Cenerentola “felliniana” del Nuovo Balletto di Toscana  

di Emanuela Cassola Soldati

Al teatro Amilcare Ponchielli s’inscena Cenerentola dal sapore “felliniano”,  con la Compagnia del Nuovo Balletto di Toscana diretta da Cristina Bozzolini e Maitre du Ballet, Sabrina Vitangeli.

Una versione moderna quella della Compagnia, firmata dal coreografo Jirì Bubenicèk, racchiusa in un atto unico della durata di un’ora e venti minuti, mantiene l’allure favolistica della fiaba originale musicale scritta da Sergej Prokofev, fra il 1940 e il 1944, tratto dal libretto di Charles Perrault, condividendone la lirica espressiva di un disagio emotivo profondo, proprio della matrice del compositore, presente anche nel capolavoro di Romeo e Giulietta, regalando ai personaggi principali la valenza del riscatto morale e sociale, attraverso il sentimento del bene.

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Al contempo è il sogno, il credo e la spinta emotiva a cui si aggrappa la moderna Cenerentola, ispirata alla favola dei fratelli Grimm,  con le sue dorate sneakers, a promuovere i fattori che rendono l’atmosfera della scrittura coreografica di Bubenicek, onirica quanto basta per rimandare alla memoria i personaggi circensi, cinematografici di Fellini, come nel caso della fata e il suo doppio, nella metafora scintillante di due uomini in sfarzosi frack, medium attivi in scena della coppia praghese dei ballerini Jiri e Otto Bubenicek .

Lo spazio scenico, nell’ambientazione scenografica minimale dai cambi scena a vista, si avvale dei costumi e del disegno luci dalle tinte pastello, forti e decise per connotare il carattere dei personaggi, tutti forgiati da una buona preparazione tecnica ed atletica in sinergìa con le attitudini dedicate ad ogni singolo personaggio, con cui lo stesso coreografo avrebbe potuto osare maggiormente nella trasposizione temporale attuale con riferimenti iconografici, già palesemente evidenti in scena.

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Una Cenerentola dai capelli corti sbarazzina, Veronica Galdo, e un Principe aitante Roberto Doveri, riproducono le emozioni, le incertezze, e il recupero del sentimento della bellezza, proprie delle generazioni del terzo millennio, racchiuse nelle parole della voce fuori campo di Laura Bandelloni…” non sono mai abbastanza”…”sìi sempre gentile”…

Un  monito per ristabilire attraverso  l’Arte, il concetto universale armonico della bellezza estetica che passa attraverso la limpidezza interiore dell’anima, così come la danza incarna a 360°. Un albero della vita simbolico fatto di corpi plastici danzanti, si manifesta sul finale nello spiraglio di luce di una fessura a cui Cenerentola rivolge lo sguardo, come metafora della vita di un futuro rigenerato.

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Nutrendo profondamente il bambino che è custodito in ogni uno di noi, nella regressione del ricordo di un disco di fiabe sonore…”Finisce così, questa favola breve se ne va…Il disco fa clik, e vedrete, fra un po’ si fermerà. Ma aspettate, e un altro ne avrete. C’era una volta…il cantafiabe dirà, e un’altra favola comincerà!

Menzione: Lisa Cadeddu, Matilde Di Ciolo, Aisha Narciso, Beatrice Ciattini, Alice Catapano, Francesca Capurso, Miriam Castellano, Veronica Galdo, Roberto Doveri, Paolo Rizzo, Aldo Nolli, Niccolò Poggini, Jody Bet, Carmine Catalano, Mattia Luparelli.

credit foto Michele Monasta

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