Intervista con Matteo Macchioni, il tenore italiano acclamato dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo

Matteo Macchioni, tenore italiano acclamato dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo, il 10 maggio sarà protagonista ad Empoli di un concerto speciale, in cui eseguirà arie d’opera e brani di musica sacra accompagnato al pianoforte dal Maestro Mirca Rosciani, in programma alle ore 19.30 presso la Chiesa Santo Stefano degli Agostiniani. L’evento, a ingresso libero, è promosso da consulenti di Banca Generali Private.

In estate invece, Matteo Macchioni continuerà a calcare il palcoscenico del Theater Freiburg, in Germania, interpretando Don Ottavio nel “Don Giovanni” di Mozart nelle repliche che si terranno il 19 maggio, il 2, 8 e 14 giugno, il 6 e 18 luglio, mentre il 13 luglio parteciperà alla stagione estiva del Festival di Erl, cantando nel “Guillaume Tell” di Rossini nel ruolo di Ruodi. 

Matteo Macchioni nasce a Sassuolo e inizia fin da bambino a studiare musica. Dopo aver partecipato ad Amici debutta nel 2010 al Teatro Giuseppe Verdi di Salerno nel ruolo di Nemorino dall’”Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, diretto dal Maestro Daniel Oren e dopo aver calcato i palcoscenici di alcuni importanti teatri d’Italia, interpretando ruoli di rilievo in celebri opere liriche (Ernesto nel “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti al Luglio Musicale Trapanese, il Conte di Almaviva nel “Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini allo Stresa Festival e le performance al Teatro Sociale di Como, al Teatro Faschini di Pavia, al Teatro Ponchielli di Cremona e al Teatro Verdi di Sassari). Matteo Macchioni si esibisce poi nel ruolo del Conte d’Almaviva ne “Il barbiere di Siviglia” al Teatro del Bicentenario di Lèon(Messico), al Teatro Semperoper di Dresda (Germania) e alla Royal Danish Opera House di Copenaghen (Danimarca), fino a proseguire con le interpretazioni di Don Ramiro in “La Cenerentola” di Gioachino Rossini alla Oper Leipzig (Germania) e alla Welsh National Opera (Regno Unito). Nel 2017 debutta al Teatro alla Scala di Milano ne “La gazza ladra” di Rossini (Isacco), diretta da Riccardo Chailly per la regia di Gabriele Salvatores. Tra i suoi impegni più recenti si ricorda l’interpretazione al Teatro Carlo Felice di Genova nel ruolo di Ernesto dal “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti.

Matteo Macchioni (3)

Matteo, il 10 maggio sarai in concerto a Empoli, nella Chiesa Santo Stefano degli Agostiniani. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“La mia attività si sviluppa molto nel mercato estero ma lavoro anche in Italia. A Empoli sarà un concerto all’interno di una bellissima cattedrale, sarò accompagnato al pianoforte dalla pianista, maestro e direttore d’orchestra, Mirca Rosciani, e proporremo un repertorio ibrido tra musica sacra e inserti legati al mondo dell’opera lirica e al mondo dei brani popolari da tenore, ad esempio “Mamma”, visto l’avvicinarsi della Festa della mamma. E’ un evento a ingresso libero”.

Ti sei esibito in tanti teatri prestigiosi. Ce n’è uno che ti ha regalato maggiori emozioni?

“Non ce n’è uno in particolare, ogni teatro ha una sua bellezza, ogni esperienza che ho avuto è sempre stata diversa dalle altre”.

Qual è l’opera che preferisci interpretare?

“L’autore che mi rappresenta maggiormente e che sto interpretando di piu’ è Rossini, ho cantato 61 recite tra Il Barbiere di Siviglia e Cenerentola in cinque paesi del mondo diversi: Inghilterra, Germania, Messico, Danimarca, Italia. Sono opere che hanno rappresentato i miei primi anni di carriera”.

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Come ti sei avvicinato alla musica lirica?

“Io nasco come musicista pianista, ho studiato pianoforte al Conservatorio, mi sono laureato ed è nata poi una passione per il canto lirico che si è concretizzata solo negli anni successivi. Dieci anni fa ho preso parte ad Amici ma ero uno studente, ero un aspirante cantante lirico, infatti la gavetta e lo studio sono arrivati dopo. Durante gli studi di pianoforte ogni tanto provavo a cantare e mi è stato detto che la mia voce squillava bene. Non ho cominciato a cantare da bambino nel coro, anzi avevo paura della mia voce. Mi ricordo che mi regalarono una batteria alle elementari e poi il Canta Tu ma quando sentivo la mia voce non mi piaceva”.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza ad Amici?

“E’ stata un’esperienza positiva. La televisione ha i suoi ritmi e i suoi canoni e non si può mostrare quella che è l’opera lirica, bisogna andare a vederla in teatro. Io quando sono andato ad Amici non avevo mai cantato a teatro, avevo fatto dei piccoli concerti in provincia, avevo partecipato a un concorso lirico un anno prima, ero arrivato in finale ma non c’era uno studio accademico dietro. E’ stata comunque una parentesi positiva perchè ho avuto la fortuna di avere un coach molto bravo, Sergio La Stella, maestro di spartito all’Opera di Roma. In seguito sono stato notato da Daniel Oren che mi ha offerto il debutto a teatro a Salerno con l’Elisir d’amore di Donizetti. Ricordo i mesi dopo la trasmissione passati a Roma con Sergio a studiare, per uscire indenne dai giudizi dei critici. Il percorso è stato lungo, ho fatto concorsi e audizioni. Amici è stata una partenza per rendermi visibile e audibile a un pubblico vasto, non un punto di arrivo”.

Come vedi oggi l’opera lirica in Italia? 

“Penso sia viva e vegeta, c’è una grande passione e il bisogno di farla ascoltare di piu’ nella sua vera connotazione. Mi piacerebbe che ci fosse la tv a riprendere l’opera e che venisse mandata in onda in prima o in seconda serata sulle tv generaliste, non in orari improponibili”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

“Continuerò a calcare il palcoscenico del Theater Freiburg, in Germania, interpretando Don Ottavio nel “Don Giovanni” di Mozart con repliche a giugno e luglio, parteciperò al Festival di Erl, in Austria dove canterò nel “Guillaume Tell” di Rossini nel ruolo di Ruodi nella versione in francese e poi sarò impegnato con concerti e opera”.

di Francesca Monti

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