Intervista con Roberto Zampaglione: “Il singolo “Che mi separa da te” è un faro che illumina le paure, dona loro una forma e aiuta a superarle”

Si intitola “Che mi separa da te” (Scintille) il primo singolo di Roberto Zampaglione featuring Lastanzadigreta.

Il cantautore, precedentemente voce del gruppo Xnotika, si mette ora in gioco come solista in un progetto narrativo che vede in Che mi separa da te la prima stazione di un lungo viaggio in musica. Che mi separa da te è stata composta, arrangiata e suonata da Lastanzadigreta e registrata e mixata da Dario Mecca Aleina presso l’Attimo Recording Studio.

“Che mi separa da te” racconta il disorientamento amoroso che spesso va di pari passo con un sentimento di smarrimento generale di giovani creature che cercano di illuminare il buio che le circonda.
Spesso è il buio a illuminare questi nostri tempi difficili. La speranza c’è, è tangibile e non si riduce a una banale forma di “ce la faremo insieme”.

La speranza si misura toccando con mano la tenacia di chi si racconta in prima persona ma anche l’ironia con la quale il protagonista del brano descrive il “fondo”.

Il brano è accompagnato da un video realizzato a Torino (territorio di origine de Lastanzadigreta) da Luca Lemma e Alessandro Bremec.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Roberto Zampaglione. Ecco cosa ci ha raccontato.

copertina roberto zampaglione

Ciao Roberto, è uscito il tuo primo singolo Che mi separa da te, cosa ci racconti a riguardo?

“E’ una canzone che non è arrivata per caso. Il significato parte da un momento di buio e questo brano è un faro che illumina le paure, dà loro una forma e aiuta a superarle. Io mi trovavo in quella situazione, venivo da un passato con un altro gruppo, mi sono rimesso in discussione e tutto quello che era certezza è sparito. Ho voluto resettare tutto, perchè avevo l’esigenza di sperimentare cose nuove, generi nuovi, autori diversi. Questa canzone parla della mia vita esattamente quando mi trovavo in una condizione di buio”.

Com’è nata la collaborazione con Lastanzadigreta?

“La collaborazione con Lastanzadigreta è nata per caso in radio, ho un programma radiofonico e ho ospitato Leonardo, il cantante del gruppo e pur facendo un tipo di musica diverso dal mio c’era qualcosa che mi ha colpito e dentro di me pensavo che avremmo potuto realizzare qualcosa di bello insieme. Ho chiamato Leonardo, abbiamo parlato e lui tornando a casa si è messo a scrivere il brano, poi ha coinvolto i componenti del gruppo e si è creata questa energia positiva che è il collante di tutto questo progetto”.

Il video del singolo è stato girato nella splendida città di Torino…

“Volevo che gli ascoltatori potessero vedere quella che per me è una rinascita e quindi ho voluto mostrare ciò che accade dietro le quinte. Io poi sono un amante di making off, registrazioni…ho voluto il bianco e nero perchè si sposa con il tema luci e ombre della canzone”.

Un brano che manda un messaggio molto importante ai giovani, quello di affrontare le proprie paure per provare a superarle… 

“Io non riuscirei mai a cantare qualcosa che non mi rappresenta, ho rifiutato tante canzoni perchè non le sentivo mie, sono una persona estremamente positiva e non potevo tornare con una canzone migliore, poi è anche una bella responsabilità e un piacere cantare un pezzo con un messaggio del genere scritto da autori che hanno vinto il Premio Tenco”.

Stai lavorando a un disco?

“Non uscirà subito un disco, l’idea è di pubblicare prima un altro paio di singoli. Voglio sperimentare sonorità, generi, collaborazioni. Il prossimo step sarà realizzare un progetto con un sound nuovo, musicalmente differente ma con una qualità di fondo che lo legherà a questo pezzo”.

Parlando di influenze musicali e sonorità quale musica ascolti?

“A me piace tutta la musica. Se è fatta bene, se c’è un talento eccezionale la musica è tutta bella. Ascolto il rock dei Doors, passando per i Led Zeppelin, i Beatles, il grunge dei Nirvana, cantanti dalla voce straordinaria come Amy Whinehouse, Céline Dion, Aretha Franklin, la musica classica, in particolare Beethoven, Bach, Mozart, e poi il cantautorato italiano, De Gregori, Battiato, un artista che amo alla follia, Lucio Dalla… abbiamo un patrimonio davvero eccezionale”.

di Francesca Monti

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