di Patrizia Faiello
Il cantautore, autore e compositore reggiano Luca Benevelli, classe ’79 è l’artista protagonista dello spazio che SpettacoloMusicaSport oggi riserva alle interviste esclusive. Durante questa piacevole chiacchierata Luca svela le sue origini di artista e parla del suo ultimo progetto musicale.
Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato ad interessarti alla musica?
“Fin da bambino quando, grazie ai miei genitori, ho potuto ascoltare buona musica dai vinili di Beatles, Le Orme, Dik Dik, Equipe 84, Guccini, Celentano, Branduardi e De André. Un giorno assisto ad un concerto dei Nomadi con il loro leader storico Augusto Daolio e ne rimango subito affascinato. All’età di sette anni lo zio materno mi regala una chitarra acustica, alla quale mancavano tre corde ma il fascino dello strumento mi ha fatto capire immediatamente la strada da prendere. Ha così inizio la mia avventura da autodidatta, improvvisando sui successi dei grandi artisti italiani. Già dalle scuole elementari studio canto e chitarra e con il primo gruppo di amici incomincio a suonare cover di vari artisti. A 16 anni fondo la prima band, dove invece di suonare cover prevalgono le mie prime canzoni, arrangiate prevalentemente in stile grunge, genere molto in voga in quel momento e di cui sono da sempre appassionato. Verso i 20 anni l’amore per il pop melodico mi fa nuovamente cambiare direzione, soprattutto in termini di composizione e continuo ad affinare la scrittura di nuove canzoni. Nel 2006 conosco i miei primi produttori e dopo un periodo di sperimentazioni sugli arrangiamenti, nel 2007 scrivo ‘Calligrafie’, il mio primo singolo. Sempre nello stesso anno escono il videoclip ed il primo album, omonimo, passato su alcune tra le più importanti emittenti televisive e radiofoniche, quali All Music TV. Brano che gode da subito di buoni apprezzamenti e che si trova tuttora sulle principali piattaforme digitali. Dopo gli ottimi risultati di questo inizio, prendo purtroppo una pausa a causa di un infortunio ma nel 2009 arriva un nuovo progetto nel quale io continuo a comporre e resto alla voce, accompagnato da 2 chitarre, piano, basso e batteria. Passano gli anni, alcuni componenti della band se ne vanno e pur sostituendoli i risultati tardano ad arrivare, quindi il rapporto con l’etichetta viene interrotto. Nel 2018 esce l’album ‘Storie Comuni’, mio ultimo progetto.”
Raggiungere una propria identità, quanto è importante per un artista?
“Penso sia essenziale, per essere immediatamente riconosciuti in questo mare dove ormai la tecnologia permette anche a chi non sa cosa sia la musica di farla.”
Quali sono stati i tuoi punti di riferimento musicali?
“Ascolto un po’ di tutto, anche ciò che non mi piace, poiché per scrivere bisogna cogliere il meglio di ogni cosa. Anche in un brano ritenuto non eccellente si può nascondere un’idea.”
Cos’è la musica per te?
“È uno dei più forti strumenti di comunicazione ed espressione che si possa usare per descrivere ogni tipo di sensazione ed emozione. Purtroppo oggi in Italia è molto sottovalutata e se le cose non cambieranno, il suo livello è destinato ad andare verso il degrado.”
Cosa provi quando canti?
“Mi isolo dentro ogni singola canzone, siccome ciascuna di loro tratta di ciò che mi circonda e di fatti che mi sono accaduti realmente.”
Quanto conta per te il testo di una canzone, rispetto alla musica?
“Penso che il testo sia il fulcro di una canzone ma da solo non è sufficiente, poiché deve essere accompagnato da un arrangiamento fatto ad hoc.”
Tra le tue esperienze artistiche, quali ricordi con maggiore soddisfazione?
“Per me ogni esperienza ha la sua importanza ed utilità e mi dà una grande soddisfazione.”
Qual è stata la reazione dei tuoi amici e familiari quando hai detto loro di voler intraprendere questa strada?
“È molto dura in Italia far capire a chiunque che la musica è un lavoro come tutti gli altri ed anche io ho avuto le mie difficoltà in questo senso.”
Parlaci del progetto musicale attuale, che ti vede protagonista sulle scene in questo periodo…
“Il mio ultimo lavoro musicale è l’album ‘Storie comuni’. Il titolo è stato scelto perché spiega alla perfezione tutto ciò che ho pensato per questo progetto. 11 canzoni che rispecchiano l’anima e la strada, lo sforzo, le delusioni e la voglia di rivincita, attraverso un mondo difficile e competitivo come quello della musica.”
Hai un particolare progetto che vorresti realizzare nel futuro?
“Mi piacerebbe scrivere anche per altri artisti e magari condividere il palco con loro, senza nessuna competizione.”
Un artista sensibile alle storie comuni, che ci può davvero aiutare a comprendere un po’ meglio la vita e perché no, a superare le piccole e grandi difficoltà quotidiane. Certamente da ascoltare!
