Intervista con Romano Reggiani, tra i protagonisti della serie “L’amore strappato”

Domenica 14 aprile in prima serata su Canale 5 va in onda la terza e ultima puntata di “L’amore strappato”, serie diretta da Simona e Ricky Tognazzi, che vede tra i protagonisti Romano Reggiani.

Giovane attore dotato di grande talento e personalità, ha recitato in film come Tempo instabile di Marco Pontecorvo e serie come Scomparsa, Una Grande Famiglia 3 e 1993, è anche un cantautore e ha pubblicato recentemente il disco Time is a time.

In “L’amore strappato” Romano Reggiani interpreta Ivan, fratello maggiore di Arianna, che viene strappata improvvisamente alla sua famiglia e portata via da un carabiniere e da una psicologa. Ivan può essere considerato quasi una vittima invisibile di questa storia, comprende il dramma che i suoi genitori stanno attraversando ma la tristezza e la mancanza della sorella diventano con il tempo un dolore rassegnato da cui lui cerca di difendersi. Per questo motivo, poco più che maggiorenne,  decide di lasciare la sua casa e trasferirsi a studiare a Roma.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Romano Reggiani e parlato con lui della serie “L’amore strappato”, ma anche di musica e dei prossimi progetti.

L'amore strappato pagina definitiva

Romano, nella serie “L’amore strappato” interpreti Ivan, il fratello di Arianna…

“Quando Ricky e Simona mi hanno comunicato personalmente che mi avevano scelto per interpretare questa storia sono stato felicissimo, perchè è uno dei pochi prodotti televisivi che nasce da un fatto realmente accaduto, moderno, una storia atroce che affronta vari problemi presenti anche nella società odierna. Ho conosciuto i genitori di Angela, che si sono resi disponibili a fare un percorso utile alla realizzazione della serie e sono venuti alla conferenza stampa, ho letto il libro “Rapita dalla giustizia” (Rizzoli), mi sono approcciato a questo personaggio cercando di renderlo nel piu’ semplice possibile dei modi per portare le persone ad interessarsi alla vicenda e infatti c’è stato un riscontro positivo da parte del pubblico. Io interpreto Ivan da grande (da bambino ha il volto di Christian Monaldi) che avrà un ruolo fondamentale per ricongiungere questo contesto famigliare separato”.

“L’amore strappato” è una serie emotivamente molto intensa. Qual è stata la scena piu’ difficile da girare?

“La scena piu’ difficile emotivamente parlando è stata quando Ivan consegna a sua sorella Arianna, che non vedeva da una vita e che lei non riconosce, un plico di materiale giudiziario che sarà la svolta che porterà questa ragazza a scoprire tutto il suo passato che le era stato nascosto per protezione e per amore da parte dei suoi genitori adottivi. E’ stata la scena piu’ complicata, girata in modo sincero, pulito, quasi asettico, perchè il fratello deve mantenere una sorta di integrità che porterà la famiglia a sperare di ritrovare Arianna. Ivan è l’unico componente dei Macaluso che crescendo non si fa prendere troppo dai sentimenti, è uno oggettivo, se vuole fare una cosa preferisce arrivarci in un modo molto prepotente piuttosto che piangere a casa”.

romano1

Come ti sei trovato sul set lavorando a fianco di Sabrina Ferilli ed Enzo Decaro?

“Mi sono trovato molto bene, è stato bello lavorare con Ricky e Simona perchè vengono da un’idea di narrazione e di passione cinematografica che è molto diversa rispetto ai canoni standard che si trovano in altri prodotti, nel senso che c’è un’attenzione e una voglia di lavorare sul dettaglio che è rara. A volte gli attori sul set vengono abbandonati, lasciati da soli, e ognuno deve trovarsi la sua anima, un suo modo di interpretare la sua parte, Ricky e Simona invece lavorano in simbiosi con gli attori, è tutto basato sulla narrazione e questo crea una grande sintonia sul set. E’ stato fantastico recitare con Sabrina Ferilli e con Enzo Decaro che interpreta mio padre, mi sono ritrovato con Primo Reggiani che è un amico. Si è creato un clima famigliare ma allo stesso tempo i registi hanno voluto delle tensioni funzionali che sono state importanti per le scene”.

