Recensione di “In The End”, l’ottavo e ultimo disco dei The Cranberries, dedicato a Dolores O’Riordan

“In The End” è l’ottavo e ultimo disco dei The Cranberries, in uscita il 26 aprile per BMG, che chiude la carriera trentennale della band di Limerick.

Prodotto da Stephen Street, contiene 11 brani inediti, tra cui il singolo All over now, e può essere definito come una celebrazione e una potente testimonianza della vita e del lavoro creativo di Dolores e dei suoi fratelli in musica Noel, Mike e Fergal che hanno voluto omaggiarne la memoria.

E’ strano e commovente sentire la voce unica e inimitabile di Dolores, capace di unire dolcezza ed energia, in questi pezzi inediti, sapendo che se ne è andata quindici mesi fa e che non potrà mai cantarli live. Ma allo stesso tempo è un grande regalo perchè la sua assenza diventa presenza per una volta ancora e prende una forma diversa, quella delle note e delle parole di queste canzoni, ideale chiusura della carriera trentennale dei The Cranberries, che hanno lasciato un segno indelebile nella musica degli anni Novanta e Duemila e fatto da colonna sonora alle giornate di diverse generazioni di giovani.

Il disco si apre con “All over now”, il primo singolo estratto, che parla di una storia ormai finita, ci sono poi “Lost” che ha un’atmosfera quasi sospesa e la ballad “A place I know”, in cui la voce di Dolores torna ad essere dolce come nei primi album dei The Cranberries, “Got it” il cui attacco rimanda la mente al sound di “Animal Instinct”, l’intensa “Wake me when it’s over”, “Catch me if you can” con una splendida intro al piano. Con lo scorrere delle tracce il viaggio musicale di “In the end” si fa sempre piu’ melodico e positivo, con brani leggeri e freschi come “Summer song” e “Crazy heart” e pezzi come “Illusion” e “The pressure”, in cui la voce di Dolores si fa avvolgente come un abbraccio.

Un disco in cui non aleggia la tristezza ma che si dipana tra sentimenti e difficoltà superate, in un crescendo di voglia di vivere e rinnovata speranza, in cui tutti si possono ritrovare.

“In The End” si chiude con l’emozionante titletrack, con cui la band saluta i fan scrivendo la parola fine su una storia lunga trenta anni, che ci ha regalato brani che continueremo ad ascoltare nel presente e nel futuro. Perchè la musica ha il potere straordinario di rendere immortali artisti e canzoni.

di Francesca Monti

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