Intervista con Silvia Mezzanotte: il nuovo disco “Aspetta un attimo”, la partecipazione a “All Together Now” e i prossimi progetti tra cui il duetto con Dionne Warwick

“Aspetta un attimo” è il nuovo disco di Silvia Mezzanotte, uscito il 31 maggio e preceduto dall’omonimo singolo che sta scalando le classifica della airplay radio indipendenti. Un album maturo, importante, introspettivo dove spiccano le collaborazioni con autori come Pino Marcucci, Giuseppe Fulcheri e Roberta Faccani, anche lei voce, per qualche anno, dei Matia Bazar.

Le tracce dei brani sono legate da un fil rouge costituito dalla riflessione. In un’epoca nella quale la velocità di dare risposte è diventato uno stile di vita, Silvia Mezzanotte ha scelto di prendersi il tempo necessario per capire quale fosse la direzione più giusta per lei. Il risultato è un disco intenso e variegato, curato nei minimi particolari e impreziosito dalla meravigliosa voce dell’artista.

Recentemente la cantante ha realizzato un lungo tour in Italia e all’estero con il suo recital teatrale Le mie Regine e collaborato con artisti del calibro di Michael Bolton e Dionne Warwick, con la quale ha inciso un duetto che sarà presentato a breve. Da poche settimane è anche tra i protagonisti di “All together now”, lo show musicale condotto da Michelle Hunziker e J-Ax  in onda il giovedì sera su Canale 5.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Silvia Mezzanotte e parlato del nuovo disco “Aspetta un attimo” e dei prossimi progetti.

Silvia, è uscito “Aspetta un attimo”, il tuo nuovo disco che è anche un invito a rallentare i ritmi e a riflettere in un mondo che va sempre piu’ veloce…

“Sono molte le motivazioni per cui ho dato questo titolo al singolo e al disco. La prima è rivolta a me, fermati un secondo, aspetta, rifletti, conta fino a dieci perchè stiamo vivendo in un mondo estremamente frettoloso, superficiale e volgare. E’ un’era nella quale fatico a riconoscermi pur vedendo che la generazione attuale vive di questo. Ogni tanto sento la necessità di staccarmi un momento e poi reimmergermi. Forse, e lo dico con l’orgoglio dei miei 50 anni, sono una donna antica. Poi, per una questione artistica e professionale, anch’io mi sono lasciata risucchiare dal vortice legato allo scegliere le canzoni in base a cosa è piu’ commerciale piuttosto che allo spessore artistico. Una volta che ho riconosciuto il pericolo di non dare piu’ il peso che avrei voluto alle scelte artistiche ho deciso di occuparmi della cosa che mi dà piu’ soddisfazioni cioè il live, i concerti estivi in Italia e all’estero, i concerti teatrali, e da lì in modo naturale sono arrivate canzoni in cui mi sono riconosciuta. Per questo il mio nuovo lavoro ci ha messo un po’ a nascere. Poi ho affidato gli arrangiamenti a persone che sapessero tradurle anche in quest’epoca così rumorosa e frettolosa ed è uscito come d’incanto Aspetta un attimo, che pur avendo un testo importante, semplice ma d’effetto, ha questo arrangiamento che si rifà a uno stile vintage ma in realtà molto moderno. E da lì è arrivato tutto il resto dell’album, sono undici canzoni in cui sono stati curati tutti i dettagli, ci sono brani nati per fare riflettere, altri per far sorridere, altri per innamorarsi durante una passeggiata sulla battigia di una qualunque spiaggia estiva”.

C’è una traccia tra quelle del disco a cui sei maggiormente legata?

“Sì, è l’ultima traccia e si chiama Due volte grazie. E’ dedicata a mio papà che purtroppo se n’è andato durante la lavorazione di questo disco. Soffriva di Alzheimer, una malattia brutta con cui sia io che la mia famiglia abbiamo dovuto scendere a patti. Papà se n’è andato poco prima del limite estremo, lui non avrebbe mai voluto essere un peso per la famiglia o perdere la dignità. Quindi ho voluto ringraziarlo tramite questa canzone per tutto quello che mi ha dato. Era un uomo perbene, di grande umiltà, un grande lavoratore, viveva per la felicità delle persone che aveva accanto e mi ha passato tutti questi valori”.

