“Il mio gioco preferito – parte prima” è il titolo del nuovo disco di Nek in uscita venerdì 10 maggio, distribuito da Warner Music Italy, prodotto e arrangiato dallo stesso artista insieme a Luca Chiaravalli e Gianluigi Fazio, e anticipato dal singolo “La storia del mondo”.
L’album, piu’ suonato e con meno elettronica rispetto al precedente, si compone di sette tracce in cui Nek parla d’amore, di speranza, di vita e voglia di mettersi in gioco, nate nel corso degli ultimi due anni e rappresenta il primo tempo di un progetto musicale che verrà completato con una seconda parte in arrivo in autunno.
Abbiamo incontrato Nek a Milano, ecco cosa ci ha raccontato.

“Il mio gioco preferito – prima parte” è il quattordicesimo disco della tua carriera. Ci racconti come hai lavorato a questo progetto e come mai hai scelto di dividerlo in due parti?
“Non avevo mai fatto questa scelta e credo che due uscite siano meglio di una. In un momento in cui la musica viene consumata in modo veloce penso possa essere una possibilità in piu’ per ascoltarla ma anche un modo per venire incontro alla gente. E poi sette pezzi scivolano via in un quarto d’ora e sono la sintesi di molte cose che ho scritto. Quando ad ottobre uscirà la seconda parte dell’album con altri sette brani si completerà il progetto. Ho fatto una scrematura per arrivare al punto focale di ognuna delle due parti. Ho sempre cantato la varietà della storia quotidiana mia e di chi mi circonda, sono un osservatore, quello che vedo e prendo dal mondo poi lo canto e lo restituisco alle persone. Noi cantanti cerchiamo di rendere protagonista l’ascoltatore di quello che stiamo cantando e di essere portavoce di emozioni. Ho cercato di mettere insieme diverse storie in un concept, infatti ho scelto questo titolo e ho messo un cubo di Rubik in versione incompleta sulla cover, non la mia faccia. Il mio gioco preferito è la vita, e cerco di affrontare ogni giorno le cose con entusiasmo”.
E’ un disco piu’ suonato e meno elettronico rispetto al precedente…
“Sono andato per esclusione, in corso d’opera mi sono accorto che volevo togliere anzichè aggiungere, sono tornato un po’ alle origini, lasciando da parte l’elettronica per utilizzare un suono human, con batteria, basso, diverse chitarre”.

credit foto Luisa Carcavale
Tra le tracce presenti nel disco c’è Alza la radio che è dedicata a tua moglie ma è anche un omaggio alla radio che ci fa compagnia ogni giorno…
“Nonostante oggi sia in atto una fase di cambiamento nel mondo musicale con i giovani piu’ proiettati verso i rapper e i trapper, credo che la radio sia uno dei media che ha sempre saputo rigenerarsi e finchè ci sarà qualcuno che ascolterà un’emittente la musica entrerà in maniera diretta nella testa della gente. La radio ti fa compagnia, ti fa riflettere, ti fa sorridere, è piu’ difficile che questo avvenga attraverso una piattaforma”.
“Musica sotto le bombe” è invece un brano carico di speranza e di voglia di vivere e di reagire. Pensi che anche oggi la musica possa avere un valore sociale e contribuire a cambiare in meglio il mondo?
“Penso che la musica da sempre abbia questa funzione. Mi viene in mente ad esempio Live Aid che ha riunito in Europa e in America molti cantanti per tornare a parlare di fame nel mondo, di Paesi tenuti apposta nel dimenticatoio perchè se ne potessero sviluppare degli altri, per cui la musica esorcizza certe paure. Ascoltando una canzone di quattro minuti ti fai il tuo film e ti allontani dalla realtà, un po’ anche per proteggerti. Ci sono stati grandi artisti che hanno fotografato socialmente, con canzoni di protesta, dei momenti storici o sono riusciti in un momento difficile a far dimenticare un dolore. E’ come se la musica ti aiutasse a vivere meglio. Noi che suoniamo, che comunichiamo attraverso le canzoni abbiamo questo compito. La musica ha sempre unito e mai diviso, non ha potuto cambiare il mondo perchè servono le istituzioni, la volontà, le singole azioni delle persone. Non si parla solo di politici ma di tutti quanti noi”.
Il disco si chiude con “Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)” con il featuring di Neri Marcorè, canzone che avete presentato al Festival di Sanremo 2019 nella serata dei duetti. Com’è nata questa collaborazione?
“Diversi anni fa Neri mi chiese di partecipare a Risorgimarche ma purtroppo ero in tournée e non sono riuscito ad accontentarlo. Da lì è nata un’amicizia e ho chiesto la sua presenza per la serata dei duetti al Festival di Sanremo. Visto che è stato un bellissimo esperimento ho voluto chiudere il disco con questo pezzo”.

