Recensione di “Start”, il nuovo disco di Ligabue

“Start” è il nuovo disco di inediti di Luciano Ligabue, prodotto da Federico Nardelli, contenente dieci brani che rispecchiano le diverse anime dell’artista, da quella piu’ rock a quella piu’ romantica.

L’album si apre con “Polvere di stelle”, un pezzo in cui spiccano le chitarre, che ci ricorda che siamo fatti di polvere di stelle e ci invita a cercare l’essenza nostra e di chi ci sta intorno, andando al di là della mera apparenza e che abbiamo bisogno di confrontarci con gli altri per migliorarci (“Ho bisogno di te/che hai bisogno di me/per cambiare il tuo mondo”). La seconda traccia è “Ancora noi” che affronta il tema dell’amicizia nata tanti anni fa e rimasta intatta nonostante il passare del tempo (“siamo rimasti ancora noi/siamo ancora noi/ è stato tutto vero/ sarà comunque vero/e fino all’ultimo respiro”). Si prosegue con il primo singolo estratto, l’intensa Luci d’America, e con la rockeggiante “Quello che mi fa la guerra” che racconta del continuo confrontarsi con la parte di sé piu’ nascosta e complicata.

“Mai dire mai” è la ballad romantica del disco con il racconto dell’evoluzione di una storia d’amore, dalla prima cena alla prima doccia insieme al primo viaggio, seguita dal nuovo singolo “Certe donne brillano”, dedicata alle donne che hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita dell’artista, e da “Vita morte e miracoli” che ci ricorda quanto l’amore possa essere importante per insegnarci quello che non conosciamo.

Si cambia di nuovo ritmo e si torna al rock con “La cattiva compagnia” incentrata sui contrasti interiori della propria personalità, su quelle inquietudini che rappresentano una cattiva compagnia che ci accompagna ogni giorno. Il brano sul finale vede la partecipazione di Lenny, il figlio di Ligabue, alla batteria.

Il disco si chiude con “Io in questo mondo”, che parla del rapporto di Luciano con il suo pubblico e racconta una sua giornata tipo quando è in tour (e poi si accende tutto/ un cuore che trabocca/ e l’onda che nessuno può fermare”) e “Il tempo davanti”, un brano intriso di ricordi legati al passato del cantautore, ai momenti felici trascorsi con i suoi genitori da bambino, quando non si chiedeva ancora cosa sarebbe stato della sua vita futura, e che rimanda a un altro pezzo del suo repertorio, “Per sempre” (“poi posiamo come per la foto/ ci mettiamo fermi ed abbracciati/ sorridiamo senza fare finta/ con il tempo lì davanti”).

“Start” rappresenta una sorta di nuovo inizio nella carriera quasi trentennale di Ligabue, con un sound piu’ elettronico dato dalla collaborazione con il produttore Federico Nardelli, senza però snaturare lo stile del cantautore. Rispetto ai precedenti lavori è il disco piu’ breve, 38 minuti in totale e quello piu’ autobiografico, senza un concept, ma con brani che affrontano tematiche varie, fotografando al meglio quello che è oggi l’artista, umanamente e musicalmente.

di Francesca Monti

Qui la nostra intervista video con Luciano Ligabue:

https://spettacolomusicasport.com/2019/03/07/intervista-video-con-luciano-ligabue-start-e-un-disco-diretto-ed-essenziale/

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