VENEZIA76: Intervista con Massimiliano Gallo, protagonista del film in Concorso “Il Sindaco del Rione Sanità”

Massimiliano Gallo, napoletano doc, figlio d’arte, versatile attore molto amato dal pubblico, che nella sua carriera ha recitato in film e serie tv di successo e in tanti importanti spettacoli teatrali, è tra i protagonisti del film di Mario Martone “Il Sindaco del Rione Sanità”, presentato in Concorso alla 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Nel cast troviamo anche Francesco Di Leva, Roberto De Francesco, Adriano Pantaleo, Daniela Ioia, Giuseppe Gaudino e con l’amichevole partecipazione di Ernesto Mahieux.

“Il Sindaco del Rione Sanità”, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, arriverà nelle sale il 30 settembre e l’1 e 2 ottobre, distribuito da Nexo Digital.

Mario Martone porta al cinema lo spettacolo teatrale Il sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo con un film di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e male.

Antonio Barracano (Francesco Di Leva), “uomo d’onore” che sa distinguere tra “gente per bene e gente carogna”, è “Il Sindaco” del rione Sanità. Con la sua carismatica influenza e l’aiuto dell’amico medico amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, questa è la regola. Quando gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Massimiliano Gallo), il figlio del fornaio, deciso a uccidere il padre, Don Antonio, riconosce nel giovane lo stesso sentimento di vendetta che da ragazzo lo aveva ossessionato e poi cambiato per sempre. Il Sindaco decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Massimiliano Gallo, insignito a Venezia del Premio Cinema Campania 2019, parlando non solo del film “Il Sindaco del Rione Sanità”, ma anche dei prossimi progetti che lo vedranno protagonista, come le serie Imma Tataranni e I Bastardi di Pizzofalcone 3.

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Massimiliano, torni anche quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia, questa volta in Concorso con Il Sindaco del Rione Sanità…

“Ho detto al Direttore Barbera che ormai mi sono abituato talmente bene che sarà un dolore quando non potrò venire alla Mostra del Cinema. Ho calcolato che è dal 2014 che vengo a Venezia, ho portato sette film, due in Concorso, quindi mi prendo il piccolo pregio di aver scelto sempre pellicole importanti, spesso indipendenti, che mi hanno portato grandi soddisfazioni e felicità”.

A proposito di soddisfazioni, la proiezione de Il Sindaco del Rione Sanità, tratto dallo spettacolo teatrale del 1960 di Eduardo De Filippo, è stata accolta da otto minuti di applausi…

“Sono stati otto minuti di applausi convinti, con il pubblico entusiasta. E’ stata una forte emozione. Ero stato in Sala Grande in Concorso con “Per amor vostro”, grazie al quale Valeria Golino vinse la Coppa Volpi e io fui candidato ai Nastri, quest’anno ho vissuto un’emozione simile. Il sindaco del Rione Sanità era un azzardo, nel senso che portare al cinema questo spettacolo teatrale in cui avevamo già abbassato l’età dei protagonisti era complicato, non conoscevamo il valore effettivo, inteso come presa sul pubblico. Però credo che Mario Martone abbia fatto una scelta per certi versi geniale, è sempre teatro ma quando lo vedi è cinema”.

Parliamo del personaggio che interpreti, il fornaio Arturo Santaniello, l’antagonista del boss Barracano…

“Mario voleva un antagonista molto forte, che raccontasse l’altra Napoli, quella che viaggia su un filo sottile che sta tra legalità e illegalità. Santaniello infatti butta in faccia al protagonista il suo modo di vivere nella legalità, con il suo lavoro per il quale si sveglia alle 5 di mattina, però, messo alle strette in una condizione estrema, non reagisce chiamando la polizia ma passando immediatamente dall’altro lato, agendo in modo illegale. E’ molto interessante il fatto che Santaniello porti in scena dei valori fino a quel momento sconosciuti al pubblico, quelli di un uomo che si è fatto da solo, ha lavorato tanto e si è creato una posizione sociale che rivendica. Penso che il ruolo del dottore e quello di Santaniello siano i due personaggi che mettono maggiormente in difficoltà Barracano che è abituato a esercitare il potere: il primo con affetto, nel senso che il dottore ha un rapporto simbiotico con lui, Santaniello con grande forza. Ci sono tante tematiche, tanti piani di lettura in questo film”.

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Il Sindaco del Rione Sanità fa riflettere sulla continua lotta tra bene e male ma anche sulla giustizia e sull’assenza delle istituzioni…

“Quella è la storia del Sud Italia e del nostro Paese in generale, le istituzioni sono spesso mancate permettendo la creazione, per comodità, di queste sacche di potere che sono diventate ingestibili. Negli ultimi anni ci si è accorti che l”ndrangheta è arrivata a Milano e nel Veneto, io dico e trovo paradossale che in un paese così piccolo come l’Italia siano presenti quattro organizzazioni mafiose tra le piu’ potenti al mondo, come la sacra corona unita, la mafia, la camorra e l”ndrangheta. Questo ti fa capire che c’è stata una connivenza continua tra lo Stato e queste organizzazioni”.

Attraverso film e spettacoli teatrali hai raccontato tante anime della tua città, Napoli, qual è quella che piu’ ti affascina?

“Napoli secondo me è una città che ti dona un’identità così forte che la porti dentro per sempre. In questi tempi in cui la globalizzazione e l’intolleranza imperversano, è capace di una straordinaria accoglienza, accoglie tutti senza mai meravigliarsi di niente, si fa scivolare tutto addosso e dà importanza al valore umano, ti coccola nonostante tutte le sue mancanze, le sue difficoltà. E’ la città che ha forse, insieme a Istanbul, le radici piu’ profonde che affondano fino all’epoca pagana, ma è globalizzata allo stesso tempo. E’ un esempio anche perchè chiudersi non fa mai bene, e questo vale anche per la cultura. Napoli riesce a sfornare tanti talenti perchè è aperta alle contaminazioni culturali”.

In quali progetti ti vedremo prossimamente impegnato?

“Ho girato “Pinocchio”, il nuovo film di Matteo Garrone in cui interpreto il Corvo, “Villetta con ospiti”, opera di Ivano De Matteo con Marco Giallini, Michela Cescon, Vinicio Marchioni e Bebo Storti, “Gli infedeli” con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, “Sette ore per farti innamorare” insieme a Giampaolo Morelli. In tv invece mi vedrete nella serie in onda su  Rai 1 dal 22 settembre “Imma Tataranni- Sostituto Procuratore”, tratta dai romanzi di Mariolina Venezia e ambientata a Matera”.

Quale sarà il ruolo che interpreterai in questa serie?

“Sono il marito di Imma, che è un sostituto procuratore. Oltre al filone investigativo, sono molto interessanti le dinamiche famigliari. Io sono un po’ un mammo perchè mia moglie non c’è mai e mi prendo cura di nostra figlia di 17 anni”.

Ti vedremo anche a teatro nella prossima stagione?

“Certamente. Torno a teatro con lo spettacolo di Maurizio De Giovanni con la regia di Alessandro Gassmann dal titolo “Il silenzio grande”. Abbiamo ricostituito il trio de I Bastardi di Pizzofalcone, la serie di Rai 1 di cui da fine ottobre inizieremo a girare la terza stagione”.

di Francesca Monti

credit foto Facebook Massimiliano Gallo

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