Dal 10 gennaio al 14 marzo tutti i giovedì alle ore 18 al Teatro Vascello di Roma presso il Foyer letterario, appuntamento con Vittorio Viviani in QUEL COPIONE DI SHAKESPEARE

Dal 10 gennaio al 14 marzo tutti i giovedì alle ore 18 al Teatro Vascello di Roma presso il Foyer letterario, appuntamento con Vittorio Viviani in QUEL COPIONE DI SHAKESPEARE.

William Shakespeare ha copiato alcuni suoi capolavori dalle novelle italiane?
Ovviamente, copiato, è una provocazione, ma non troppo campata in aria.
I suoi colleghi del tempo lo accusavano esattamente di questo: copiava da tutti.
Shakespeare conosceva molte bene le novelle italiane perché furono tradotte in inglese sin dal XIV secolo.
E allora, la vera provocazione è: perché non andiamo a scoprire le fonti da cui Shakespeare aveva copiato? Perché non fare in teatro delle letture espressive delle novelle del Bandello, Giraldi Cinzio, Straparola, Da Porto, Giovanni Fiorentino, Masuccio Salernitano e naturalmente Boccaccio?
Per “lettura espressiva” intendiamo riferirci a quella “letteratura espressiva” ricca di modi di dire, idiotismi, proverbi popolari, terminologia e sintassi che corredavano la scrittura dei più grandi novellieri italiani rendendola viva e “realistica”. E il maestro di tutti, si sa, fu Boccaccio. Tradotto in lettura espressiva vuol dire grande libertà teatrale, fantasia recitativa, comunicazione diretta di emozioni e sentimenti che vivissimi fuoriescono da quei testi.
In conclusione: Un’ora di lettura, lezione, aneddotica, teatralità nello spirito e nello stile affabulatorio di Vittorio Viviani.

Vittorio Viviani interpreta e commenta le   novelle  italiane  da  cui  Shakespeare ha tratto molte delle sue opere, dimostrando che il grande bardo è un copione…! Che conosceva bene i nostri novellieri, da Bandello a Boccaccio, da Giovanni Fiorentino a Straparola a Giraldi Cinzio, e che, forse, di nascosto li leggeva in italiano!

Viviani accompagna il pubblico in esaltanti racconti, divertenti ed emozionanti; ricchi di sentimenti e passioni che esaltano il realismo espressivo e la preziosa raffinatezza delle novelle italiane.

Attraverso la riscoperta di quella lingua vivida, espressivistica, teatrale, moderna dei nostri novellieri. E comunque, anche per riconoscere la  grandezza  di         quel copione     di Shakespeare.

Un reading di grande teatralità, di digressioni e di aneddotica, nello spirito e nello stile affabulatorio di Vittorio Viviani.

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