MITO 2019 – I concerti di martedì 10 settembre a Milano

Martedì 10 settembre la mappa geografica di MITO SettembreMusica  si allarga a macchia d’olio, proponendo tre concerti che dal Vecchio guardano al Nuovo continente. Alle ore 21, al Teatro Dal Verme l’Orchestra del Teatro Regio guidata da Marin Alsop dedica una serata tutta a Brahms. Un giro per la Mitteleuropa a confermare una volta di più la dimensione e la forza della cultura centroeuropea del secondo Ottocento. Da qui, il viaggio riparte verso nord per perdersi Tra i Fiordi norvegesi, tra i quali echeggia evocativa la musica di Grieg interpretata dal duo Luca Colardo (violoncello) e Sandra Conte (pianoforte), alle 21 presso lo Spazio Teatro 89.

Nel pomeriggio, invece, alle 17 al MTM Teatro Litta in American Beauty, l’Attacca Quartett volge lo sguardo oltremare e declina tre modi per guardare il mondo attraverso l’America. Proponendo anche una prima esecuzione in Italia della compositrice Premio Pulitzer, Caroline Shaw.

American Beauty
ore 17, MTM Teatro Litta

Caroline Shaw, Chris Rogerson, Antonín Dvořák.
L’Attacca Quartett offre tre modi per guardare il mondo attraverso l’America

Uno sguardo sull’America, filtrato da esperienze e sensibilità molto diverse tra loro. È quanto propone al MTM Teatro Litta l’AttaccaQuartett, ensemble tra i più dinamici della sua generazione con una vasta reputazione a livello internazionale, elogiato da The Strad per “la sua maturità nonostante l’età dei componenti” (Amy Schroeder e Alexander Fortes violini, Nathan Schram viola, Andrew Yee cello) e da poco usciti, lo scorso giugno con un nuovo album: Caroline Shaw’s Orange, elogiato senza mezzi termini dalla BBC.

Caroline Shaw, classe 1982, che con l’Attacca Quartett ha un legame particolare e ritorna protagonista anche in questo concerto. Una vocazione d’avanguardia, capace di vincere il Premio Pulitzer per la musica nel 2013, durante il suo soggiorno a Dumbarton Oaks, villa nei dintorni di Washington che nel 1938 ispirò Stravinskij, Caroline Show dà vita a Plan & Elevatio, quartetto per archi il cui titolo si riferisce sia ai disegni architettonici preparatori, sia all’esperienza dei ricercatori di Dumbarton Oaks. Il quartetto si articola in 5 brevi movimenti, ispirati ad altrettanti settori del giardino della villa.

In prima esecuzione in Italia invece il Quartet No. 3 di Chris Rogerson, classe 1988, il quale raccoglie stimoli sonori dalla musica di rifugiati curdi e siriani. La commissione del brano è stata possibile grazie al Programma Commissioni della Chamber Music America, a un generoso fondo reso disponibile da Fondazione Andrew W. Mellon e dal Fondo di dotazione di Chamber Music America.

Infine, il programma approda a Antonin Dvorák, il quale, appena rientrato in Boemia, scrive il Quartetto n. 13, che declina l’eredità dei suoi anni newyorkesi.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Nicola Campogrande.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Liana Püschel.

Programma
Caroline Shaw (1982)
Plan and Elevation

Chris Rogerson (1988)
Quartet No. 3
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Antonín Dvořák (1841-1904)
Quartetto in sol maggiore op. 106

Attacca Quartet
Amy Schroeder Alexander Fortes, violini
Nathan Schram, viola – Andrew Yee, violoncelloAmerican Beauty
ore 17, MTM Teatro Litta

Caroline Shaw, Chris Rogerson, Antonín Dvořák.
L’Attacca Quartett offre tre modi per guardare il mondo attraverso l’America

Uno sguardo sull’America, filtrato da esperienze e sensibilità molto diverse tra loro. È quanto propone al MTM Teatro Litta l’AttaccaQuartett, ensemble tra i più dinamici della sua generazione con una vasta reputazione a livello internazionale, elogiato da The Strad per “la sua maturità nonostante l’età dei componenti” (Amy Schroeder e Alexander Fortes violini, Nathan Schram viola, Andrew Yee cello) e da poco usciti, lo scorso giugno con un nuovo album: Caroline Shaw’s Orange, elogiato senza mezzi termini dalla BBC.

