Coronavirus, in Lombardia restano chiuse le librerie. Il Presidente Fontana: “Grazie a un accordo con il sistema bancario e i sindacati garantiamo le risorse per l’anticipo della cassa integrazione per i lavoratori lombardi”

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha firmato l’11 aprile la nuova ordinanza, dopo le decisioni prese dal Governo riguardo l’emergenza coronavirus, prorogando fino al 3 maggio le misure restrittive di contrasto alla diffusione della pandemia già attive sul territorio regionale.

“Il documento conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni già in vigore), degli studi professionali (che proseguono l’attività in smart working, salvo eccezioni per particolari scadenze) dei mercati all’aperto e di tutte le attività non essenziali. Inoltre, sarà possibile acquistare articoli di cartoleria, di fiori e piante all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità, già aperti. Saranno sempre possibili le vendite con la consegna a domicilio, osservando le regole stringenti già in vigore per questa modalità. Infine il provvedimento lascia aperti, con le consuete regole relative a igiene e distanziamento, i negozi per la vendita di articoli per neonati e bambini”, spiega la nota stampa della Regione.

Il Presidente Fontana in un video su Facebook ha parlato anche della CIG: “I lombardi non possono aspettare. Non sappiamo ancora se e quando arriveranno i soldi del Governo per imprese e lavoratori. Regione Lombardia invece con un accordo con il sistema bancario e sindacati garantisce le risorse per l’anticipo della cassa integrazione. Entro una settimana fino a 1 milione di lombardi potranno chiedere in banca l’assegno, soldi veri. Se lo Stato non c’è garantiamo noi. In Lombardia parliamo con i fatti”.

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