Scriviamo per flussi e immagini, scriviamo per persone, per una a volte. La prima parte è quella dell’innamoramento in cui vorresti imparare ad abbaiare, dove vuoi l’impossibile: i fiori di un limbo, il potere di una limo (limousine); ti piacerebbe anche dare quello che non hai. Nella seconda parte (la cosa bella dei “tempi di scrittura” è che puoi tagliare il tempo, perché la storia è nei suoni) tutti sanno cosa vogliono e di cosa hanno bisogno, ma cercano sempre di essere salvati, aiutati, mentre nessuno può aiutarti, perché commettere errori, ricominciare, vagare, sono le premesse per sapere cosa vuoi e cosa ti serve: l’errore è un’intenzione nascosta. Ed è da soli che si guarda l’abisso. È uno dei pochi testi che in realtà parla di noi. Ma tutto ciò ha bisogno di suoni allegri, di suoni solari, altrimenti tutto diventerebbe un monologo triste ed egoriferito: è anche la canzone che canta se stessa, che vuole imparare ad abbaiare e a parlare. Questo è anche il nostro modo di vivere. La malinconia è una dissociazione tra te e il momento attuale, non deve necessariamente essere una canzone triste. Mettere costellazioni emotive in una canzone è come avere un faccia a faccia con l’orizzonte, che non sarà mai tuo, ma sarà sempre con te: ricordi, futuro possibile, vita presente, girasole, mac drive. È come attraversare un labirinto fischiettando, perché il labirinto è anche fuori dal labirinto: viene creato ogni volta che ci connettiamo con cose, eventi della vita, persone. È una vita.»

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