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Nel disco c’è anche un brano, Ma che spettacolo, che porta la firma di Roberta Faccani, che come te è stata vocalist dei Matia Bazar. Com’è nata questa collaborazione?

“Ci siamo viste nel corso degli anni in una trasmissione televisiva e ad una masterclass e nel parlare Roberta mi aveva detto che le sarebbe piaciuto farmi ascoltare alcuni brani. A me piace molto la penna femminile, l’idea che sia una donna a scrivere. Ci sono cantautori straordinari come Enrico Ruggeri che sono in grado di tradurre le emozioni al femminile, ma le cantautrici disponibili a darti le loro canzoni sono poche. Quindi Roberta mi ha mandato dei brani, di uno in particolare mi sono innamorata, abbiamo modificato alcune parti ed è nato Ma che spettacolo, che rappresenta me ma anche lei, che è una donna volitiva, forte, che lascerebbe tutto per il grande amore e in questo mi sono riconosciuta. E’ una donna che vuole buttarsi a capofitto nelle situazioni come me. Forse io sono piu’ riflessiva, Roberta è piu’ generosa in questo e così è stato anche in questa canzone che abbiamo portato avanti insieme”.

Trenta anni di carriera caratterizzati da grandi successi e tante esperienze. Se dovessi pensare a un’immagine cosa ti verrebbe in mente?

“Non ci avevo ancora pensato, mi hai fatto venire in mente che dovrò anche festeggiare questi trenta anni di carriera (ride). Quando canto non perdo mai di vista le pulsioni emotive che produco sul palco rispetto al pubblico presente, specialmente nelle piazze, e la cosa che piu’ mi fa piacere è riconoscere che la mia arte in qualche modo riesce a far sì che le persone arrivino cariche dei loro problemi famigliari, personali e lavorativi e se ne vadano alleggerite. Per fortuna non li caricano addosso a me, ma vedo le loro espressioni cambiare nel corso del concerto e alla fine tanta gente si ferma per abbracciarmi e spesso mi dice di essere sollevata, di aver ricevuto emozioni, di essersi divertita, commossa. Se non riesco a fare questo resto delusa da me stessa”.

Cosa ti ha lasciato la partecipazione e la vittoria a Tale e Quale Show?

“Tale e Quale show è stata un’esperienza faticosa e impegnativa soprattutto perchè mi sono confrontata con il mio grande mostro, cioè la paura del cambiamento. Ogni settimana ho dovuto entrare e uscire in questi personaggi così diversi tra loro. Abitavo in un monolocale perchè in quel periodo ho dovuto fermarmi a Roma e quando tornavo a casa dovevo studiare un nuovo personaggio ma quello precedente non se ne andava. Così, metaforicamente parlando, la camera era sempre piu’ affollata, da Gloria Gaynor, passando per Anna Oxa, Dalida, Mina… E’ stato faticoso ma le ho amate tanto, ringrazio il cielo che mi ha dato una versatilità che non sapevo di avere e l’idea del cambiamento da quel momento non mi ha piu’ spaventato. Sono uscita dalla mia comfort zone. La vittoria è stata casuale, per sei punti, e inaspettata perchè in quella edizione c’era Tullio Solenghi, un eccezionale maestro. In quel periodo nella sala trucco ero accanto a lui e ho ascoltato aneddoti che porto nel cuore e devo dire che ogni tanto ci sentiamo ancora. Tullio è davvero una bella persona”.

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Sei tra i 100 giudici che compongono il muro nel game show musicale di Canale 5 All Together Now. Cosa ti piace di piu’ di questo programma?

