Intervista con Alessio Boni, protagonista della serie “La Compagnia del Cigno” in onda dal 7 gennaio su Rai 1

Tra i protagonisti della serie in sei puntate “La compagnia del cigno”, in onda su Rai 1 dal 7 gennaio, scritta e diretta da Ivan Cotroneo, c’è uno degli attori piu’ affascinanti e versatili del panorama cinematografico italiano, Alessio Boni, che dopo essere entrato nel cuore del pubblico interpretando film quali La meglio gioventu’ e fiction come La strada di casa, solo per citare alcuni lavori, veste ora i panni del rigido maestro Luca Marioni.

La Compagnia del Cigno racconta infatti la storia di sette ragazzi tra i 15 e i 18 anni, diversi per temperamento, estrazione sociale, provenienza, punti di forza e fragilità, che frequentano il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Ognuno di loro è un musicista di talento ed è costretto a misurarsi con la vita, la famiglia, le regole della disciplina e con un durissimo direttore d’orchestra, Marioni che pretende da loro il massimo e che li costringerà a esercitarsi insieme per aiutare uno di loro, Matteo, che viene da Amatrice e deve integrarsi nell’orchestra.

A margine della presentazione della serie abbiamo realizzato un’intervista con Alessio Boni, che nel 2019 sarà a teatro con lo spettacolo da lui diretto Don Chisciotte, di cui sarà anche protagonista con Serra Yilmaz.

compagniacigno

Alessio, nella serie La Compagnia del Cigno interpreta il Maestro Luca Marioni. Cosa ci racconta riguardo questo personaggio?

“E’ un maestro serio, rigido, molto esigente, per lui la musica è importante e pretende il massimo dai suoi allievi perchè l’orchestra è la metafora della vita reale. I ragazzi oggi non hanno solo bisogno di rassicurazioni ma anche di un esempio forte, che trasmetta loro dei valori e delle regole”.

Si è ispirato a qualche direttore d’orchestra in particolare per preparare il personaggio?

“In questo caso mi sono ispirato a grandi direttori d’orchestra, su tutti a Riccardo Muti, poi ho avuto la fortuna di essere seguito da Roberto De Maio, che collabora con l’Opera di Roma nella formazione della Youth Orchestra e che mi ha insegnato i gesti fondamentali che deve compiere un direttore per dirigere un’orchestra”.

Cosa le è piaciuto di piu’ di questo personaggio?

“Il fatto che nonostante sia così rigido e severo dica anche cose straordinarie ai suoi ragazzi. Non ho mai incontrato un maestro così duro ma mi sarebbe piaciuto perchè mi avrebbe insegnato tantissimo per la mia vita futura”.

Qual è il suo rapporto con la musica?

“Inevitabilmente la musica fa parte di me, anche quella classica, come ad esempio Beethoven, perchè l’ho studiata per tre anni con il musicologo Paolo Terni che era il mio insegnante. A volte per entrare nella veemenza di certi personaggi vado a correre, ascolto la musica e mi serve moltissimo per trovare la giusta caratterizzazione”.

di Francesca Monti

 

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