All’interno della rassegna Isola Edipo, cinema, arti, cibo e attualità, all’insegna dei diritti, è stato conferito il Premio per l’Inclusione Edipo Re alla carriera, realizzato con il sostegno e la collaborazione delle Giornate Degli Autori, alla regista tedesca Margarethe Von Trotta, che ha poi tenuto una masterclass alla Villa degli Autori ripercorrendo le tappe della sua filmografia e della sua vita, insieme a Silvia Jop, Riccardo Biadene e Giorgio Gosetti.
credit foto Silvia Gorgi
Nelle sue opere la regista ha messo al centro principalmente grandi figure femminili: “E‘ avvenuto tutto naturalmente. Forse perché ho vissuto solo con mia madre, infatti vedevo mio padre solo una volta al mese, e sono stata sempre circondata di sole donne. Quando andavo a scuola le classi erano divise, quindi sono venuta a contatto con il mondo maschile solo a 14 anni. Molte delle figure femminili che ho diretto sono state proposte da produttori e prima di accettare ho sempre cercato di capire se avessi qualche affinità con loro. Da bambina credevo di non avere un talento artistico nonostante mio padre fosse un pittore. Poi un giorno a Parigi è nata la mia passione per il cinema ed ho iniziato a recitare per Rainer Werner Fassbinder. Dopo il matrimonio con Volker Schlöndorff e l’acquisizione della cittadinanza tedesca ho iniziato a dedicarmi alla regia, e mi convinsi che quella era la strada giusta dopo aver visto “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, rimanendone folgorata“, ha raccontato la regista.
Il film piu’ recente diretto da Margarethe Von Trotta è Rosa Luxemburg: “Me l’ha proposto Fassbinder. Inizialmente ho rifiutato perchè le conoscenze che avevo su Rosa Luxemburg erano solo di carattere politico, poi ho iniziato a leggere informazioni sulla sua vita e ho deciso di realizzare il film. La stessa cosa mi era capitata per Hannah Arendt. Non sapevo come rendere al meglio la figura di questa grande pensatrice. Allora abbiamo deciso di incentrare il film sui quattro anni del processo Eichmann, mettendo in risalto la solitudine e la tristezza che provava in quel periodo“.
La regista si è detta felice di essere a Venezia: “La mia alba è stata al Lido quando vinsi il Leone d’Oro con Anni di piombo nel 1981, ora torno diversi anni dopo, sono piu’ anziana e forse è il mio tramonto, ma sono felice e onorata di essere qui“.
F.M.
