IL 19 E 21 GIUGNO IN VENETO ARRIVA IL CAMPIONATO ITALIANO DI CICLISMO PROFESSIONISTI 2020. ELIA VIVIANI: “E’ UNO DEGLI OBIETTIVI STAGIONALI”

Il 19 e il 21 giugno 2020 arriva in Veneto una delle gare più apprezzate e importanti in Italia, con una forte visibilità anche all’estero: il Campionato italiano di ciclismo professionistico su strada.

Il 19 giugno si correrà la prova a cronometro, il 21 la gara in linea di 254 km. I migliori atleti azzurri potranno contendersi la maglia tricolore in un contesto speciale. Bassano del Grappa sarà il punto di partenza del percorso, Cittadella quello di arrivo. Al cuore della gara, un passaggio emozionante: la mitica salita de “La Rosina” a Marostica (VI), che nasce dal nome della donna che lassù, nel lontano 1917, portò sollievo ai soldati, rendendo una semplice stanza un accogliente luogo di ristoro.

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Oggi “La Rosina” è “teatro naturale” e rituale di ciclisti e appassionati. Una salita, certo, ma anche un punto d’incontro e condivisione per corridori, gruppi, famiglie. Immersi nel verde, tra brindisi e sorrisi, vedere sfrecciare questi campioni avrà tutto un altro sapore. Qui sorge la chiesetta dedicata alla “Madonna del ciclista” e il monumento ad Alfredo Martini, storico ct della nazionale italiana di ciclismo.

La stella veronese Elia Viviani sarà uno dei protagonisti assoluti del Campionato Italiano 2020 nel suo Veneto.

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Elia, le aspettative sono altissime. A due anni dal trionfo nel Tricolore come ti avvicini alla nuova edizione?

È uno degli obiettivi stagionali: arriverà dopo il Giro d’Italia, ma grazie a un periodo di altura riuscirò a recuperare gli sforzi e a trasformarli in una condizione ottimale.

Che sensazioni provi a correre nella Regione dove sei nato?

È una motivazione in più: ci saranno molti miei tifosi e questo renderà la giornata ancora più speciale. Correre in casa è un vantaggio in termini di conoscenza delle strade, del percorso, delle salite.

Che cosa pensi del percorso di quest’anno?

Richiede sforzo. La salita della Rosina non presenta parti ripide ma ripeterla così tante volte farà male. Gli attacchi non mancheranno e gli atleti come me dovranno difendersi il più possibile, fino a sfruttare i 15 km che portano a Cittadella per ricucire sugli attacchi e portare un gruppo ristretto allo sprint. Il percorso può presentare diversi scenari: proprio per questo sarà un Campionato spettacolare.

Hai nominato Cittadella. Com’è tornarci a oltre 10 anni dalla tua vittoria in Under 23?

Sarà un’emozione. Ricordo quello sprint come fosse ieri: è stata una delle vittorie che mi ha proiettato nel mondo dei Pro. Con Cittadella ho un buon feeling, quindi incrociamo le dita e speriamo che mi regali un’altra grande soddisfazione.

Qual è l’avversario che temi di più e perché?

Su un percorso così è difficile fare un nome solo. Penso a un atleta che esce con le lunghe distanze, uno scattista veloce, un corridore forte in salita ma che sa primeggiare nello sprint ristretto, come Colbrelli o Trentin: credo possano essere questi i super favoriti per il Campionato Italiano 2020. Ma occhio a Visconti, Nibali, Ciccone, Formolo. È un folto gruppo di campioni, ed è questo il bello del nuovo Tricolore.

Un evento così può avvicinare i più giovani a questo sport e ai suoi valori?

Deve, non “può”! Mi aspetto che tratti come la Rosina o l’arrivo di Cittadella – e perché no, la partenza – si riempiano di piccoli sportivi ansiosi di vedere, stare vicino e chiedere foto e autografi ai più grandi ciclisti italiani. Sarà un weekend di gare ma anche di eventi collaterali che faranno del Campionato Italiano una festa.

Come valuti oggi il Campionato Italiano all’interno dei grandi appuntamenti ciclistici?

Ci si gioca la possibilità di vestirsi con la nostra bandiera e di portarla per un anno intero in tutte le competizioni. Per un atleta come me, passate le classiche di inizio stagione, è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno.

Raccontaci le due vittorie più belle, in sella e nella vita.

Rio 2016. Non c’è gara o vittoria che possa competere con ciò che ho provato mettendo quell’oro al collo alle Olimpiadi. È stata la vittoria più sofferta e inseguita per anni: una gara che stava diventando un incubo ma che grazie alla forza di volontà ho raddrizzato e conquistato. Nella vita penso che ogni giorno sia una vittoria. Ho tutto quello che mi rende felice: Elena al mio fianco, una famiglia fantastica, un cane che ci fa capire quanto sia importante tornare a casa dopo tante trasferte. E poi il mio lavoro è la mia più grande passione. Non posso chiedere di più.

(cs)

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