Dal 27 dicembre al 6 gennaio, va in scena, al Piccolo Teatro Studio Melato, La lampada di Aladino della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli

Dal 27 dicembre al 6 gennaio, va in scena, al Piccolo Teatro Studio Melato, La lampada di Aladino della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli.

La lampada di Aladino si colloca nel ricchissimo filone delle fiabe della Compagnia Carlo Colla & Figli dove figura, accanto a titoli del repertorio come Cenerentola e Il gatto con gli stivali, fra le nuove creazioni. E’ stata infatti espressamente scritta nel 1993 da Eugenio Monti Colla, che l’anno successivo ne ha curato anche la regia in occasione del debutto al Festival di Spoleto. Lo spettacolo, proposto a Milano nel ’94 / ’95, è stato successivamente in tournée, fra l’altro, a Cremona, a Roma, in Puglia e al Macerata Opera Festival, sempre accolto con grande calore dal pubblico.

Anche in questo caso i “numeri” colpiscono: le marionette sono duecento, fra protagonisti, comprimari, comparse e animali; gli animatori sono dodici dei quali due addetti a muovere solo il genio, una singolare creatura lunga due metri con la testa, il busto e le braccia di cartapesta e il resto del corpo fatto di seta e organza; i quadri dello spettacolo sono tredici più il prologo e corrispondono ad altrettante scene, in parte realizzate ex novo e in parte provenienti da vecchi spettacoli; duecento costumi sono stati creati per questa edizione; almeno tre sono le immancabili parate: il corteo della principessa, la sfilata degli schiavi magici prodotti dal genio e quella dell’esercito imperiale che torna vittorioso condotto da Aladino, composto da decine di marionette.

La vicenda ricalca sostanzialmente la storia delle Mille e una notte ed è ambientata in Cina, il vero Oriente per gli arabi.

Fra le tante curiosità si possono infine citare il personaggio del mago che è un derviscio maghrebino, i due geni che escono uno dall’anello magico e l’altro dalla lampada, uno è nero, simbolo dell’irrazionale, l’altro è bianco a significare il raziocinio e il sentimento: dalla loro unione scaturirà l’armonia.

Le musiche sono state composte appositamente per lo spettacolo da Danilo Lorenzini e, più che un commento all’azione, sono un vero e proprio poema sinfonico che segue l’andamento della narrazione.

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