SANREMO 2019: INTERVISTA CON SIMONE CRISTICCHI, IN GARA CON LA CANZONE “ABBI CURA DI ME”

Simone Cristicchi è in gara al Festival di Sanremo 2019 con “Abbi cura di me”, scritto dall’artista con Nicola Brunialti e Gabriele Ortenzi con la produzione artistica di Francesco Musacco ed esecutiva di Francesco Migliacci.

In occasione della serata dedicata ai duetti, Simone Cristicchi interpreterà il brano con Ermal Meta.

“Abbi cura di me” è anche il titolo del nuovo disco dell’artista in uscita l’8 febbraio, la prima raccolta dei suoi più grandi successi arricchita da due inediti.

“Abbi cura di me”, a meno di 24 ore dal debutto sul palco del Teatro Ariston, ha subito riscosso un grande successo di pubblico raggiungendo cifre record sulle principali piattaforme di streaming: oltre 100.000 ascolti su Spotify e oltre 300.000 visualizzazioni su Youtube. Inoltre, al suo debutto, ha subito raggiunto la top 3 dei brani più scaricati su iTunes e la top 10 dei video in tendenza su Youtube.

Questa è la quinta volta di Simone Cristicchi al Festival di Sanremo. La prima partecipazione nel 2006 quando il cantautore, al suo esordio, gareggiò nella sezione Giovani con il brano “Che bella gente”. L’anno successivo tornò da Campione con “Ti regalerò una rosa”, vincendo la kermesse e aggiudicandosi anche il “Premio della Critica Mia Martini” e il Premio Sala Stampa Radio-Tv. Nel 2010 si presentò a Sanremo con “Meno Male” e nel 2013 con “La prima volta (che sono morto)” e “Mi manchi”.

Inoltre, è stato presentato in anteprima un estratto di “Happy Next – alla ricerca della felicità”, il nuovo documentario di Simone Cristicchi per la regia di Andrea Cocchi. In questo suo nuovo lavoro, il cantautore cerca di rispondere in maniera personale e originale alla domanda che tutti si sono chiesti almeno una volta nella vita: “che cosa è veramente la felicità?”, attraverso i racconti di diversi personaggi dello spettacolo e della cultura italiani, ma anche di gente comune: da Pippo Baudo a Gianluca Nicoletti, passando per Flavio Insinna, Mogol, fino ad arrivare a suore, filosofi, scienziati.

Simone Cristicchi ha inoltre chiesto ai suoi fan di partecipare attivamente alla realizzazione del documentario, invitandoli ad inviare un breve video in cui raccontano la propria idea della felicità e cosa dovrebbe fare una persona per essere felice. I video saranno pubblicati sui social di Simone ed andranno a formare un grande social-movie sulla felicità, parte del progetto di “Happy Next – alla ricerca della felicità”.

Da sempre attivo anche sulla scena teatrale, Simone Cristicchi (anche direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo dal 2017) dopo l’esperienza sanremese ritornerà sui palcoscenici più importanti d’Italia con il nuovo spettacolo diretto da Antonio Calenda, “Manuale di volo per uomo”. Nel monologo, l’artista interpreta Raffaello, un quarantenne rimasto bambino che possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, cose apparentemente insignificanti che nascondono un’infinita bellezza.

cover_abbi cura di me

Simone, sei in gara al Festival di Sanremo 2019 con “Abbi cura di me”. Cosa ci racconti riguardo questa canzone?

“Credo che la canzone sia fuori dal tempo, la feci ascoltare a Morgan, mi disse è una canzone moderna ma ha un’atmosfera musicale che richiama Morricone e il cinema. Anche l’arrangiamento è in crescendo, parte pianoforte e voce e si conclude con l’orchestra che suona i corni, uno strumento che si sente molto raramente e ricalca l’emozione di qualcosa che cresce e arriva ad esplodere nel finale”.

Questa è la tua quinta partecipazione al Festival di Sanremo…

“Trovo che ci sia sempre la stessa ricetta a Sanremo, c’è tutto in questo Festival come c’era allora. Vincere con un brano con testo impegnato è una casualità e non so spiegarmi come sia potuto succedere che ho vinto con Ti regalerò una rosa, ma trovo che ora ci sia piu’ spazio per i giovani e per artisti ancora poco nazional popolari come Motta, The Zen Circus”.

Abbi cura di me è anche il titolo del tuo nuovo disco…
“Ho scelto questo titolo perchè dentro queste 21 tracce c’è la mia anima, il percorso di questi ultimi 15 anni. L’album infatti si apre con Vorrei cantare come Biagio e finisce con Abbi cura di me, in mezzo c’è un mondo che non tutti conoscono. L’obiettivo è far conoscere quelle tracce che rappresentano il mio modo di raccontare in musica le storie, come Insegnami, che ho scritto per mio figlio, sono chicche rimaste nell’ombra dei miei dischi e che questa raccolta mi dà la possibilità di far conoscere”.
Com’è nata la collaborazione con lo scrittore Nicola Brunialti?
“Io e lui siamo sensibili alle grandi tematiche, ci siamo interrogati, arricchiti, abbiamo parlato di spiritualità, di fede, di dolore, dei momenti bui della nostra vita, questo ci ha portato a sentirci molto vicini come artisti, finchè una mattina Nicola mi ha mandato un tweet con scritto Abbi cura di me e io ho pensato che fosse il titolo giusto per una canzone. La lavorazione è stata lunga, dodici mesi, ma dentro questo pezzo c’è il distillato di quello che è il mio pensiero sul senso della vita e quella sensazione di essere scollegati, ma anche questo desiderio di ricongiungimento con qualcosa che ci manca. Quindi è un brano che diventa di significato universale e a cui ognuno può dare la propria interpretazione. Una suora di clausura, mia amica, mi ha detto che è una preghiera di Dio all’uomo e se la leggi così è impressionante. Lei diceva che Dio ha bisogno dell’opera degli esseri umani, ovviamente questo vale per chi crede, io sono ancora in ricerca di risposte”.
Simone, nella serata dei duetti canterai con Ermal Meta. Come si è sviluppata questa collaborazione?
“Ho mandato il pezzo a Ermal su Whatsapp per farglielo ascoltare, sentivo che era nelle sue corde, mi ha risposto che era un capolavoro. Lui ha sempre dichiarato di avere una grande stima nei miei confronti, sapere di essere un suo riferimento mi lusinga”.
Ci sarà la versione con Ermal di Abbi cura di me nel disco?
“No, ma sarebbe bello cantarla insieme sul palco quest’estate”.

Cosa ci racconti invece riguardo il documentario “Happy Next – alla ricerca della felicità”?

“Vorrei che il prossimo ad essere felice potresti essere tu, lei o contribuire alla felicità degli altri, mi piacerebbe che si allargasse in rete questo concetto e che ognuno potesse esprimere la propria idea di felicità. Invito gli utenti a filmarsi e a raccontare la propria felicità. Oggi abbiamo bisogno di parlare di priorità, la sfida è parlare di cose importanti. Ho raccolto delle testimonianze meravigliose e sono contento di portarle a Sanremo e di far riflettere. E’ bellissimo vederle tutte insieme”.

Che significato ha per te la parola felicità?

“La felicità è lasciare dei semi alle mie spalle, ogni giorno lasciamo dei semi, alcuni germogliano, altri si seccano, è bellissimo vedere che ogni azione che facciamo può contribuire a creare la felicità degli altri. Ognuno contribuisce a mettere una scintilla di felicità nell’altro”.

di Francesca Monti

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