Dal 20 al 23 febbraio al Teatro Fontana di Milano va in scena “L’uomo, la bestia e la virtù” con protagonisti Giorgio Colangeli, Pietro De Silva, Valentina Perrella

Dal 20 al 23 febbraio al Teatro Fontana di Milano va in scena “L’uomo, la bestia e la virtù”, con la regia di Giancarlo Nicoletti, con protagonisti Giorgio Colangeli, Pietro De Silva, Valentina Perrella.

Il David di Donatello Giorgio Colangeli veste i panni del “trasparente” professor Paolino nella rilettura registica di Giancarlo Nicoletti di uno dei classici pirandelliani, L’uomo, la bestia e la virtù che nel 2019 ha festeggiato i cento anni dal debutto sulle scene, dove è stato uno dei testi più rappresentati del drammaturgo siciliano. Co-protagonista un altro pluripremiato attore, il vulcanico Pietro De Silva nel ruolo del Capitano Perella; al loro fianco Valentina Perrella, pronta a calarsi nelle vesti della “virtuosa” signora Perella. E ancora, Cristina Todaro, Alessandro Giova, Diego Rifici, Alex Angelini e Giacomo Costa, a completare il validissimo cast di una rilettura fortemente contemporanea e concreta dell’universo pirandelliano, fuori dal “pirandellismo” di maniera, nel tentativo di riportare la poetica dell’autore Premio Nobel a un universo essenziale, umano, comico e tragico al tempo stesso. E nuovamente attuale.

Scritta nel 1919, L’uomo,la bestia e la virtù, derivante dalla novella Richiamo all’obbligo, è una commedia molto particolare all’interno dell’opera teatrale pirandelliana. Definita dall’autore un apologo in tre atti, si rivela essere, sotto l’apparente leggerezza e comicità, una farsa tragica che irride i falsi valori morali e religiosi di una umanità ipocrita.
Il trasparente signor Paolino, professore privato, ha una doppia vita: è l’amante della signora Perella, moglie trascurata di un capitano di mare che torna raramente a casa, ha un’altra donna a Napoli ed evita di avere rapporti fisici con la moglie, usando ogni pretesto. La tresca potrebbe durare a lungo e indisturbata ma, inaspettatamente, la signora Perella rimane incinta del professore. Paolino è costretto dunque ad adoperarsi per gettare la sua amante fra le braccia del marito, studiando tutti i possibili espedienti. Il caso è drammatico, perché il Capitano Perella si fermerà in casa una sola notte e poi resterà lontano almeno altri due mesi. Paolino dovrà allora ingegnarsi per salvare la propria dignità e quella della signora a qualsiasi costo, per obbligare il marito a compiere i suoi doveri coniugali e fargli riconoscere il figlio legittimamente.

Senza la paura di sporcarsi le mani col cinismo, la ferocia, la comicità sbordante e la drammaticità cruda di Pirandello, il regista Giancarlo Nicoletti ci restituisce un grande classico del teatro usando una chiave contemporanea e concreta. Archiviate la sperimentazione astratto/metaforica e le increspature del teatro di parola, rimangono il sangue, il sesso, il cibo e l’odore di umanità. Nella volontà di restituire al pubblico uno spettacolo vivo, spietato, esilarante e maledetto.

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