Caroline Shaw, classe 1982, che con l’Attacca Quartett ha un legame particolare e ritorna protagonista anche in questo concerto. Una vocazione d’avanguardia, capace di vincere il Premio Pulitzer per la musica nel 2013, durante il suo soggiorno a Dumbarton Oaks, villa nei dintorni di Washington che nel 1938 ispirò Stravinskij, Caroline Show dà vita a Plan & Elevatio, quartetto per archi il cui titolo si riferisce sia ai disegni architettonici preparatori, sia all’esperienza dei ricercatori di Dumbarton Oaks. Il quartetto si articola in 5 brevi movimenti, ispirati ad altrettanti settori del giardino della villa.

In prima esecuzione in Italia invece il Quartet No. 3 di Chris Rogerson, classe 1988, il quale raccoglie stimoli sonori dalla musica di rifugiati curdi e siriani. La commissione del brano è stata possibile grazie al Programma Commissioni della Chamber Music America, a un generoso fondo reso disponibile da Fondazione Andrew W. Mellon e dal Fondo di dotazione di Chamber Music America.

Infine, il programma approda a Antonin Dvorák, il quale, appena rientrato in Boemia, scrive il Quartetto n. 13, che declina l’eredità dei suoi anni newyorkesi.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Nicola Campogrande.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Liana Püschel.

Programma
Caroline Shaw (1982)
Plan and Elevation

Chris Rogerson (1988)
Quartet No. 3
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Antonín Dvořák (1841-1904)
Quartetto in sol maggiore op. 106

Attacca Quartet
Amy Schroeder Alexander Fortes, violini
Nathan Schram, viola – Andrew Yee, violoncello

Mitteleuropa
ore 21, Teatro Dal Verme

L’Orchestra Teatro Regio diretta da Marin Alsop ci porta in giro per la Mitteleuropa sulle tracce del cuore più profondo di Johannes Brahms

Sarà un concerto tutto dedicato a Johannes Brahms quello che l’Orchestra Teatro Regio Torino metterà in scena martedì 10 settembre alle ore 21 al Teatro Dal Verme. Un vero e proprio viaggio per la Mitteleuropa, dove il cuore tedesco del compositore è stato toccato dall’Ungheria delle celebri danze e dall’Austria di Haydn. Per ‘occasione l’Orchestra Teatro Regio Torino sarà diretta da Marin Alsop, da settembre di quest’anno direttore principale della Vienna Radio Symphony Orchestra. Torna a MITO SettembreMusica un anno dopo. Lo scorso anno, infatti, aveva inaugurato il festival alla testa della Royal Philharmonic Orchestra.

Al centro del concerto la Mittleuropa. «Si discute tanto di Mitteleuropa – scriveva poco più di trent’anni fa Claudio Magris – ma non è sempre chiaro se con questo termine si indica qualcosa che somiglia piuttosto al cavallo o all’unicorno, se si indica una parola o una realtà, qualcosa che appartiene al mondo oggettivo che ci circonda oppure alla sfera dell’immaginario». Il termine si diffuse a partire da un testo di geopolitica del 1915. Con un successivo e graduale slittamento, Mitteleuropa è diventato sinonimo dello spazio ideale, più che fisico, dell’ormai tramontato impero asburgico in cui convivevano diverse lingue, culture, stili di vita ed etnie. In quest’accezione vagamente nostalgica, evoca l’idea di compresenza felice e costante ibridazione.

E a quest’accezione guarda il programma che propone 3 delle 21 Danze Ungheresi di Brahms: la n. 1 in sol minore Allegro molto, la n. 3 in fa maggiore Allegretto e la n. 5 in fa diesis minore Allegro. “Ungherese” era un termine che allora si riferiva non tanto alla musica magiara, quanto a quella tzigana, spesso portata fuori dall’ambito popolare dai violinist A far conoscere a Brahms le melodie e il modo di suonare tzigano fu proprio un violinista con il quale egli collaborò in duo, l’ebreo-ungherese Ede Reményi. In quella musica colorata, sensuale, dal ritmo elastico e dal respiro improvvisativo, Brahms trovava forse un diversivo rispetto al proprio stile più severo. Brahms tuttavia non le presentò mai come proprie composizioni originali, limitandosi a dichiarare di aver arrangiato musiche tradizionali e pubblicandole intenzionalmente senza numero d’opera.

