Venerdì 25 gennaio, nel terzo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni che è stato torturato e ucciso a Il Cairo nel 2016, si è tenuta una silenziosa fiaccolata a Fiumicello (Ts), il paese d’origine del ricercatore, per chiedere verità e giustizia. In questi tre anni il governo egiziano non ha mai realmente collaborato per arrivare a far luce sul caso, ma ha sempre insabbiato e ostacolato le indagini. La stessa importante iniziativa si è tenuta in altre 100 piazze italiane. A Fiumicello erano presenti la mamma di Giulio, Paola Deffendi, il papà Claudio, la sorella Irene, il presidente della Camera Roberto Fico, e Denis Cavatassi, l’italiano condannato a morte in Thailandia e poi assolto dalla Corte Suprema. La serata è proseguita con una tavola rotonda. Sul palco è stata lasciata una simbolica sedia vuota con una rosa per Amal Fathy, moglie del consulente legale egiziano della famiglia Regeni, condannata a due anni di carcere per aver denunciato su Facebook, le molestie subite e aver criticato il governo per il mancato contrasto alla violenza sulle donne.
