La pandemia che ha investito l’Italia e il mondo intero ha portato il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti insieme ai direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato alla scelta di annullare il concerto L’Uno Maggio Libero e Pensante che da sette anni celebra la giornata dell’1 Maggio presso il Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto. Questa decisione nasce, oltre che dal lockdown stabilito per decreto, dal rispetto nei confronti delle vittime del coronavirus.
Sul sito liberiepensanti.it e sui canali social il 1° maggio ci sarà una sorta di palcoscenico virtuale dove si alternerà una staffetta musicale e solidale, tra interventi politici e sociali di varie associazioni e comitati, che raccontano Taranto e le sue sfide intervallate da contributi di artisti quali Elio Germano, Vinicio Capossela, Piero Pelù, Zerocalcare, Carolina Crescentini, Ghemon, Brunori Sas, Samuel Romano, Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Niccolò Fabi, Negramaro, Elisa, Coma_Cose, Mama Marjas, Gabriella Martinelli, Fabio Rondanini, ma anche Andrea Segre con il suo documentario su Marghera, Chef Rubio, lo scrittore Cosimo Argentina.
Nella conferenza stampa che si è svolta oggi su Zoom Simona Fersini, presidente del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, ha spiegato che “la prima finalità dell’evento è tutelare la salute dei lavoratori”.
Quindi ha preso la parola un operaio dello stabilimento Ilva, Raffaele Cataldi, che con una toccante testimonianza, ha ricordato che Taranto vive nei giorni di vento le restrizioni che oggi ci sono in tutta Italia: “I nostri figli non vanno a scuola, non possono giocare. Il problema è che per il coronavirus ancora non c’è una soluzione, mentre per l’Ilva sì. Noi continueremo nel nostro percorso, ma si continua anche a morire”.
Quindi è stato il turno di Michele Riondino, da poco diventato papà per la seconda volta: “L’Uno Maggio Libero e Pensante è un evento che ha preso forza negli anni, è nato dall’intuizione di un manipolo di “pazzi” ed è cresciuto a tal punto da ritenersi legittimo proprietario dell’occupazione della Giornata dei Lavoratori, quando era solita essere abitata da un solo evento. Taranto è l’emblema di una contraddizione che ci portiamo dietro da anni, come tarantini sappiamo bene cosa significhi andare al lavoro, contrarre una malattia e portarla a casa, cosa vuol dire dover scegliere tra il diritto alla vita e lavorare, decidere se difendere il proprio diritto a respirare aria pulita, oppure dover accettare un ricatto occupazionale che permetta a un’azienda di fare profitto sulla salute degli altri. L’attualità di oggi riporta questo dramma tarantino su scala nazionale e mondiale. Non ci rassegniamo, la cosa che ci stupisce è che la politica oggi parli un linguaggio molto simile a quello che noi, dal nostro palco, abbiamo gridato da molti anni, non può esserci la scelta tra vita e lavoro o tra vita e produttività. La musica non è la protagonista del nostro evento, non lo è mai stata, anche a ragione del fatto che in questo momento noi lavoratori dello spettacolo siamo molto penalizzati perchè nessuno si occupa della strategia del rimettere in campo la produzione. Lo streaming viene ad aiutarci in queste situazioni di emergenza ma non può sostituire l’evento live, che è prima di tutto un fenomeno che tocca l’emotività. E’ un evento che ha bisogno della piazza e del contatto fisico e noi intendiamo tornare in piazza il prima possibile, non crediamo che mettere la cultura dentro un contenitore tecnologico sia una soluzione. Noi lavoratori dello spettacolo siamo dimenticati dal Governo ma siamo i primi ad essere chiamati in causa per dare il nostro contributo a titolo gratuito quando serve”.

Diodato ha dichiarato: “Ho voluto dedicare la vittoria del Festival di Sanremo a Taranto. Ho voluto condividere quella gioia con la mia città perchè era fondamentale farlo cercando di creare ancora maggiore unità. In questi anni Taranto è stata obbligata a una battaglia che ha compromesso in qualche modo il tessuto sociale. Vedere l’unità che si è creata anche con la gente che ha cantato Fai rumore dai balconi mi ha commosso e spero possa rimanere come testimonianza della bellezza di cui possiamo essere portatori. I tarantini sono persone splendide e hanno una grande forza. Quest’anno era importantissimo non rimanere in silenzio perchè la condizione tarantina è comprensibile a tutti noi che stiamo vivendo il dramma di dover scegliere tra salute e lavoro. Non ci sembrava corretto fare uno streaming musicale con gli interventi sul web ma era necessario non rimanere in silenzio e abbiamo pensato di provare a coinvolgere qualcuno che facesse rimanere questi contenuti nel tempo a cominciare dai registi Giorgio Testi, Francesco Zippel e Francesco Fichera e contattato tanti amici che sono già venuti negli anni passati all’Uno Maggio, chiedendo loro un contributo e di diventare parte di questo docufilm, un esperimento unico che cerca di approfittare del tempo che abbiamo a disposizione in questi giorni. Abbiamo riscontrato subito grande entusiasmo e li ringrazio perchè si fanno portavoce dei tarantini e di chi non ha voce”.
