Intervista con Pierdavide Carone: “Caramelle ha un’esigenza diversa e con i Dear Jack sentivamo il bisogno di raccontarla”. Il tour, la non ammissione della canzone a Sanremo 2019 e il ricordo del Festival con Lucio Dalla

Nel mio silenzio il ricordo di cose più belle, il colore delle stelle, mentre prendi la mia pelle, in cambio un sorriso e due caramelle“. Si intitola “Caramelle” il nuovo singolo di Pierdavide Carone con i Dear Jack, che affronta una tematica molto delicata e purtroppo attuale, gli abusi sui minori. Nel brano viene raccontata la storia di due ragazzi, Marco di dieci anni, e Marica di quindici, che si trovano a dover affrontare un dramma che segnerà per sempre le loro vite. Una canzone con parole poetiche e allo stesso tempo dirette che arrivano come un pugno nello stomaco raccontando, con estrema sensibilità, un problema che difficilmente viene affrontato nella musica, che invece può essere ancor oggi un mezzo per sensibilizzare e smuovere le coscienze.

Nonostante l’esclusione dal Festival di Sanremo e le successive polemiche, “Caramelle” sta avendo un meritato successo e ha ricevuto l’appoggio e l’affetto del pubblico, di tantissimi artisti (Cristiana Capotondi, i Negramaro, Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Elisa, Ermal Meta, Claudio Cecchetto, Gigi D’Alessio, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Fedez, Roby Facchinetti, Giorgia, J-Ax, Max Biaggi, Jonathan, Bianca Atzei) e anche quello delle istituzioni, come il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana che ha sottolineato la vicinanza al delicato tema trattato nel brano, la pedofilia, annunciando progetti in cantiere sull’argomento con il Ministero dell’Istruzione.

Dopo il successo delle date invernali, il tour estivo di Pierdavide Carone & Dear Jack prenderà il via venerdì 24 maggio, sul palco del Teatro Studio Borgna – Auditorium Parco della Musica di Roma.

In attesa dello show di Roma, gli artisti continuano il loro tour nei club e si esibiranno il 19 marzo al Bravo Caffè di Bologna, il 23 marzo alla Casa delle Arti di Conversano (Bari) e il 24 marzo al Parco di Belloluogo a Lecce.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Pierdavide Carone, ecco cosa ci ha raccontato.

caramelle

Pierdavide, in “Caramelle” affronti in modo delicato e allo stesso tempo veritiero un tema purtroppo molto attuale come la pedofilia. Ci racconti da cosa hai tratto spunto per scrivere questo intenso brano?

“La genesi del pezzo ha una matrice ignota. Avevo questo tema nella testa: Ciao sono Marco e dieci anni è la mia età, che è l’incipit della canzone, l’idea di questo bambino che racconta la sua vita, la famiglia, gli amici. Poi man mano che le parole scorrevano sul foglio mi sono reso conto che in qualche modo il tono allegro e ludico iniziale si stava trasformando, fino al ritornello che diventa l’urlo di un bambino che confessa di essere stato abusato. Solitamente quando scrivo ho un canovaccio di partenza e so dove sto andando a parare, in questo caso non ne avevo idea e la cosa è stata scioccante. Come l’ascoltatore rimane sorpreso nello scoprire che il bambino cambia completamente tono del racconto, ha sconvolto anche me vedere che nel ritornello stavo parlando dell’abuso su un minore. Arrivato a quel punto hai due scelte: fermarti o proseguire. Io ho deciso di continuare raccontando la storia di Marica, che è un po’ piu’ legata a fatti di cronaca perchè avevo già scavallato la fase dell’ispirazione ed ero arrivato a quella piu’ consapevole”.

Una canzone che fin dal primo ascolto arriva dritta al cuore della gente, anche per il fatto che i tre personaggi parlano in prima persona e quindi chi ascolta riesce ad immedesimarsi in quello che dicono…

“E’ come se avessi indossato i panni dei tre personaggi, del bambino di 10 anni, della ragazzina di 15 e dell’orco, perchè tutti e tre parlano in prima persona e anche il carnefice ha un linguaggio confidenziale e cerca di infondere fiducia, che è quello che succede nella realtà. Io fortunatamente non ho esperienze né dirette né indirette, quello che ho descritto è immaginifico ma credo che in qualche modo l’abusatore non venga da Marte e conosca bene le vittime”.

Sia Marco che Marica sono pervasi anche da una sentimento di solitudine, che  ritorna in altre tue canzoni, come ad esempio “Vuoto cosmico” o “In punta”…

“Mia madre è andata via di casa quando avevo 10-11 anni, poi anche mia sorella si è trasferita per motivi di studio, quindi sono rimasto con mio padre che faceva il ferroviere, un lavoro abbastanza itinerante per cui dai 15 anni in poi mi sono ritrovato a vivere da solo. Quando sei piccolo certe situazioni ti vengono imposte dalle contingenze famigliari, poi ti ci abitui e cresci ma l’imprinting è quello e la solitudine diventa quasi un bisogno, che può essere o estremamente negativo e in quel caso organizzo serate corali, o una volontà di stare solo con me stesso. Questo credo si riversi nella musica che faccio a prescindere dal tema che vado a trattare e i personaggi che racconto rimangono sempre un po’ da soli. Credo sia la mia natura”.

