Da venerdì 27 settembre in radio “L’AMORE E’ FINITO”, il nuovo singolo di MARIANNE MIRAGE, primo estratto da “VITE PRIVATE”, il nuovo disco in uscita il 18 ottobre per Sugar.
L’album, prodotto da Luca Mattioni, contiene brani intensi nella scrittura, coraggiosi nell’utilizzo di parole straniere nel testo e di citazioni di film.
All’interno ci sono co-scritture importanti come: Francesco Bianconi (Baustelle), Andrea Bonomo, Davide Shorty, Pippo Kaballa e arrangiamenti profondamente curati anche nella parte produttiva, che hanno dato all’interpretazione di Marianne nuovi colori e sfumature inedite.
“L’AMORE E’ FINITO” è accompagnato dal video diretto e scritto dall’artista insieme a Fabio Resinaro, regista che già con “Mine” distribuito in 20 paesi, ha dato prova di grande bravura con un linguaggio cinematografico contemporaneo e innovativo.
Marianne Mirage è protagonista del video con un attore d’eccezione, Marco Giallini.
La canzone stupisce per la sua semplicità e sincerità e diventa un appiglio per sorreggersi durante questi 5 minuti di suspence che ci tiene incollati fino alla fine. Due volti, un telefono, un’automobile. Lui sembra sapere già tutto. Lei è alla ricerca di riscatto. Hanno un passato, ma noi ne conosceremo solo il presente. Intorno a loro, una città, non definita. Potrebbe essere la Los Angeles filmata da Michael Mann oppure la New York di James Gray, un luogo in cui può accadere tutto. In qualsiasi momento. Inizia così il video diretto da Fabio Resinaro, che però è anche un cortometraggio di cinque minuti nonché un delizioso omaggio al cinema degli ultimi vent’anni, da Léon di Luc Besson fino al Tom Hardy di Locke. Ma non solo. Fotografia di Paolo Bellan, luci e suoni a scolpire le immagini e Marco Giallini a duellare – e duettare – con Marianne, che si rivela anche un’ottima attrice. «Ingannare le persone fa parte del mio lavoro. E questo lo sapevi. Non c’è niente di personale», dice lui. Lei parla poco, ma agisce. Molto. Una vendicatrice persa dentro un noir moderno, quasi come Charlize Theron in Atomica bionda, quasi come Uma Thurman in Kill Bill. «Posso chiederti una cosa? Tu perché lo fai?». Anche se la risposta arriva, forse non conta, forse non basta.
