Intervista con Sara Lazzaro, al cinema con “18 regali” e nel cast della serie tv “La guerra è finita”: “Mi piacerebbe interpretare un film storico e debuttare alla regia”

Sara Lazzaro, talentuosa attrice veneta, è tra gli interpreti dell’emozionante film “18 regali”, al cinema dal 2 gennaio, diretto da Francesco Amato e ispirato alla straordinaria storia di Elisa Girotto, la donna che ha commosso il mondo lasciando al marito Alessio 18 regali per i futuri compleanni della figlia, quando ha scoperto di avere un tumore al seno e che avrebbe avuto poco tempo per vederla crescere.

A breve vedremo Sara Lazzaro anche in tv, dal 13 gennaio su Rai 1 nella serie “La guerra è finita”, e a marzo in “Medical report”, come ci ha anticipato in questa piacevole chiacchierata in cui ci ha parlato anche dei sogni di debuttare alla regia e di recitare in un film storico.

Sara, sei nel cast del film “18 regali” ispirato alla vera storia di Elisa Girotto. Puoi presentarci Carla, il tuo personaggio?

“Carla, all’interno di questa storia vera, è un personaggio inventato con una funzione principalmente narrativa. E’ una donna molto vivace, ha anche lei un tumore al seno,  conosce Elisa (interpretata da Vittoria Puccini) nel reparto di oncologia e la introduce in un gruppo di sostegno con cui avrà modo di esprimersi e raccontare come sta vivendo la malattia e quello che vorrà fare della sua vita. Infatti condivide con gli altri membri del gruppo l’idea dei 18 regali per la figlia Anna”.

Come ti sei trovata sul set?

“Mi sono trovata molto bene, principalmente ho interagito con Vittoria Puccini e mi ha colpito la sua professionalità, la sua concentrazione, la sua pacatezza, l’intensità che ha messo nel suo personaggio. C’era una missione di gruppo nel riportare un messaggio di vita e speranza ma anche un grande senso di responsabilità nei confronti di quello che stavamo raccontando. Non avevo mai lavorato con nessuno dei tre protagonisti, è stato un bellissimo incontro”.

“18 regali” è un film che affronta tematiche importanti, dal rapporto genitori-figli alla malattia e all’elaborazione di un lutto, in cui tutti possiamo in qualche modo ritrovarci, e allo stesso tempo è un inno alla vita…

“La storia è incentrata sui tre protagonisti interpretati da Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli ed Edoardo Leo, che rappresentano il cuore pulsante del film, ma qualsiasi personaggio che ruota attorno a questo sole centrale è interessante perchè offre una visione alternativa di come qualcun altro affronta e accompagna la malattia di una donna che ha fatto una scelta così coraggiosa, forte, drammatica. Carla rappresenta un modo diverso di vivere la malattia, reagisce con un forte eccentricismo, che serve per nascondere la paura, la fragilità. Elisa invece porta avanti un messaggio che ci fa riflettere su cosa voglia dire perdere una persona cara e come affrontare questa perdita, decidere come portare avanti un lutto ma anche il ricordo amorevole che ti accompagnerà per sempre. E’ un film molto delicato, che tratta questi temi con dignità, genuinità, senza momenti patetici. Carla offre un colore nuovo in una dinamica abbastanza seria e drammatica. Il regista Francesco Amato e gli sceneggiatori hanno creato personaggi come i genitori di Elisa, lo psicologo, gli amici, che danno tinte aggiuntive al quadro della storia regalando un’immagine anche piu’ reale della vita”.

Dal 13 gennaio ti vedremo anche in tv nella serie in onda su Rai 1 dal titolo “La guerra è finita”. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“Ho un piccolo ruolo nella terza puntata, interpreto Giuditta, un personaggio molto diverso rispetto a Daniela di “Volevo fare la rockstar”, che era una veterinaria e grande amica di Olivia (Valentina Bellè), e a Carla di “18 regali”. E’ una giovane donna sopravvissuta al campo di concentramento di Ebensee, che in un centro di raccolta di persone incontra Davide, interpretato da Michele Riondino e gli chiede un passaggio per tornare alla sua terra. Abbiamo girato la serie questa estate a Reggio Emilia, è un progetto molto importante incentrato sul secondo Dopoguerra, che parla di un’Italia che si vuole rialzare, di queste famiglie disperse, di persone rimaste senza una casa, che non trovano piu’ i genitori e i figli. C’è un senso di dispersione ma anche una grande volontà di ricostruire. E’ un film potente e attuale”.

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Nella foto Sara Lazzaro, Valentina Bellè e il regista Matteo Oleotto (Volevo fare la rockstar)

Arrivi dal disegno, come è nata la tua passione per la recitazione?

“E’ vero, arrivo dal disegno, ho studiato a Padova al Liceo Artistico Modigliani e ho frequentato un laboratorio teatrale con Luigi Carretta. Nel corso di questa esperienza con finalità ludica è nata la mia passione per la recitazione, quando sono salita sul palco per recitare Puck di Sogno di una notte di mezza estate e sono entrata in scena tra l’adrenalina e il silenzio che c’era in sala. Dopo aver lasciato momentaneamente da parte la recitazione, mi sono iscritta allo I.U.A.V. (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) ma ogni momento libero salivo sul palco. Così ho deciso di seguire la mia passione e siccome sono bilingue e mezza americana sono andata a Londra e ho frequentato il Drama Center London, che ho scoperto essere una delle migliori scuole del mondo da cui sono usciti Emilia Clarke, Tom Hardy, Michael Fassbender, e che mi ha dato basi interessanti. Ho lavorato in una compagnia teatrale in Scozia, poi sono tornata in Italia e il mio primo film è stato “Dieci inverni” girato ad inizio 2009. Ho vissuto anche a Los Angeles, e uno dei lavori cinematografici piu’ importanti per me è stato “The Young Messiah” di Cyrus Nowrasteh, che attualmente è on demand su Sky, in cui interpreto Maria di Nazareth. E’ un film biblico che racconta la storia di Gesu’ a 7 anni e della sua famiglia, nonchè il ritorno da Alessandria d’Egitto a Nazareth. Ero l’unica italiana del cast ma essendo bilingue nessuno pensava lo fossi. Finora ho avuto una carriera varia e il 2019 è stato un anno di svolta, ma conoscendo il mestiere vado avanti in punta di piedi e sono grata di quello che mi è capitato ultimamente. E’ una bella conferma dopo anni di studio e di dedizione”.

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Credit foto Manuela Masciadri

In quali altri progetti sarai prossimamente impegnata?

“A fine marzo andrà in onda su Rai 1 Medical Report, un progetto Lux Vide, in cui sarò tra i protagonisti con Luca Argentero, Matilde Gioli, Pierpaolo Spollon, con la regia di Ian Michelini. Interpreto la direttrice sanitaria di un ospedale. Saremo impegnati sul set fino a marzo, è un progetto innovativo, con un cast vario di volti nuovi e conosciuti”.

Cosa ti aspetti dal 2020?

“Aspetto di vedere quello che arriverà, ci sono progetti in uscita in cui avrò modo di esprimermi, spero sia un anno in cui potrò alzare ancora di piu’ l’asticella e puntare a lavori interessanti e stimolanti”.

Un sogno nel cassetto…

“Mi piacerebbe interpretare un film storico per il cinema, oppure un progetto cinematografico anche seriale che mi metta alla prova. E poi sogno di debuttare alla regia”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Manuela Masciadri

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