Hai girato il film “Lamborghini the legend” di Bobby Moresco, in cui interpreti il protagonista  Lamborghini, condividendo il ruolo con Antonio Banderas. Che esperienza è stata?

“Quella per ora è l’esperienza piu’ grande che abbia mai fatto, non solo in termini di ruoli, in cui sono protagonista della prima parte del film condividendo il personaggio con Banderas. A giugno ultimeremo le riprese. Per la prima volta nella vita mi sono trovato a lavorare sul personaggio in modo piu’ tecnico, recitando in americano. E’ stata un’esperienza super, il personaggio ha quasi 30 anni, è molto bello e diverso dal solito, è sfacciato, prepotente, ma sincero, il film è ambientato negli anni 40 ed è in costume. Ho preparato Lamborghini studiando Banderas, il suo modo di essere e di parlare, cercando dei punti di contatto e anche lui dovrà fare lo stesso lavoro con me. Ci siamo incontrati qualche settimana fa a un evento a cui abbiamo preso parte, è una persona carina, disponibile, è un professionista molto serio”.

time

Oltre che attore sei anche cantautore e hai pubblicato recentemente un disco dal titolo “Time is a time” che rimanda, a livello di sound, alla musica americana degli anni 60 e 70 in stile Bob Dylan. Ci racconti com’è nato questo progetto?

“Time is a time è un titolo inusuale, il senso del disco è il tempo è un tempo, che può essere veloce o lento ma comunque passa. E’ un concept album dove i personaggi raccontano varie esperienze della loro vita ispirandosi a quello che sono io, parlano di varie situazioni in modo divertente e contorto con testi scritti partendo da sensazioni vissute. E’ un insieme di mood, di racconti, di storie, di fallimenti e non, arrangiati insieme alla mia band, con questo sound folk che si rifà agli anni 60 e 70 americani, in particolare a Bob Dylan, Neil Young, Cat Stevens. Il disco è stato prodotto dall’etichetta discografica Areasonica Records. Adesso sto lavorando a un nuovo progetto musicale che vorrei far uscire il prossimo anno e che è l’opposto rispetto a questo disco. Non ho ancora ben chiaro in che modo svilupperemo determinate collaborazioni ma sarà in italiano, voglio partire dai cantautori del recente passato e portarli ad essere di nuovo commerciali”.

Quali sono i cantautori italiani a cui ti ispiri? Cosa ti piace e cosa non ti piace della musica attuale?

“Io vengo da un genere di musica che ritrovo solo in certi cantautori come De Andrè, Dalla, musicalmente mi ispiro a De Gregori e alla spontaneità di Paolo Conte che mi piace molto. Inoltre ho una grande stima per Vasco Rossi e Cesare Cremonini che sono gli unici, secondo me, che utilizzano la voce e l’essere personaggio in modo perfetto. Cremonini scrive dei testi belli, semplici, immediati e ha un modo di cantare che nessun’altro cantante in questo momento ha. Ogni volta che fa un live non è la copia del cd o di un altro concerto ma riesce sempre a sorprenderti. La musica trap e rap non mi fa impazzire, non mi piace il fatto che uno deve suonare su basi fatte da altri, e i messaggi negativi che spesso i rapper trasmettono. Preferisco Cremonini che dice Nessuno vuole essere Robin, quel titolo lì è incredibile perchè analizza la situazione di adesso ma senza mandare messaggi negativi. Tra i giovani apprezzo Ultimo e Lo Stato Sociale, che mantengono la loro integrità, il loro stile e la loro identità”.

In quali progetti per il cinema o la tv sarai prossimamente impegnato?

“Dopo Pasqua inizierò a girare una serie diretta da Luca Ribuoli, che dovrebbe chiamarsi Vite in fuga e che andrà in onda su Rai 1. Farò un ruolo secondario ma molto bello e diverso, sarò un antagonista, un personaggio non positivo”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Romano Reggiani

 

 

 

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