Intervista con Andrea Maggi, autore del libro “Educhiamoli alle regole” e amatissimo Professore de “Il Collegio”: “Le regole sono fondamentali per garantire la libertà in una società civile”

Tra i protagonisti della seconda edizione dell’800 Padova Festival, il festival ideato da Sugarpulp e realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, con il patrocinio della Regione Veneto e della Fondazione Veneto Film Commission, c’è Andrea Maggi, il celebre “Professor Maggi” che insegna italiano nel docu reality di Rai2 “Il Collegio 4”, che sabato 23 novembre alle 18.00 a Palazzo Moroni, ha presentato il suo ultimo libro “Educhiamoli alle regole-Istruzioni per la vita fuori dal collegio” (Feltrinelli).

Insegnante di lettere, ha superato i 200 mila follower su Instagram, divenendo il professore più seguito e amato dagli studenti d’Italia.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con il Professor Maggi, ecco cosa ci ha raccontato.

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Professor Maggi, ha presentato all’800 Padova Festival il suo nuovo libro “Educhiamoli alle regole”. Cosa può raccontarci riguardo questa sua opera? 

“Si tratta di un saggio in cui ho raccolto la mia esperienza di insegnante e genitore per raccontare gli adolescenti di oggi che sono sempre piu’ lontani dal mondo delle regole. Così mi sono inventato un decalogo di dieci regole che sono piu’ che mai fondamentali da trasmettere ai ragazzi. Attraverso questo libro cerco di ragionare su come insegnare queste regole ai giovani che oggi fanno ormai solo riferimento a modelli che arrivano dal web e dai social e che spesso non sono positivi. Quindi ho pensato come la scuola e i genitori possano conquistare l’attenzione dei ragazzi che oggi è rivolta quasi completamente alla tecnologia”.

Nell’epoca odierna in cui si sono persi i valori e le figure di riferimento il mestiere di insegnante è ancora piu’ difficile da svolgere rispetto al passato, in quanto viene spesso attaccato anche dai genitori che difendono sempre e comunque i loro figli…

“Il ruolo dell’insegnante non è mai stato facile, ma oggi ci troviamo in una situazione particolare in cui abbiamo contro oltre che gli studenti anche i genitori, soprattutto quelli che hanno dei figli problematici perchè tendono a divenirne i loro avvocati e si sentono attaccati in prima persona. Il problema dei genitori di oggi è che sono molto insicuri e questa insicurezza diventa paura e si tramuta in aggressività. Lo possiamo constatare ad esempio nelle partite di calcio dei bambini, sono numerosi i casi in cui i genitori insultano gli altri o si azzuffano sugli spalti, trasformando quelle che dovrebbero essere delle feste in una guerra. Oppure penso alle clamorose aggressioni nei confronti degli insegnanti e questa aggressività viene assorbita anche dai ragazzi. Nel recente passato infatti si sono verificati gravi episodi in cui gli studenti hanno picchiato gli insegnanti. Questa insicurezza toglie autorità ai genitori e spesso sono i ragazzi a dettare le regole nelle famiglie e poi pretendono che vengano seguite anche a scuola. Per quanto sembrino oppressive, questa è una delle mie tesi sostenute nel libro, le regole sono fondamentali per garantire la libertà in una società civile, per cui se le rispetto sono tutelato ma tutelo anche la libertà degli altri. Oggi invece la libertà è concepita dai ragazzi come la possibilità di fare qualunque cosa passi loro per la testa, ma questa non è libertà”.

Questa idea di poter fare quello che si vuole è rispecchiata anche dai social, in cui ognuno si sente in diritto di giudicare e attaccare le persone senza un minimo di rispetto…

“Il problema è l’utilizzo spesso irrazionale e sconsiderato dei social da parte di adulti e ragazzi. Internet è una risorsa insostituibile oggi ma dobbiamo educare all’utilizzo di questi strumenti che sono potentissimi e possono fare cose straordinarie in senso positivo ma anche negativo. Si tratta di approcciarsi a questi mezzi con la dovuta consapevolezza”.

Il Collegio #4_foto del cast

Lei è uno dei professori piu’ amati de “Il Collegio”, il docu-reality in onda su Rai 2, giunto alla quarta edizione, che quest’anno ha battuto ogni record di ascolti con oltre 2,5 milioni di telespettatori a puntata. Qual è il segreto del successo di questo programma?

“Mi aspettavo che avesse successo ma non con questi numeri. Quest’anno come non mai ha fatto colpo sia sui ragazzi aumentandone il gradimento ma anche sugli adulti che si stanno appassionando a Il Collegio. I segreti sono molteplici, innanzitutto è un programma che diverte e che fa ragionare su una tematica scottante e molto attuale come l’educazione dei giovani. L’esperimento è paradossale e ha risvolti comici viste le reazioni che ha volte hanno gli studenti. L’idea è prendere dei nativi digitali e metterli in un ambiente in cui la tecnologia non esiste, imponendo loro un sistema di regole che sono inossidabili, ferree, con l’eliminazione di chi le trasgredisce. Secondo me molti ragazzi sono attratti da questa sfida. Il pubblico piu’ giovane de Il Collegio guardando il programma si chiede come reagirebbe di fronte a questo rigore che viene imposto. Da parte invece degli adulti mette in moto tanti ragionamenti, a partire dal fatto che ci vorrebbero regole piu’ dure per i giovani”.

Dove finisce la realtà e dove comincia la finzione ne Il Collegio?

“La finzione consiste nel fatto che la scuola de Il Collegio non è reale, ma noi siamo insegnanti veri e facciamo effettivamente lezione. Naturalmente non essendo un reality trasmesso in diretta il pubblico vede solo un sunto di quello che accade. Sarebbe interessante invece, come per Il Grande Fratello o L’Isola dei famosi, mostrare tutta la dinamica dei ragazzi. Vivendola dall’interno posso seguire in toto l’evoluzione dei giovani che entrano inconsapevoli di quello che succederà ed escono con una consapevolezza e dei valori piu’ radicati come l’amicizia o il concetto di amore per i genitori. Tanti di questi ragazzi infatti hanno 14 anni e per la prima volta si staccano dalle loro famiglie e provano cosa significhi la lontananza, la nostalgia”.

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Quindi è un’esperienza che consiglierebbe ai giovani?

“Non lo so, forse la consiglierei solo a chi dà per scontati tutti i comfort che ha nella vita”.

Il Collegio le ha regalato molta popolarità, com’è cambiato il suo rapporto con i suoi veri studenti?

“Continuo a fare l’insegnante come ho sempre fatto prima, l’unica cosa è che devo concedere ogni giorno almeno cinque minuti di discussione su Il Collegio altrimenti i misi studenti non mi fanno andare avanti a fare lezione (ride)”.

di Francesca Monti

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