SPECIALE ORA O MAI PIU’ – INTERVISTA CON MICHELE PECORA: “Ho accettato questa sfida perchè è un programma che valorizza quello che c’è, che c’è stato e forse ci sarà e tende a recuperare un piccolo patrimonio musicale”

Tra i protagonisti di “Ora o mai piu'”, lo show musicale in onda da sabato 19 gennaio su Rai 1 condotto da Amadeus, c’è il cantautore marchigiano Michele Pecora.

Nel 1977 ha vinto il Festival di Castrocaro con il brano “La mia casa”, e ha esordito nel mondo discografico dopo aver firmato un contratto con la Warner Bros Records.

La sua canzone piu’ amata dal pubblico è “Era lei”, pubblicata nel 1979. Un anno piu’ tardi ha partecipato al Festivalbar con “Te ne vai”, mentre è datato 1985 un altro grande successo, “Me ne andrò”.

Ha partecipato come autore e direttore d’orchestra al Festival di Sanremo 1995 con il brano “Rivoglio la mia vita”, interpretato da Lighea, ha diretto un’orchestra che ha accompagnato molti artisti famosi tra cui Ron, Peppino Di Capri, Ivana Spagna, Riccardo Fogli. Svolge anche un’importante attività di talent scout in manifestazioni nazionali legate a concorsi canori.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Michele Pecora, ecco cosa ci ha raccontato.

pecora

Michele, cosa ti ha convinto a prendere parte a Ora o mai piu’?

“Mi ha convinto il tipo di format che all’inizio poteva sembrare una sorta di ultima spiaggia, in realtà è l’esatto contrario perchè restituisce valore e riconoscimento a chi come noi ha speso una vita per la musica, ha avuto grande successo e poi ha continuato questo percorso senza stare davanti alle telecamere. Ad ogni modo una traccia è rimasta di quello che abbiamo fatto. Questa è la cosa che mi ha convinto”.

Quali sono le tue aspettative?

“L’aspetto importante di questo programma è che ti ridà quella popolarità che avevo un po’ perso, l’opportunità di potersi rimettere in gioco, continuare a fare questo mestiere e fare ascoltare le proprie sensazioni, emozioni e canzoni con un altro spirito”.

“Era lei” è uno dei tuoi piu’ grandi successi. Cosa rappresenta per te questa canzone?

“Rappresenta il cambiamento della mia vita, delle mie abitudini, il successo, il riconoscimento e tutta una serie di cose belle che ho vissuto in quel periodo. Mi ritengo fortunato, la vita mi ha dato molto perchè ho avuto la possibilità di fare quello che volevo. “Era lei” rappresenta la somma di tutto ciò. E’ chiaro che, come capita per certi attori che rimangono legati per tutta la vita a un film o una serie di successo, questo può anche penalizzarti, ma nel corso degli anni ho dimostrato a me stesso e agli altri di essere in grado di fare anche altri tipi di canzoni”.

A Ora o mai piu’ ti sono stati assegnati come maestri I Ricchi e Poveri. Come ti stai trovando con loro?

“Mi sto trovando benissimo, ci conoscevamo ma non ci siamo mai frequentati artisticamente, è come se cantassimo insieme da sempre, sono un gruppo vocale, hanno il loro mondo, il loro modo di cantare, ma non ho sacrificato nulla della mia interpretazione e mi sono integrato perfettamente con loro”.

michele pecora 4

In questi anni non hai mai abbandonato la musica, hai lavorato come autore, direttore d’orchestra, talent scout. Secondo te come mai è venuta meno la visibilità mediatica nei tuoi confronti? 

“Io credo che uno dei motivi sia il fatto che noi leghiamo la nostra vita artistica a persone che hanno determinato o aiutato il nostro successo. Quando a un certo punto, nella discografia, le persone di riferimento cambiano scuderia, a me è successo nel 1983-84 in Warner quando cambiò lo staff dirigenziale che credeva molto in me, è naturale che chi arriva ha altri gusti e non è di suo gradimento ciò che è stato fatto da chi lo ha preceduto. Quando non ho avuto piu’ riferimenti precisi è iniziata la mia crisi. Aggiungi il fatto che non sono stato veloce a prendere al volo il cambiamento che negli anni Ottanta stava avvenendo nella musica, questo ha determinato la mia uscita dalle scene. E poi c’è stata un’occasione mancata nel 1984, un Festival di Sanremo a cui dovevo partecipare con una bellissima canzone che si chiama “Me ne andrò” e a cui per scelte diverse non partecipai. Forse se avessi fatto quel Festival la mia carriera sarebbe stata diversa”.

Oggi il mondo musicale è molto diverso rispetto a trenta anni fa, la musica è piu’ liquida e fruibile…

“Oggi la musica ha una velocità impressionante come tutto. Anche nell’esecuzione dei brani ci siamo talmente abituati alla velocità che una canzone da tre minuti e mezzo ci sembra sempre lunga, meglio due minuti e mezzo e poi passi ad un altro pezzo. La musica ha subìto la stessa sorte, io stesso scrivo delle canzoni e a tre minuti e quaranta inizio a tagliare. C’è un ricambio continuo e sempre esigenza di nuove cose. Ecco, la forza e la bellezza di Ora o mai piu’ stanno nel fatto che tende a valorizzare quello che c’è, che c’è stato e forse ci sarà e a recuperare un piccolo patrimonio, perchè alle canzoni leghiamo parte della nostra vita, un ricordo, un’avventura, un momento bello o meno bello. Le canzoni nel ricordo hanno anche il profumo del tempo vissuto. Vale anche per me, io lego la mia infanzia a brani che mi sono rimasti nel cuore per sempre”.

Le canzoni di venti, trenta anni fa sono rimaste nella mente della gente che le canta ancor oggi…

“E’ vero, nella memoria comune le canzoni di un tempo continuano ad esistere e quando le risenti ne riscopri la bellezza”.

Stai lavorando a un nuovo disco?

“Sto preparando una raccolta delle mie canzoni piu’ rappresentative con una serie di filmati che ripercorrono la mia carriera, quello che ho fatto come cantante, direttore d’orchestra e musicista, i duetti con tanti prestigiosi artisti… è una sorta di storia della mia vita artistica. Nella raccolta saranno contenuti anche l’inedito che presenterò a Ora o mai piu’ e un altro nuovo brano. In primavera poi ci sarà una grande sorpresa, nata da un incontro casuale con un personaggio dello spettacolo molto importante con cui stiamo sviluppando un’idea affascinante”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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