Giunge alla 13a edizione IRISH FILM FESTA, il festival interamente dedicato al cinema e alla cultura irlandese che si terrà dal 25 al 29 marzo 2020, come di consueto alla Casa del Cinema di Roma.
Il concorso riservato ai cortometraggi, di produzione o co-produzione irlandese, prevede il premio per due categorie, Live Action e Animazione: «Selezione davvero impegnativa per noi quest’anno, con diversi corti assai validi che sono dovuti – nostro malgrado – rimanere fuori. Fa piacere, per l’ennesima volta, veder confermato il livello e la considerazione raggiunti dal cortometraggio in Irlanda, come pure riconoscere attori molto noti nei titoli in concorso, da Moe Dunford a Kate O’Toole, a Martin McCann, a Ian McElhinney… Pat Shortt, Stuart Graham, Gary Lydon. Per questi motivi, abbiamo deciso di assegnare, da quest’anno, anche un premio alla migliore interpretazione in un cortometraggio», commenta il direttore artistico Susanna Pellis.
Per la categoria Live Action vedremo Cynthia di Jack Hickey, premiato come miglior cortometraggio drammatico al Galway Film Fleadh 2019: una cena tra amici che non si vedono da tempo fa emergere segreti e conflitti repressi. La protagonista è l’attrice teatrale Clare Dunne; nel cast anche Moe Dunford, che il pubblico di IRISH FILM FESTA ha incontrato più volte nel corso degli anni.
Nella stessa categoria spicca anche Ciúnas (Silence) di Tristan Heanue, che si avvale di una grande interpretazione di Gary Lydon per mettere in scena con delicatezza il dramma di una famiglia in un momento molto difficile; Heanue, che è anche un attore, ha già presentato all’IRISH FILM FESTA altri due corti, Today nel 2017 e A Break in the Clouds nel 2018. Nel teso Break Us di Rioghnach Ní Ghrioghair, una coppia di giovani rapinatori scopre la propria vera natura quando il piano non va come previsto.
La Petite Mort è l’ironico esordio alla regia dell’attore Michael Smiley (Jawbone, The Lobster): un uomo e una donna si incontrano per caso in un parco, ma le cose non sono ciò che sembrano. Finale a sorpresa anche per Was That a Yes? di Ray Mac Donnacha, nel quale un appuntamento romantico non va nella giusta direzione; il protagonista è Dara Devaney, vincitore dell’Irish Film & Television Award come miglior attore per An Klondike nel 2016 e più volte ospite del festival.
Halo è scritto, diretto (con un’unica inquadratura) e interpretato dal giovane Michael-David McKernan: un tassista solitario e una passeggera condividono una serata di grandi cambiamenti; nel fantascientifico Maya di Sophia Tamburrini, un uomo è costretto a lasciare il mondo di realtà virtuale in cui si era rifugiato; il protagonista è Pat Shortt, che ricordiamo in Garage di Lenny Abrahamson (2007), The Guard (2011) di John Michael McDonagh e più di recente in The Flag di Declan Recks (2017).
Come sempre, IRISH FILM FESTA presta grande attenzione alla produzione cinematografica dell’Irlanda del Nord e da lì quest’anno arrivano quattro cortometraggi: The Appointment di David Moody (già in concorso nel 2018 con Listen e nel 2018 con Camlo) racconta la dura vita quotidiana di un ragazzo e di sua madre malata; Father Father di Michael McDowell è invece una divertente commedia sulle ipocrisie di una piccola comunità, con Ian McElhinney e Martin McCann come brillanti protagonisti; in Parting Gift di Paul Kennedy (all’IRISH FILM FESTA nel 2014 con il lungometraggio Made in Belfast), Stuart Graham interpreta un senzatetto che stringe un’insolita amicizia con una ragazza; in Ruby di Michael Creagh, una coppia (lui è Dan Gordon, lei Kate O’Toole) festeggia il 40esimo anniversario di matrimonio.
La categoria Live Action presenta infine anche due documentari: The Vasectomy Doctor di Paul Webster racconta la storia di Andrew Rynne, il primo medico irlandese a praticare la vasectomia che rischiò la vita a causa del suo lavoro; The Grass Ceiling di Iseult Howlett celebra il valore dello sport femminile di squadra attraverso le esperienze di tre atlete. Howlett era la montatrice del documentario My Astonishing Self: Gabriel Byrne on George Bernard Shaw di Gerry Hoban, visto all’IRISH FILM FESTA 2018.
La selezione dei cortometraggi d’animazione si presenta molto varia per tecniche e temi:
Abe’s Story di Adam H Stewart reinventa l’animazione di silhouette applicandola a complessi sfondi digitali; il protagonista Abe, manager teatrale frustrato, sta scrivendo la storia dell’orrore che gli cambierà la vita. Il corto ha vinto il premio per la miglior sequenza animata al Galway Film Fleadh 2019.
Streets of Fury di Aidan McAteer (miglior corto d’animazione al Galway Film Fleadh 2019) riprende l’estetica dei videogiochi anni 80 per una divertente storia di amicizia e riscatto; McAteer, che aveva già presentato all’IRISH FILM FESTA il corto Deadly nel 2015, lavora come regista, animatore e disegnatore di storyboard in diverse serie animate per bambini, come Oddbods e Ben & Holly.
Robin Lochmann è un filmmaker irlandese che lavora a Berlino: in Them combina tecniche digitali (motion capture) e analogiche (modellini costruiti a mano) per un apologo sui pericoli delle ideologie e del conformismo. Animazione tradizionale, invece, per The Wiremen di Jessica Patterson, che racconta l’arrivo dell’elettricità nell’irlanda rurale degli anni 60 con toni da fiaba; tra i doppiatori, Ruth McCabe e Barry Ward.
Archie’s Bat è infine il lavoro di diploma di Shannon Egan, studentessa della Limerick School of Art & Design: l’amicizia tra un bambino e un pipistrello disegnata in animazione 2D.
Chiude il programma, fuori concorso, A Concrete Song: ispirato alla serie di performance Hard to Be Soft della coreografa di Belfast Oona Doherty, il cortometraggio è realizzato da Dave Tynan in collaborazione con il Belfast International Arts Festival, il Dublin Dance Festival e l’Abbey Theatre. Il direttore della fotografia è l’attore Hugh O’Conor, che l’anno scorso ha presentato all’IRISH FILM FESTA la sua opera prima come regista, Metal Heart, e ha esposto alla Casa del Cinema una selezione di opere fotografiche.
Il programma completo di IRISH FILM FESTA, che sarà annunciato a breve, prevede tra le diverse iniziative un omaggio alla Città di Galway, Capitale Europea della Cultura 2020.
