SANREMO 2019 – Intervista con Enrico Nigiotti in gara con “Nonno Hollywood”: “E’ un diario che scrivo a mio nonno in cui fotografo la mia generazione e quella che non ascolterò piu’ perchè la vivevo attraverso i suoi racconti”

Enrico Nigiotti sarà in gara al 69° Festival di Sanremo con “Nonno Hollywood”, un intenso brano introspettivo e autobiografico che attraverso la perdita di una persona importante, suo nonno, racconta di una generazione odierna con abitudini e passioni differenti rispetto al passato. Nella serata dei duetti, Enrico Nigiotti si esibirà con Paolo Jannacci, mentre a dirigere l’orchestra sarà il Maestro Federico Mecozzi.

“Nonno Hollywood” sarà contenuto nel disco “Cenerentola e altre storie…” in uscita il 15 febbraio, che includerà anche un altro inedito dal titolo “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicato alla celebre poetessa e scrittrice Alda Merini.

Ad aprile partirà “Cenerentola tour”, il tour teatrale di Enrico Nigiotti che sarà accompagnato sul palco da Andrea Torresani (direzione musicale, basso/contrabasso), Andrea Polidori (batteria), Mattia Tedesco (chitarre elettriche e acustiche) e Fabiano Pagnozzi (Tastiere e piano).

Cantautore livornese, classe 1987, Nigiotti ha preso parte all’undicesima edizione di X Factor classificandosi terzo e conquistando il disco di platino con il singolo “L’amore è”. Nel 2018 ha aperto il concerto al Circo Massimo di Roma di Laura Pausini, per cui ha firmato il brano “Le due finestre”, contenuto nel nuovo disco “Fatti sentire”, e ha scritto anche per Eros Ramazzotti “Ho bisogno di te”, incluso nell’album “Vita ce n’è”. Il 14 settembre ha pubblicato il suo nuovo album “Cenerentola”, anticipato dal brano “Complici” in duetto con Gianna Nannini, diventata subito una hit radiofonica.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Enrico Nigiotti a pochi giorni dal Festival di Sanremo 2019. Ecco cosa ci ha raccontato.

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credit foto Daniele Barraco

Enrico, al Festival di Sanremo 2019 sarai in gara con la canzone “Nonno Hollywood” dedicata a tuo nonno. Ci racconti com’è nato questo brano?

“E’ un pezzo che è nato per caso, con la perdita di mio nonno, e che avrei preferito non scrivere. E’ come se fosse una lettera, una valvola di sfogo. Mio nonno morì durante la notte e io la mattina avevo una promozione in una radio del Veneto e non potevo saltare questo appuntamento. Tra le prove e l’esibizione c’erano tre ore di pausa, così sono rimasto in camera, ho preso la chitarra e ho scritto questa canzone, anche per non pensare a quanto successo. Il testo è nato di getto, dal dolore, poi l’ho rivisto in un secondo momento. Io sono istintivo, sia come persona che come autore. In realtà non è un pezzo triste, è un diario che scrivo a mio nonno in cui fotografo la mia generazione e quella che non ascolterò piu’ perchè la vivevo attraverso i suoi racconti. Dono la mia visione di quella che è la società di oggi e di quella che è stata, senza giudicare”.

Qual è l’insegnamento piu’ importante che ti ha trasmesso tuo nonno?

“Mi ha dato tanti insegnamenti, da lui ho imparato a essere un uomo, era una persona molto forte, mi ha trasmesso diverse regole. Nonno Hollywood è un brano che parla anche di come vedo mio nonno, non da piccolo ma da uomo. Infatti ho lavorato per tre anni con lui in campagna, ai tempi avevo 24 anni… Penso che i nonni siano genitori alla seconda, hanno un ruolo importante, sono persone che guardi sempre con quel rispetto speciale, li ascolti di piu’, poi hanno quella tenerezza infinita. Sono felice di aver vissuto mio nonno non solo da bambino ma anche da grande”.

Quali sono le tue sensazioni in vista di questa tua seconda partecipazione al Festival di Sanremo e quali sono le tue aspettative?

“Penso a prescindere che non sia mai la stessa cosa, perchè noi siamo diversi ogni volta. Come diceva Eraclito “l’acqua del fiume non è mai la stessa”. Ed è così anche per le emozioni. Portare un pezzo che ho scritto per mio nonno a Sanremo per me è già un regalo, sono in pace con me stesso, è una soddisfazione e una vittoria. Quindi non mi aspetto nulla. Spero invece che le persone che non conoscevano me come artista e la mia musica mi ascoltino e vengano a vedermi in tour ad aprile nei teatri, ma anche di riuscire a coinvolgere nel mio mondo musicale piu’ gente possibile”.

Nella serata del venerdì duetterai con Paolo Jannacci…

“Ho scelto Paolo Jannacci perchè volevo un musicista in quanto è un brano talmente personale che devo cantarlo io. Paolo è straordinario, darà ancora piu’ carattere al pezzo e coinvolgimento a chi lo ascolterà”.

Il 15 febbraio esce “Cenerentola e altre storie…”, la nuova versione del disco “Cenerentola” con due inediti: il brano sanremese “Nonno Hollywood”, e “La ragazza che raccoglieva il vento”, dedicata alla celebre poetessa e scrittrice Alda Merini…

“Ho scoperto Alda Merini una decina di anni fa e mi colpì subito non solo per le sue poesie e per gli aforismi ma soprattutto per quello che diceva in alcune sue interviste, per la sensazione di angoscia e malessere che trasmetteva raccontando la sua vita. Quindi è rimasta dentro di me come personaggio un po’ simbolico, è la poetessa che amo di piu’, adoro ascoltarla perchè mi regala emozioni, e ho scelto di dedicare la canzone ai suoi ideali e alla sua poesia, a quel senso di libertà che mi dava”.

Hai scritto recentemente brani di successo per Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Stai scrivendo nuove canzoni per te o per altri artisti?

“Sto continuando a scrivere per me ma anche per altri. Vediamo se questi progetti andranno in porto. Quando scrivo per altri artisti è un po’ piu’ semplice perchè sai che tipo di voce hanno e che stile, quindi la parte difficile è data dal fatto che quello che piace a te magari potrebbe non piacere a loro. Voglio continuare anche questo percorso autorale perchè firmare brani per Laura Pausini ed Eros Ramazzotti mi ha dato grandi soddisfazioni”.

locandina tour

Da aprile sarai in tour nei teatri…

“Il tour partirà ad aprile da San Benedetto del Tronto, faremo otto date in varie città italiane, quindi sono molto contento di tornare nei teatri. Non vedo l’ora”.

di Francesca Monti

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