In viaggio con Marcello: La cucina delle Marche

Cosa resta oggi della storica cucina dell’aia, quel luogo in cui si allevavano polli, galline e conigli e che era il pilastro della tavola di una volta? A questa e a molte altre domande cercheranno di rispondere Marcello Masi e i suoi “compagni di tavola” Rocco Tolfa e Carlo Cambi, che nella puntata di sabato 6 aprile in onda alle 10.15 su Rai2,  racconteranno come è cambiato il nostro modo di mangiare e quale sarà il futuro della nostra alimentazione. Con loro, Giorgia Fantin Borghi, esperta di storia del galateo, che con tono ironico e divertente ci ricorderà quali sono le buone maniere da adottare a tavola.
In questo nuovo appuntamento si esplorerà la cucina delle Marche. Nella terra di Rossini e Leopardi un solido passato contadino ha dato vita una cultura gastronomica che si e’ tramandata di generazione in generazione, mantenendo saldi i legami con il territorio e con la casa, il centro pulsante della produzione di questi piatti, tipicamente affidati alle donne. Spunto di partenza per esplorare la cucina marchigiana sarà il tema delle uova, alimento storicamente disponibile con grande facilità in tutta la regione, sia sulle mense dei ricchi che su quelle dei poveri. La chef maceratese Iginia Carducci, si cimenterà nelle preparazioni più apprezzate della regione raccontandone le origini, quasi sempre legate alla tradizione rurale del territorio. Dai maccheroncini di Campofilone, con il loro elevatissimo contenuto di tuorli d’uovo, ai saporitissimi “vincisgrassi”, uno degli emblemi della tavola marchigiana.
Ma quale sarà il futuro delle uova? Mentre sul mercato piovono prodotti “alternativi” all’uovo, che promettono però di riprodurne fedelmente sia il sapore che la consistenza, all’università di Udine hanno messo a punto un “uovo sodo” vegano, consigliabile anche a chi ha problemi di colesterolo. Come sempre, anche nella puntata sulle Marche verrà valorizzato il legame con il mondo del vino e i possibili abbinamenti tra i cibi in tavola e i vini della tradizione regionale. Questa volta, in primo piano ci saranno i vitigni delle zone collinari di Jesi e dei Colli Piceni.

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