Intervista con Antonella Prisco che in “Un Posto al sole” interpreta Mariella Altieri: “Mi piacciono la sua semplicità e il coraggio che ha nel mostrare i propri sentimenti”

Antonella Prisco è tra le protagoniste della soap Un Posto al sole in cui interpreta la vigilessa Mariella Altieri, personaggio molto apprezzato dal pubblico per la sua spontaneità.

L’attrice, un vulcano di simpatia e solarità, in questa piacevole chiacchierata ci ha parlato di Mariella, del primo giorno di riprese sul set della soap, ma anche di teatro, dell’incontro speciale con Alberto Sordi e del sogno di lavorare con Paolo Virzì.

In “Un Posto al sole” interpreti la vigilessa Mariella Altieri. Cosa ti piace maggiormente di questo personaggio?

“Mi piacciono la sua semplicità e il coraggio che ha nel mostrare i propri sentimenti. A volte capita di nasconderci dietro delle barriere per difendere quello che sentiamo, Mariella invece si mette in gioco completamente e viene riconosciuta come un personaggio autentico. Questa sua caratteristica, come tanti mi hanno scritto, è molto apprezzata dal pubblico”.

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credit foto ufficio stampa Un Posto al sole

C’è qualche tratto di Mariella in cui ti rivedi?

“Nel valore della famiglia. Nella soap Mariella ha litigato con i suoi genitori perchè non hanno accettato il fatto che lei abbia avuto un figlio senza essere sposata con Guido ed è stata molto male per questo. Come lei credo invece che dovrebbe esserci un sostegno da parte dei famigliari al di là delle scelte personali fatte”.

Ci racconti come hai vissuto il primo giorno sul set?

“Mi sono resa conto che stavo entrando in una macchina perfetta perchè Un Posto al sole ha dei ritmi serrati, precisi, è un metronomo. Quindi o riuscivo ad ambientarmi tecnicamente in quel meccanismo oppure non avrei potuto far parte della soap. Goliardicamente ti racconto invece un episodio accaduto quando abbiamo girato la prima esterna al Monastero di Santa Chiara, uno tra i luoghi piu’ belli di Napoli. Non conoscevo la troupe e non c’era tempo per fare le presentazioni ufficiali, quindi mi sono avvicinata al set vestita da vigilessa. Mi è venuto incontro un operatore dicendo: “Senta noi abbiamo messo i furgoni lì, per favore non fateci la multa”. Io cercavo di interromperlo per spiegargli che ero un’attrice e non una vera vigilessa, finchè è arrivato qualcuno che gli ha detto che ero lì per recitare. E’ stato un momento esilarante”.

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credit foto ufficio stampa Un Posto al sole

Un Posto al sole ha anche un forte valore sociale, la stessa Mariella infatti è stata al centro di storie che hanno affrontato tematiche quali l’omofobia insieme a Cosimo Alberti che interpreta il vigile Cerruti, e la maternità…

“Penso che sia uno dei punti di forza di Un Posto al sole. Capita spesso di girare le scene con largo anticipo, anche due-tre mesi prima della messa in onda e quando vengono trasmesse le puntate cavalcano dei fatti che rispecchiano degli aspetti sociali avvenuti in quel momento. Questo per dire che il comparto della scrittura della soap non solo è preparato sul sociale ma riesce a capire a volte in anticipo quali problematiche accadranno nella nostra società”.

Nelle ultime puntate inedite andate in onda a fine marzo abbiamo visto Mariella e Guido alle prese con la scelta dei testimoni per le loro nozze, poi la pandemia ha fermato temporaneamente le riprese…

“I copioni che avevamo sono stati annullati a causa dell’emergenza e credo che quando potremo tornare a girare ci sarà un modus operandi diverso, delle nuove maniere di relazionarsi sul set”.

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credit foto ufficio stampa Un Posto al sole

Come stai trascorrendo queste giornate?

“Mi sto dedicando a Vincenzo, il mio bimbo di un anno e mezzo. Ho ripreso a lavorare tre mesi dopo il parto e per quanto non sia un lavoro giornaliero staccarsi da lui è stato difficile. Ora sto recuperando ed è una gioia immensa anche se ha un’energia inesauribile ed è instancabile. Mio marito che è avvocato ed è a casa perchè i tribunali sono chiusi mi aiuta col piccolo e quindi ne sto approfittando per registrare dei self tape, studiare dei monologhi, leggere dei copioni che mi erano stati mandati. E poi cucino. Ho sperimentato la parigina perchè mi piacciono i piatti di rosticceria. Consiste in uno strato di pasta pizza, pomodoro, prosciutto cotto e provola, quindi un altro strato di pasta sfoglia. La preparo almeno una volta alla settimana. Ho scoperto inoltre che mi piace mangiare qualcosa di caldo a colazione, quindi impasto i cornetti e li congelo, la mattina li scongelo e li consumo caldi. E’ un’abitudine bellissima”.