Quindi la parola è passata a Roy Paci: “Abbiamo voluto creare una situazione qualitativamente adeguata per farla fruire a tutti i nostri ascoltatori. Quest’anno la situazione di Taranto è ancora più chiara a tutti noi. Tra gli artisti che hanno dato il loro contributo ci sono Vinicio Capossela, Piero Perù e Samuel dei Subsonica, persone che ci hanno sempre supportato e che hanno sposato le iniziative del nostro evento”.
Infine è intervenuto Gino Strada, fondatore di Emergency, in quanto durante la giornata sarà promossa sui canali social del Comitato una raccolta fondi il cui ricavato sarà donato all’associazione umanitaria per sostenere i suoi progetti in Italia e nel mondo: “Grazie per questa battaglia per un mondo vivibile e grazie per aver coinvolto Emergency. Siamo impegnati a combattere questi virus che condizionano tutta la nostra esistenza, uno è aver ridotto la sanità a una merce fruibile da chi ha i soldi per pagarsela e questa situazione sta emergendo con questa pandemia. Non è possibile pensare alla nostra salute come qualcosa di privato, non ci possono essere esclusi, mi rammarica non sentire dal mondo della politica alcuna autocritica, alcun ripensamento sulle conseguenze di aver portato la sanità verso il privato. Si sono chiusi ospedali, ci sono state difficoltà a Taranto per avere un ospedale, sono stati tagliati i bilanci della sanità e i posti, non è mai stata tagliata quella quota della sanità che va nelle tasche del privato e noi paghiamo il prezzo in termini di salute. Spero che dopo questa emergenza possa migliorare questa situazione. La mia speranza è riposta nei cittadini”.
Proprio perché la contrapposizione che il mondo sta vivendo tra salute e produzione/lavoro è una piaga che da decenni coinvolge e dilania il territorio tarantino, pur abbandonando la forma del concerto, si è comunque deciso di non restare in silenzio e portare la testimonianza di lotta e le riflessioni raccolte in questi anni a un pubblico ancora più ampio.
È stato dunque deciso di realizzare un docufilm la cui regia è curata da Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera, un racconto audiovisivo che si svilupperà attraverso una serie di stanze tematiche in cui verranno ospitati contributi di artisti e testimonianze volte a raccontare la storia di Taranto e le battaglie di chi lotta per recuperarne la bellezza e restituire ai suoi lavoratori la piena dignità e sicurezza. Un mix di user generated clip (live performance in lockdown), filmate con telefonini, animazioni con voce fuori campo e musica, interviste e testimonianze dirette.
“Per me è stata un’esperienza molto bella, abbiamo un po’ perso in questo momento sospeso dal punto di vista temporale, la cognizione del tempo, perchè quando siamo stati coinvolti dal Comitato ci siamo lanciati con entusiasmo sposando da subito la causa. Tra di noi c’è un tarantino, Fabrizio, mentre io e Giorgio siamo romani ma conosciamo Taranto e la cosa bella è stato il lavoro di gruppo che abbiamo fatto, c’è stata una ridiscussione continua dei metodi, ci ha dato una ricchezza, uno scambio incredibili, e insieme abbiamo cercato di andare a strutturare qualcosa che inizialmente non sapevamo cosa potesse diventare. Siamo molto felici e grati per essere stati coinvolti in questo progetto e speriamo di aver dato il nostro piccolo contributo a questa causa che sentiamo molto vicina e che quest’anno ha una risonanza incredibile tra la quotidianità della comunità tarantina e quello che sta accadendo a noi e che ci sembra eccezionale”, ha dichiarato Francesco Zippel.
“Da tarantino ho vissuto il conflitto di raccontare la mia città ma anche una realtà traumatica. Il potenziale di un’opportunità e di un progetto come questo si cela nel fatto che giocando sulla contraddizione tra la bellezza e la drammaticità abbiamo unito tante persone che a loro modo hanno dato il proprio contributo”, ha affermato Fabrizio Fichera.
Il docufilm, prodotto da Pulse Films in collaborazione con Indiana Production, sarà trasmesso su La7 dopo Propaganda Live il 1° maggio.
La storia di Taranto ci ricorda quello che oggi stiamo vivendo in scala mondiale e che può ben essere presa a simbolo degli errori delle politiche che si sono susseguite in questi anni. L’Uno Maggio Libero e Pensante è una voce che si alza forte ogni anno e che rappresenta la punta dell’iceberg di un lavoro quotidiano e incessante che il Comitato Cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti insieme a diverse realtà del territorio e diversi studiosi impegnati nella tutela dell’ambiente, per costruire una proposta reale e condivisa che dimostra inconfutabilmente la fattibilità di una riconversione economica e sociale, imprescindibile dalla chiusura del siderurgico e delle fonti inquinanti, in piena sintonia con l’agenda mondiale 2030.
di Francesca Monti
