A distanza di un anno dal fortunato album d’esordio, “Vuoto Sincronizzato”, venerdì 20 dicembre FAIA torna con il nuovo singolo “Il cimitero degli elefanti”, che anticipa il disco di prossima uscita.
FAIA ha perso l’illusione, smarrito la fede; gli è mancato l’equilibrio. Da qui la genesi di una canzone autentica e personale, che sa elevarsi a inno generazionale per esprimere una condizione giovanile sempre più in cerca di risposte e sicurezze.
L’artista irpino sintetizza il concept del brano spiegando come il cimitero degli elefanti altro non rappresenti che il luogo della memoria, lo scrigno dove racchiudiamo ricordi, emozioni e stati d’animo. Non sempre semplice è dare un senso alle cose, e nel tam tam quotidiano ci sforziamo di proseguire lungo un tragitto che cerchiamo di tracciare, a volte soli, superando ostacoli che sembrano insormontabili. E quando non sembra più esserci un motivo per andare avanti, è in quel posto sicuro che riscopriamo sensazioni perdute, un abbraccio, un’emozione che fa esplodere il cuore come una canzone.
Nel brano l’amalgama di elettronica e rock fa il paio con una forte impronta melodica. Il riff di tastiere è quello di un poly-synth anni ’80 e la strofa mette in risalto il basso distorto, con influenze new wave. Nello special la vera rottura melodica e d’arrangiamento: la canzone si svuota di sonorità analogiche e la voce diventa un parlato quasi rap.
*Così FAIA su “Il cimitero degli elefanti”: «Nella canzone elenco tutto quello che ho perso nella mia vita, e credo abbiano perso molte persone –giovani e meno giovani. È qualcosa che parte da me, ma credo possa arrivare anche a chi sta provando o ha provato le mie stesse sensazioni. Allora trovo rifugio in un abbraccio, in una canzone, nel relazionarmi empaticamente alle persone a cui tengo. E provo a raggiungere anche l’impossibile, pur conoscendo le difficoltà e le storture del mondo. “Riuscire a deviare la freccia del tempo” è impensabile, ma proviamoci lo stesso!».
