Intervista con Aida Cooper: “Il disco “Kintsugi Amica Mia” è un omaggio fatto con il cuore a Mia Martini”

“Kintsugi Amica Mia” è il disco con cui Aida Cooper, storica vocalist di Mia Martini e Loredana Bertè, rende omaggio a Mimì reinterpretando nove brani del suo meraviglioso repertorio, uno dei quali in duetto con la stessa Loredana, dedicandole anche un inedito scritto per lei da Maurizio Piccoli.

Un album realizzato con il cuore da Aida, che con la sua straordinaria voce riesce a rendere tutte le sfumature e le emozioni racchiuse in questi brani. Del resto, in 24 anni, è la prima volta che Loredana Bertè approva un progetto dedicato all’amata sorella perchè come ha dichiarato la stessa artista: “Aida è immensa, ha lavorato con Mimì e con me da sempre, nessuno più di lei merita di omaggiare Mia e sono sicura che anche lei ne sarebbe felice”.

Il titolo dell’album, Kintsugi, prende spunto dall’antica arte giapponese che consiste nel riparare un oggetto di ceramica rotto riunendo i pezzi attraverso l’utilizzo di oro o argento liquidi in modo da esaltare le nuove nervature create. Ogni pezzo riparato diviene così unico ed irripetibile. La metafora del Kintsugi riassume perfettamente l’essenza della resilienza, cercare di fronteggiare in modo positivo le avversità della vita, esibendo orgogliosamente le proprie cicatrici che ci rendono persone uniche, più mature e più forti.

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Aida, ci racconta com’è nata l’idea di omaggiare Mia Martini con il disco “Kintsugi Amica Mia”?

“In questi anni ho sempre pensato di realizzare qualcosa dedicato a Mimì, uno spettacolo ad esempio, ma non avevo né i mezzi né chi lo producesse. Così quando si è prospettata la possibilità di fare questo disco non l’ho lasciata sfuggire e spero di poter portare in giro per l’Italia queste canzoni per far conoscere ancora di piu’ la grandezza di Mia Martini. E’ un progetto nato con il cuore ma anche con un senso di grande responsabilità perchè non è facile cantare le canzoni di Mimì”.

In base a quale criterio sono state scelte le tracce da inserire nell’album?

“Non è stato seguito un criterio vero e proprio, ho scelto le canzoni che sentivo piu’ vicine alla mia vocalità, non quelle che mi piacevano di piu’. “Almeno tu nell’universo”, ad esempio, non l’avrei fatta perchè è troppo legata a Mimì ma alla fine mi hanno convinto a cantarla”.

Kintsugi rimanda all’antica arte giapponese che consiste nel riparare un oggetto di ceramica rotto riunendo i pezzi attraverso l’utilizzo di oro o argento liquidi, come mai ha scelto questo titolo?

“Mi sembrava quello piu’ adatto perchè io e Mimì abbiamo affrontato tante difficoltà e rimesso insieme tanti cocci nelle nostre vite”.

Tra i brani presenti nella tracklist c’è l’inedito di Maurizio Piccoli “Un figlio mio”…

“Mimì aveva un grandissimo desiderio, diventare mamma. Aveva chiesto a Maurizio di scrivere una canzone che parlasse di questa tematica. Purtroppo non è riuscita a realizzare il sogno di avere un figlio. Quando ho chiesto a Maurizio un brano inedito per il disco inerente a Mimì mi ha proposto “Un figlio mio””.

C’è anche “Spaccami il cuore” scritta da Paolo Conte…

“Per questa canzone, visto che oggi le sonorità sono piu’ elettroniche, avevamo pensato di aggiungere delle barre scritte da un duo di ragazzi che si chiama Sostanza Tossica, ma Paolo Conte non ha voluto che venisse cambiato il testo. Peccato perchè sarebbe stato un esperimento originale”.

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Il disco vede la produzione artistica di Loredana Bertè (insieme a Ivano Zanotti) che duetta con lei in “Guarirò guarirò” e con la quale collabora come vocalist da molti anni.  Qual è la caratteristica di Loredana che piu’ le piace?

“Mi piace il suo repertorio, come dice la stessa Loredana ha una Treccani di brani molto famosi. Con lei mi trovo benissimo, ci divertiamo, a volte litighiamo, è come se fossimo sorelle”.

Qual è il suo ricordo piu’ bello legato a Mimì?

“Ho tantissimi ricordi, ho in casa tre ritratti di Mimì, ogni giorno li guardo e le chiedo di aiutarmi in questo mondo di lupi. Mi vengono in mente tanti momenti disperati che ha vissuto ma anche momenti belli come quando mi portava il caffè a letto, quando cucinava, quando guardavamo insieme la tv o giocavamo a carte”.

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Ha iniziato la carriera come solista, questo disco potrebbe essere considerato una sorta di seconda occasione per lei?

“Io sono essenzialmente una solista, ho avuto occasioni che non si sono concretizzate per mancanza mia o di altri, sono arrivata a vedere il podio e all’ultimo è sfumato. Questo disco è una seconda occasione per dimostrare quello che so fare, come diceva Mimì che mi apprezzava tanto. Speriamo in bene”.

Oltre cinquanta anni di carriera, se dovesse pensare a un’immagine cosa le verrebbe in mente?

“Mi verrebbe in mente il Festival di Sanremo 1989 quando mi sono presentata con la canzone “Questa pappa” e sono stata eliminata. Fu la mia rovina”.

A distanza di trenta anni avrebbe voglia di riprovare a partecipare al Festival di Sanremo?

“Partecipare al Festival sarebbe una rivincita pazzesca, con un brano scelto da me e non da altri. Io sono una di quelle artiste che vogliono cantare fino a quando riescono a stare sul palco. Magari quest’anno no ma il prossimo vorrei provare a presentare una canzone”.

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credit foto FM (concerto Libertè Tour al Carroponte)

Quali sono i suoi progetti?

“Il mio desiderio sarebbe fare una tournée nei teatri o nei locali con la band per presentare il disco ma è una sfida difficile, perchè oggi purtroppo si pensa piu’ al guadagno che alla qualità”.

In effetti la musica oggi è cambiata molto rispetto al passato, cosa ne pensa dell’attuale scena musicale?

“Con l’avvento della tecnologia oggi ci sono indubbiamente piu’ possibilità per emergere e per far conoscere la propria musica, ma a mio avviso tra i giovani sono pochi quelli che dicono davvero qualcosa. Le nuove cantanti hanno tutte una voce simile, poi è subentrata questa moda del rap e della trap che ha influenzato tutta la musica. Personalmente ascolto Vasco Rossi e Tiziano Ferro, e poi le grandi voci femminili americane di un tempo, del resto arrivo dalla musica blues e adoro Aretha Franklin, Janis Joplin, Tina Turner, Etta James”.

di Francesca Monti

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