Intervista con Paola Cortellesi, protagonista di “La Befana vien di notte”, dal 27 dicembre al cinema: “Questo film è fatto per alimentare la fantasia e continuare a credere nei sogni”

Il 27 dicembre arriva al cinema “La Befana vien di notte”, il nuovo film di Michele Soavi, che vede protagonista una straordinaria Paola Cortellesi che interpreta un doppio ruolo: la maestra Paola, bella e giovane di giorno, che di notte si trasforma nella Befana, eterna e leggendaria.

A ridosso dell’Epifania, la maestra viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli. Il suo nome è Mr. Johnny e ha un conto da saldare con la Befana che, il 6 Gennaio di venti anni prima, gli ha inavvertitamente rovinato l’infanzia. Sei compagni di classe assistono al rapimento e dopo aver scoperto la doppia identità di Paola decidono di affrontare, a bordo delle loro biciclette, una straordinaria avventura che li cambierà per sempre.

Abbiamo incontrato Paola Cortellesi in un hotel di Milano, qui la nostra video intervista.

Paola, nel film “La Befana vien di notte” interpreti un doppio ruolo, la maestra Paola e la Befana…

“Nel film scopriamo la vita della Befana perchè finora si è sempre saputo soltanto che porta i regali. In questa storia vediamo il momento del fallimento della Befana, un giorno in cui suo malgrado ha sbagliato e non ha consegnato un regalo a un bambino, che le ha giurato vendetta eterna, è cresciuto ed è diventato il cattivo Mr Johnny, interpretato da Stefano Fresi. La Befana è, di giorno, anche la maestra Paola, che insegna ai bambini, impartendo le regole e insegnando loro a vivere. E dà loro un consiglio: cercare di fare squadra, di agire insieme, ma a volte i bimbi in classe non capiscono questo concetto, ognuno ha la propria personalità, c’è ad esempio il ragazzino un po’ bullo, che vuole emergere in modo sbagliato. All’inizio l’insegnamento di Paola sembra essere inascoltato ma poi succede che Mr. Johnny scopre che lei è anche la Befana e la rapisce. Sei alunni vengono a sapere che la maestra e la Befana sono la stessa persona e che è stata rapita. Affronteranno così un viaggio che si rivelerà essere di esperienza e di formazione per questi sei bambini meravigliosi, che scopriranno quanto la squadra possa dare forza ad ognuno di loro”.

La Befana vien di notte

Tra i temi trattati nel film c’è anche quello del sessismo perchè la Befana ha una certa antipatia verso Babbo Natale…

“La Befana ha un livore verso Babbo Natale e come darle torto… Babbo Natale è sempre stato rappresentato come un uomo paffutello, buono, profumato, con questo bel vestito rosso e le renne scintillanti che lo portano a destinazione, quindi non fa fatica ed è anche testimonial di una famosa bibita, perciò ha delle buone entrate…invece la Befana ha le scarpe tutte rotte, viaggia su una scopa che è un catorcio, è sempre dieci passi indietro rispetto a Babbo Natale, ed è evidente che ci sia una discriminazione di genere, anche nelle leggende. Lui è un uomo e ha tutti i benefit, lei invece fa un doppio lavoro perchè è anche maestra di giorno, e quindi fatica piu’ di lui. E poi se vuoi offendere una donna le dici sei una Befana. La situazione è diventata inaccettabile e lei non ne può piu’ e si ribella”.

La Befana vien di notte

E’ un film che si rivolge ai bambini ma che trasmette dei messaggi come quello dell’importanza di fare squadra e di non smettere mai di sognare che sono universali…

“E’ un film dedicato ai bambini e sono stata molto felice di essere coinvolta in questo progetto perchè il ruolo è divertente ma alla base c’è una storia ricca di significati. La regia di Soavi, la sceneggiatura di Guaglianone, sono perfettamente in linea con il senso di questa pellicola. E’ bello che sia stato fatto in Italia un film di questo genere, solitamente importato dagli Stati Uniti, con un personaggio tutto italiano come la Befana. In piu’ non è dedicato solo ai bambini ma è fatto per alimentare la fantasia, per continuare a credere nei sogni che è una cosa bellissima. Quando questo succede anche agli adulti è veramente un bel goal perchè crescendo a volte ci si dimentica quanto sia bello sognare, praticare la fantasia. Se questa storia sarà uno stimolo anche per i grandi avremo ottenuto un bellissimo risultato”.

Qual è il tuo ricordo piu’ bello legato all’Epifania?

“Il ricordo piu’ bello è generico, in casa mia l’Epifania era molto sentita e da bambina, la notte del 5 gennaio, cercavo di restare sveglia ma alla fine crollavo e la mattina ero molto emozionata. Mio fratello e mia sorella si divertivano perchè ero la piu’ piccola e mi portavano a guardare questi doni che la Befana aveva portato durante la notte e trovavo le briciole sul piattino in cui lei aveva mangiato. Festeggiavamo tutti insieme. Era un momento indimenticabile, forse anche per questo motivo mi è piaciuto molto fare questo film”.

di Francesca Monti

foto di Maila Iacovelli – Fabio Zayed

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