Di Patrizia Faiello
Venerdì 29 novembre scorso, presso la Casa del cinema di Roma, si è aperta la prima edizione di “Digital Media Fest“, il festival dedicato all’industria dell’immagine che in questa prima edizione si è presentato con un’invidiabile selezione di opere inedite, tavole rotonde e incontri di grande valore artistico e culturale.
Oggi SpettacoloMusicaSport vi propone l’intervista esclusiva alla giornalista, autrice e conduttrice radio tv, Janet de Nardis, che da tantissimi anni si occupa di web e di prodotti audiovisivi, con un’attenzione particolare per i creativi indipendenti, che l’ha vista nelle vesti di fondatrice ed ideatrice del DMF. Non solo fondatrice ed ideatrice di Festival di web e prodotti audiovisivi, per Janet De Nardis la realizzazione di progetti anche cinematografici. Il 29 novembre, alla Casa del cinema di Roma, è stato infatti proiettato il cortometraggio “Punto di Rottura”, presentato recentemente alla Festa del Cinema di Roma, di cui Janet ne hai curato la regia.

In questa prima edizione del Dmf hanno partecipato molti filmmakers provenienti da tutto il mondo….
“Sì Patrizia, grazie anche alle partnership con i webfest internazionali siamo riusciti a presentare, nelle tre giornate del Festival, tantissimi prodotti provenienti da tutto il mondo, dalla Korea, agli USA, dalla Francia, alla Germania, dall’Australia al Brasile. Una grande famiglia di web fest che ha promosso creatività e cooperazione”.
Molti i premi che sono stati consegnati, durante Il Gran Galà che si è svolto il 1 Dicembre nella magica location della Casa del Cinema, all’interno di Villa Borghese. A chi avresti assegnato un premio speciale?
“Mi sarebbe piaciuto assegnare un premio speciale a Elena Santarelli. E il prossimo anno lo farò! Per la coraggiosa testimonianza di dolore e speranza condivisa sui canali social. Il suo toccante racconto ha aperto uno squarcio profondo nei cuori e nelle sensibilità di milioni di internauti. La sua dolorosa esperienza di vita è stata resa pubblica con il nobile scopo di offrire una luce di speranza a tante mamme coraggio che hanno condiviso, o condividono, la sua stessa battaglia quotidiana. Un racconto toccante accompagnato anche da silenziose opere di solidarietà che hanno offerto un concreto aiuto alla ricerca oncologica e a tante famiglie “guerriere” alle prese con la prova più difficile che la vita potesse porre sulla loro strada. Un premio speciale lo avrei dato molto volentieri a lei”.

credit foto Flavia Lucidi
Domanda scontata forse ma non troppo: quando e come nasce la tua passione per il cinema? C’è stato un episodio in particolare, un film che ti ha colpito?
“Da sempre amo il cinema, da Mary Poppins a ET, un mondo di storie straordinarie che mi ha fatto capire quanto sia importante lasciare spazio all’immaginazione”.
Parliamo del tuo cortometraggio “Punto di Rottura”. Qual è il messaggio che si vuole far arrivare?
“Il punto focale del cortometraggio è anche il quesito che in molti, in questi giorni, si stanno ponendo. È infatti arrivato il momento di acquisire consapevolezza della grande crisi ambientale e climatica che viviamo e delle nostre responsabilità. L’essere umano è spesso disposto a qualsiasi azione pur di salvaguardare il proprio immediato piacere. E’ la conseguenza di un’epoca di consumismo estremo che spinge ogni individuo a credere di poter vivere un’esistenza perfetta anche senza bisogno del prossimo, in una “singletudine” esaltata e sempre più supportata dalla tecnologia che tenta di sopperire alle evidenti mancanze affettive della nostra società”.
Com’è nata l’idea del progetto?
“Attraverso la collaborazione e l’amicizia con il comico Marco Passiglia ho creduto in un’idea che lo stesso Marco mi ha suggerito e insieme abbiamo definito una sceneggiatura che ho ritenuto perfetta per la mia opera prima”.
Puoi raccontarci qualcosa che nel corso delle riprese ti ha fatto sorridere o ti ha fatto riflettere?
“La passione di chi era con me a lavorare senza tregua. 10, 15 e 20 ore… senza mai tornare a casa, senza incentivi particolari se non la consapevolezza di creare qualcosa di unico, di nuovo, di emozionante. Il cinema è passione, il cinema è per visionari, una magia che merita di essere vissuta”.