Le Variazioni su un tema di Haydn op. 56 furono composte nella pace della campagna fuori Monaco ed eseguite per la prima volta nel 1873 a Vienna, dove il compositore all’epoca risiedeva. Il tema sul quale costruì Brahms le sue Variazioni, un corale intitolato a Sant’Antonio, proviene da un Divertimento che riprendeva a sua volta una melodia popolare usata in feste e processioni del santo a Padova. Il tema offrì a Brahms un materiale particolare, con una struttura in frasi di 5 battute, mantenuta rigorosamente nelle 8 variazioni in cui l’autore esplora in maniera sofisticata un’ampia gamma di tempi, tecniche compositive e colori orchestrali.

La Quarta Sinfonia, vera summa dell’arte sinfonica di Brahms e la sua estrema eredità, chiude la serata. Così complessa da lasciare esterrefatti i suoi primi ascoltatori (al termine di un’esecuzione domestica della riduzione per due pianoforti con l’autore a una tastiera).

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Nicola Campogrande.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Gaia Varon.

Programma
Johannes Brahms (1833-1897)
Dalle 21 Danze ungheresi:
n. 1 in sol minore Allegro molto
n. 3 in fa maggiore Allegretto
n. 5 in fa diesis minore Allegro
Variazioni su un tema di Haydn op. 56a
Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98

Orchestra Teatro Regio Torino
Marin Alsop direttore

In collaborazione con Teatro Regio

Tra i Fiordi
ore 21, Spazio Teatro 89

La musica di Edvard Grieg, tra gli spazi evocativi dei fiordi norvegesi, nell’interpretazione del duo Luca Colardo (cello) e Sandra Conte (pianoforte)

Si muove tra gli spazi freddi e suggestivi dei fiordi norvegesi il concerto di martedì 8 settembre alle 21 presso lo Spazio Teatro 89. Il duo formato da Luca Colardo al violoncello e Sandra Conte al pianoforte si perde, insieme al pubblico, tra la luce livida, il freddo, gli spazi aperti che echeggiano evocativi la musica di Edvard Grieg, assoluto protagonista di questa serata.

La musica di Grieg è intensamente ispirata alla Norvegia. Ne riprende lo spirito popolare, tra melodie e danze folk. Voce fascinosa di una Scandinavia che solo allora iniziava a contare nello scenario musicale europeo, la produzione pianistica e cameristica realizzata da Edvard Grieg nell’arco d’un decennio (1883-1892) vive in realtà di una doppia polarità geografica: la dialettica tra identità nazionale e linguaggio musicale internazionale.

Nato a Bergen dal console inglese e da una pianista norvegese formatasi ad Amburgo, Grieg conosce assai bene la cultura musicale tedesca. Studia a Lipsia, presenta e pubblica in Germania i suoi lavori, salvo adottare appena possibile materiali, stilemi, vocabolario e sintassi del canto e delle danze popolari norvegesi, con deliberata adesione alla causa del nazionalismo scandinavo.

Ma vi è una seconda “geografia”: quella dell’anima, che contrappone le ragioni del canto a quelle della danza. Da un lato la rêverie meditativa e spaesata, che ha reso celebre Grieg. Dall’altro il ricorso a ritmi coreutici folklorici, speziati da sincopi, resi ossessivi da moduli iterati, o luminosi e brillanti come in Giorno di nozze a Troldhaugen op. 65 n. 6, composto per la moglie nel 25° anniversario di nozze.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Luigi Marzola.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Raffael Mellace.

Programma
Edvard Grieg (1843-1907)
Intermezzo per violoncello e pianoforte
Allegretto dalla Sonata n. 3 per violoncello e pianoforte op. 45
Canto popolare op. 38 n. 2
Melodia op. 47 n. 3
Giorno di nozze a Troldhaugen op. 65 n. 6 (dai Pezzi lirici per pianoforte)
Nell’antro del re della montagna da Peer Gynt
trascrizione per violoncello e pianoforte di Luca Colardo e Sandra Conte
Sonata in la minore op. 36

Luca Colardo, violoncello
Sandra Conte, pianoforte

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