Ninni Bruschetta, tra i piu’ bravi attori del panorama italiano, è in scena al Teatro Menotti di Milano dal 14 al 19 Gennaio con “Il mio nome è Caino” con la regia di Laura Giacobbe.
“Il mio nome è Caino” è ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, edito da Dalai Editore nel 1997 e, in nuova versione, da Baldini e Castoldi nel 2014. Lo spettacolo era già stato prodotto da Nutrimenti Terrestri nel 2002, con un diverso cast e la regia di Ninni Bruschetta, che in questo suo nuovo adattamento veste invece i panni del protagonista.
“Il mio nome è Caino” è lo specchio dinamico e lucido dell’essere e del fare mafioso e si intreccia alle musiche, composte ed eseguite dal vivo dalla pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato: due brani editi insieme a composizioni inedite, concepite appositamente per sostenere il racconto di Caino ed attraversate da contaminazioni classiche, popolari e jazz”.
Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Ninni Bruschetta parlando dello spettacolo “Il mio nome è Caino”, ma anche dei prossimi progetti.

Ninni, sei in scena al Teatro Menotti di Milano con lo spettacolo “Il mio nome è Caino” di cui avevi curato la regia nel 2002. In questa nuova versione sei invece il protagonista…
“Negli ultimi dieci anni ho messo in scena quattro titoli di Claudio Fava come regista, tra cui nel 2002 proprio “Il mio nome è Caino”. In questo nuovo adattamento ho deciso invece di fare soltanto l’attore, così ho chiamato a dirigere lo spettacolo Laura Giacobbe, perchè avevo bisogno di uno sguardo esterno. Sul palco insieme a me c’è Cettina Donato al pianoforte. Interpretare questo personaggio è bellissimo, perchè ti permette di entrare nella mente folle di un killer. In questo testo si esprime in tutta la sua forza la poetica dello scrittore e allo stesso tempo del testimone”.
Nello spettacolo vengono mostrati anche il lato piu’ debole del male e la normalità della mente folle del killer…
“Questo è l’aspetto piu’ importante del racconto. Claudio Fava cerca di svelare l’umanità, la debolezza non fisica o sentimentale ma strutturale del killer perchè è il male stesso che si indebolisce. Prima ne interpreta la follia, poi riesce a riconoscere in lui anche una sorta di normalità, una cultura, un mestiere, utilizzando la sua contorta morale per avvicinarci al pensiero del male che non è poi così distante da noi. Attraverso questo killer viene anche raccontata la storia della mafia e la sua evoluzione nelle tre fasi, partendo dalla mafia rurale, quella del codice d’onore in cui i mandanti non si sporcavano le mani, passando per la mafia dei killer, quella dei capi come Totò Riina, per arrivare alla mafia civile, quella bianca, istituzionale, nei confronti della quale non bisogna mai abbassare la guardia”.

A livello attoriale come sei riuscito ad entrare nella mente di questo killer?
“Sospendere il giudizio è l’unico modo per interpretare un ruolo di questo tipo, giudicando quello che fa come se fosse una cosa normale, per poterne restituire la crudeltà, la freddezza e anche l’ironia. Potrebbe sembrare molto difficile da fare ma quella di “giocare” a livello attoriale è l’unica strada percorribile. E poi quando al cinema e in tv interpreti dei personaggi cattivi è anche divertente”.
In carriera hai recitato in piu’ di cento film e serie tv. C’è un personaggio a cui sei maggiormente legato?
“Ci sono tanti personaggi a cui sono legato, soprattutto quelli che mi hanno lasciato qualcosa a livello personale. Se dovessi scegliere direi in ordine di importanza il direttore della fotografia Duccio Patanè in “Boris”, il maresciallo Oreste Leonardi nel film “Aldo Moro – Il Presidente” con Michele Placido e il poliziotto Alfiere nella serie “Squadra Antimafia- Palermo Oggi””.
Dal 2 febbraio ti vedremo anche in tv nella serie “Come una madre” in onda su Rai 1…
“”Come una madre” non è una storia di mafia ma una serie a metà tra il road movie e la favola nera che vede protagonista Vanessa Incontrada. Interpreto un personaggio curioso, è una specie di frate a capo di questa congregazione in cui tutti sono diventati frati dopo aver avuto una vita precedente diversa. Non posso svelare molto se non che succederanno fatti importanti”.
In quali altri progetti sarai prossimamente impegnato?
“Sono nel cast di una nuova serie dedicata alla moda italiana chiamata “Made in Italy” in cui ho lavorato con attori bravissimi come Raoul Bova, Margherita Buy, Greta Ferro, Marco Bocci e mi sono trovato benissimo sul set. Sarò inoltre a teatro fino ad aprile con “Il mio nome è Caino” e poi ci sono degli altri progetti di cui ancora non posso parlare”.
Cosa ti aspetti dal 2020?
“Non ho mai aspettative, nella mia carriera ho avuto la fortuna di interpretare piu’ di cento lavori, quindi vado avanti da buon teatrante giorno per giorno e aspetto di vedere quello che la vita mi regalerà”.
di Francesca Monti