credit foto Luisa Carcavale
Il 22 settembre sarai protagonista di un live speciale all’Arena di Verona, a due anni dal concerto evento del 2017 e poi a novembre partirà il tour europeo…
“Non vedo l’ora. Ho sempre tenuto una connessione con l’Europa da “Laura non c’è” in poi. Lo stesso discorso vale anche per il Sud America. E’ un pubblico non tanto diverso da quello italiano e mi auguro di potermi divertire. Uscirà anche una versione spagnola del disco. L’Arena di Verona è uno scenario bellissimo in cui cantare, ci torno sempre volentieri”.
Lo scorso anno sei stato protagonista di un tour di successo con Max Pezzali e Francesco Renga. Cosa ti ha lasciato questa avventura?
“E’ stato un tour bellissimo, era un grande karaoke con due ore e quarantacinque minuti di musica, è stato divertente e allo stesso tempo impegnativo dal punto di vista delle energie, ma entusiasmante per la partecipazione delle persone”.
Dopo l’esperienza ad Amici ti piacerebbe lavorare nuovamente in tv?
“Ad Amici ho capito che la televisione poteva essere un bel modo per comunicare, non necessariamente attraverso la musica. Dopo l’incontro con Bibi Ballandi che mi ha fatto i complimenti mi sono reso conto che poteva esserci una via alternativa. A me piace l’intrattenimento e sarebbe bello potermi esprimere attraverso la tv o la radio. Mi piacerebbe un programma tv tutto mio, magari che riguardi la musica”.

Questa la tracklist di “IL MIO GIOCO PREFERITO – parte prima”: “La storia del mondo”, “Mi farò trovare pronto”, “Alza la radio”, “Cosa ci ha fatto l’amore”, “Il mio gioco preferito”, “Musica sotto le bombe”, “Mi farò trovare pronto (Di fronte a te)” con Neri Marcorè.
Nek incontrerà i fan in un instore tour. Queste le date: il 10 maggio a Milano (Mondadori di Piazza Duomo – ore 18.00); l’11 maggio a Roma (Discoteca Laziale – ore 16.00); il 12 maggio a Bari (la Feltrinelli c/o CC Santa Caterina – ore 15.30); il 13 maggio a Firenze (Galleria del Disco – ore 18.00); il 14 maggio a Marcianise (Mondadori c/o CC Campania – ore 18.00); il 15 maggio a Marghera (Mondadori c/o CC Nave De Vero – ore 18.00); il 16 maggio a Stezzano – BG (Mediaworld c/o CC Le Due Torri – ore 18.00); il 17 maggio a Torino (Mediaworld c/o CC 8 Gallery – ore 18.00); il 18 maggio a Bassano del Grappa (Mediaworld c/o CC Il Grifone – ore 18.00); il 19 maggio a Reggio Emilia (Mediaworld c/o CC I Petali di Reggio – ore 18.00).
Queste le tappe del tour europeo, prodotto e organizzato da Friends & Partners (biglietti disponibili in prevendita):
18 novembre – MÜNCHEN – TonHalle
25 novembre – BRUXELLES – Cirque Royal
26 novembre – PARIS – Bataclan
30 novembre – LUXEMBOURG – Rockhal Club
1 dicembre – LONDON – Shepherd’s Bush
2 dicembre – MADRID – Teatro Nuevo Apolo
di Francesca Monti