Qualche giorno fa hai postato su Facebook una foto al pianoforte. Com’è nata la tua passione per la musica?

“Sono stata costretta dai 6 ai 12 anni a studiare pianoforte perchè piaceva a mio padre. Qualsiasi imposizione però porta a un rifiuto e siccome non mi piaceva stare seduta a lungo per studiare perchè sono iperattiva ho abbandonato lo strumento. Un giorno ho scoperto che mio figlio ama la musica, non parla ma canta, quando metto un pezzo dice la prima lettera di ogni strofa, e anche quando era piu’ piccolo l’unica cosa che lo calmava era la musica, così ho deciso di riprendere a suonare il pianoforte. Del resto ora non ho la stessa energia di quando avevo 12 anni, quindi posso stare seduta piu’ a lungo (sorride)”.

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credit foto Facebook Antonella Prisco

C’è stato un incontro particolare che è stato importante nel tuo percorso artistico?

“Ho amato e amo Gigi Proietti ma non sono mai riuscita ad incontrarlo. C’è stato però un altro incontro che è stato fondamentale. Studiavo Beni Culturali all’Università di Salerno e su una bacheca ho visto che avrebbero dato la laurea honoris causa ad Alberto Sordi. Così ho deciso di fare un “agguato” perchè la struttura era blindata e c’erano molti giornalisti. Mi sono appostata insieme alla stampa fingendo di farne parte e ascoltando dove avrebbero portato Sordi dopo la consegna della laurea. Una volta scoperto il posto mi sono intrufolata cercando di non farmi vedere dalla sicurezza. Dopo diverse ore di attesa mi sono accorta che erano le tre del pomeriggio e ho deciso di andare via, pensando che avessero cambiato programma. Ho schiacciato il pulsante dell’ascensore, si sono aperte le porte e mi sono trovata davanti Alberto Sordi. Mi sono presentata, mi ha portato con sè e ci siamo fatti una chiacchierata. Gli ho raccontato della mia passione per il teatro perchè da poco avevo iniziato a studiare recitazione e ho frequentato un laboratorio teatrale in quanto stavo vivendo un periodo particolare dopo una perdita in famiglia che mi ha segnato molto. Il teatro è stato il mio rifugio. Sordi mi ha detto delle parole che custodisco nel cuore, mi ha dato coraggio e mi ha fatto capire che se avessi voluto sarei potuta diventare un’attrice. Le porte in faccia e le delusioni sono state tante, lui mi aveva preparato anche a questo, però quando recito sto bene. Poi ho partecipato a un concorso dove sono stata premiata da Mario Verdone e ho avuto delle piccole conferme fino ad arrivare a Un Posto al sole e ad altri spettacoli teatrali”.

A proposito di teatro cosa ci racconti riguardo gli spettacoli “‘O tiempo ‘e  l’ammore” e “Lo zio del medico dei pazzi”?

“Il primo è stato una piccola esperienza fatta con amici, c’era anche Cheryl Porter. Si è creata una bella atmosfera, come se fossimo in famiglia. Per quanto riguarda “Lo zio del medico dei pazzi” non avevo mai recitato al teatro Augusteo di Napoli che ha un pubblico molto esigente ed avere delle conferme su un territorio come quello napoletano è stata una grande soddisfazione. Ero molto tesa prima del debutto, poi per fortuna è andata bene. Recitare al fianco di Gianfranco Gallo che mi ha dato fiducia è stato bellissimo perchè ha creato un ambiente piacevole, con dinamiche e ruoli familiari e l’obiettivo comune di portare avanti il progetto nel migliore dei modi. E’ stato un grande successo di critica e di pubblico. Speriamo di riprenderlo nella prossima stagione”.

Un sogno nel cassetto…

“Vorrei lavorare con Paolo Virzì, poi spero che il futuro mi riservi un ruolo che mi dia tanto e mi faccia apprezzare dal pubblico”.

di Francesca Monti

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