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Com’è nata la collaborazione con i Dear Jack?

“Prima è nata l’amicizia con Lorenzo Cantarini, ci siamo frequentati molto in questi anni, poi quest’estate abbiamo deciso di iniziare a suonare insieme. Mentre stavamo lavorando ho scritto Caramelle e parlandone con il mio manager ci siamo interrogati sul da farsi. Questa canzone aveva un’esigenza diversa e sentivamo il bisogno di raccontarla. Quindi l’ho proposta ai Dear Jack accantonando tutto il resto e loro si sono assunti da subito questa responsabilità e mi hanno reso felice. Quando canti un pezzo del genere vai oltre il concetto del fare un duetto, perchè parlare di un tema così delicato ti porta onori e oneri da sostenere dopo che l’hai divulgato”.

Nonostante “Caramelle” non sia stata selezionata tra le 24 canzoni in gara al Festival di Sanremo 2019 sta avendo un grandissimo successo e tanti artisti hanno mostrato il loro appoggio e il loro apprezzamento nei vostri confronti. Possiamo dire quindi che anche senza il palco dell’Ariston avete vinto comunque…

“E’ una vittoria il fatto che questa canzone faccia luce finalmente su un tema tabu’ come quello della pedofilia che rimane un po’ nell’ombra perchè si parla della cronaca e di quello che è successo dopo, ma mai del tema in sé. Se rimane in vita e può raccontarlo chi subisce un dramma simile porta dentro di sé delle ferite che non si rimarginano, forse si possono cicatrizzare se fai un lavoro su te stesso. Per questo bisognerebbe parlarne prima che i fatti accadano. Questa canzone ci sta dando la possibilità di sensibilizzare su questo tema attraverso le tv, i media e anche le istituzioni, una cosa che ci ha sorpreso perchè non credevamo che il pezzo potesse raggiungere traguardi così importanti. Poi quando vieni gratificato dai colleghi fa indubbiamente piacere”.

Quindi possiamo dichiarare chiuse le polemiche per la mancata partecipazione al Festival di Sanremo 2019…

“Le polemiche si creano quando non ci si incontra faccia a faccia anche perchè magari ci sono delle incomprensioni, probabilmente sono nate anche dalle nostre parole iniziali. Se uno va ad analizzare tutta la vicenda, noi abbiamo presentato il pezzo al Festival, non è stato selezionato e lo abbiamo divulgato su internet senza aggiungere altro. Poi per vie traverse è uscita la notizia che questo pezzo non era stato ammesso al Festival e sono arrivati i giornalisti e ci hanno fatto delle domande tra cui: “sei deluso per la scelta di Baglioni?”. Cosa avremmo dovuto rispondere…è ovvio che sono deluso dalla scelta di Baglioni e della commissione perchè in qualche modo ci ha privati della possibilità di cantare una canzone in cui crediamo molto su un palco per noi importante, ma questo si è tradotto in una polemica piu’ grande di noi. Io personalmente stimo Baglioni, ho anche duettato con lui tempo fa e non ho nulla contro. Certo, ci sono rimasto male perchè sono un essere umano, ma sarei rimasto deluso da chiunque avesse preso una decisione penalizzante per me e per la canzone. Ma questo non è rivolto alla persona in sé o a Sanremo, è circoscritto all’episodio”.

A proposito di Sanremo, hai vinto un Festival in qualità di autore con “Per tutte le volte che…” scritta per Valerio Scanu e hai calcato il palco dell’Ariston nel 2002 cantando Nanì con l’indimenticabile Lucio Dalla. Che ricordo hai?

“La prima volta non ci sono andato io, sul palco c’era Valerio, quindi ho vissuto il Festival davanti alla tv e in modo ovattato, ero dentro la casetta di Amici, ed è stata una gioia “da divano” come quando guardi la partita e la tua squadra segna un gol, è stata un’esultanza ludica e ingenua, del resto avevo 21 anni. Con Lucio è stata un’esperienza diversa, al di là di partecipare per la prima volta al Festival, è stato emozionante il fatto di salire su quel palco con uno dei massimi rappresentanti della musica cantautorale italiana, che credeva così tanto in me da decidere non solo di propormi ma di proporsi in gara con me tornando all’Ariston quaranta anni dopo la sua ultima partecipazione, nel 1972 con Piazza Grande. Lucio Dalla ha deciso di smettere per un attimo i panni di super ospite per mettersi in gioco con me ed è stato un grande regalo che mi ha fatto e di cui gli sarò grato per tutta la vita”.

Dopo il concerto al Memo di Milano cosa avete in programma?

“Abbiamo pubblicato questo pezzo senza presentarlo o promuoverlo, Caramelle è uscito così e non eravamo preparati a tutto questo. Avevo delle date a gennaio in acustico da solo e visto il successo della canzone ho deciso di integrare anche i Dear Jack. Adesso arriva il momento della consapevolezza. Stiamo programmando delle date a marzo nei club italiani e poi lo spartiacque tra la parte invernale del tour e quella estiva nelle piazze sarà il 24 maggio con il concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Stiamo lavorando anche a nuova musica”.

di Francesca Monti

 

 

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