“All together now è partito come una scommessa, essendo una trasmissione mai fatta in Italia. E’ il divertimento assoluto. Io non sono una grande giudice per quello che riguarda i talent show perchè l’idea che una mia decisione possa compromettere la carriera di un giovane che si avvicina a questo mondo mi spaventa, sarei piu’ adatta a fare il coach che dietro le quinte aiuta, supporta, prepara. In questo caso il muro è costituito da 100 giudici ma soprattutto è un game show che non nasce con l’intento di creare una nuova popstar o rockstar ma di far vincere un premio in gettoni d’oro a chi fa l’esibizione migliore. Questo mi ha sollevata dal prendere decisioni al di là del fatto che il muro sia democratico e meritocratico, perchè il voto vale uno ma siamo in cento, siamo cento teste con un’anima sola, ci divertiamo e siamo in contatto con una chat su WhatsApp dove ci sono quasi tutti e ogni mattina mi ritrovo 500-600 messaggi da leggere. Ad esempio quando è uscito il singolo l’ho messo in anteprima nella chat per avere suggerimenti. Il muro è formato da persone con mentalità, età, esperienza diverse ed è colorato, allegro, dinamico, ci sono musicisti di grande calibro, questo dà uno sprint inaspettato alla trasmissione. Mi diverto tanto e di puntata in puntata ringiovanisco cinque anni. Ho riso, pianto, commentato, litigato con Giancarlo Genise, un meraviglioso vocal coach molto piu’ cattivo ed esigente di me. E’ il mio compagno di banco e spesso discuto con lui perchè vorrei che si alzasse insieme a me e non lo fa”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Sto girando l’Italia con Aspetta un attimo tour ed è un viaggio musicale a 360 gradi che include tutto il mio percorso musicale, quindi si parte dal mondo dei Matia dove ci sono i brani che ho interpretato io, da Brivido caldo a Messaggio d’amore ma anche Vacanze romane, Ti sento, canzoni che sono parte della storia della musica leggera italiana che con orgoglio ho deciso di portare avanti, Ci sono poi alcuni pezzi fondamentali  che mi hanno avvicinato alle mie regine, le donne di spettacolo italiane e straniere che mi hanno aiutato a uscire da una timidezza sconvolgente che avevo da piccola, nonchè alcune canzoni del nuovo disco. Io studio molto le scalette dei live perchè ho una grande voglia di far sì che il pubblico si senta parte dello spettacolo dall’inizio alla fine e di solito succede”.

A livello teatrale porterai ancora in scena lo spettacolo Le mie regine?

“Ci sono ancora tante richieste per Le mie regine e stiamo programmando nuove date per novembre-dicembre. Fino a quel periodo farò dei live in Italia e all’estero. Il progetto che sto elaborando e ho sperimentato nella stagione invernale con Le mie regine è avere ospiti come Giancarlo Giannini che recitava poesie che riguardavano le sue regine e le donne. Questo nostro duetto tra musica e poesia è stato molto apprezzato e mi piacerebbe proseguire su questo percorso”.

Com’è nata la collaborazione con Michael Bolton?

“E’ stata una collaborazione voluta per la trasmissione Padre Pio nel mondo, in Canada. Non ci conoscevamo, abbiamo cantato insieme The Prayer, di cui ha realizzato una sua versione. In quel frangente è nato un feeling magico con un’esibizione in un palazzetto di 3000 persone da standing ovation  ed è stato emozionante. E’ una delle voci piu’ belle del panorama internazionale e mi piacerebbe avere l’opportunità di collaborare nuovamente con lui. Tra le collaborazioni che ho avuto nella mia carriera ricordo con grande piacere anche quella con Al Jarreau, che purtroppo non c’è piu’. E’ stata una delle esperienze piu’ emozionanti della mia vita”.

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Cosa puoi anticiparci invece riguardo il duetto con Dionne Warwick?

“Con Dionne è nato un progetto per il 2020 che al momento non so dirti se consisterà in una sola canzone o in piu’ brani. Sono andata a New York due volte e insieme a lei ho inciso questo pezzo. Sono andata a vedere un concerto di Dionne a Londra, è una grande signora della musica mondiale, ha 78 anni e tiene la scena come poche. Nel mio cuore ho detto: vorrei arrivare alla sua età con quella lucidità, quell’appeal meraviglioso e quella capacità di gestire il palco, i musicisti e il pubblico che ha lei”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Silvia Mezzanotte

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