Doppio appuntamento con l’Harlem Gospel Choir in occasione de La Musica dei Cieli, il festival realizzato da BeatMi con il contributo del MIBAC, della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Il più importante coro gospel del mondo suonerà dal vivo lunedì 30 dicembre, alle ore 21.00 e alle ore 23.00 al Blue Note di Milano (ingresso 30€ – via Pietro Borsieri, 37 – info e biglietti su: http://bit.ly/HarlemMDCbn).
L’Harlem Gospel Choir, è stato fondato nel 1986 da Allen Bailey con i migliori cantanti e musicisti delle numerose black church di Harlem. Ispirandosi all’esempio di Martin Luther King, la mission del coro è quella di favorire la conoscenza della cultura afroamericana e la fratellanza universale. Dopo che gli U2 li hanno ribattezzati Angels of Harlem per l’interpretazione in “I still haven’t found what I’m looking for”, hanno portato il loro messaggio di pace, gioia e umanità in tournée, diventando gli “Angelici Ambasciatori di Harlem” nel mondo.
Dal 1996, La Musica dei Cielipromuove la conoscenza e il dialogo tra le culture attraverso le musiche della spiritualità, presentando una serie coordinata di concerti – quasi tutti gratuiti – nei luoghi di culto, teatri e sale da concerto di Milano e della Lombardia.
Antonella Ruggiero, Noa, Raiz & Radicanto, Ambrogio Sparagna & Peppe Servillo, Ballaké Sissoko sono solo alcuni dei nomi che parteciperanno proponendo la propria musica e lasciando lo spazio alla riflessione e al confronto sui nessi antropologici, come il sacro e la religiosità, che i nostri tempi tendono a semplificare e a omologare ai processi di comunicazione.
Non solo un festival ma una riaffermazione dell’importanza della curiosità verso ciò che è diverso e verso ciò che non si comprende passando dall’incommensurabile profondità del sacro. La Musica dei Cielisfida le frontiere e l’appiattimento sulla dimensione del materiale dettate dalla crescente spinta verso l’individualismo della società contemporanea proponendo la via delle emozioni e della musica che spesso è in grado di superare con empatia le distanze più incolmabili.
