“Non voglio cambiare pianeta” di Lorenzo Jovanotti, un meraviglioso viaggio tra natura, poesia e musica, alla scoperta del Cile e dell’Argentina

Il viaggio è scoperta del mondo e di se stessi, è avventura, è voglia di arrivare alla destinazione, è la realizzazione di un sogno, è conoscenza di nuove culture. Nel docu-trip “Non voglio cambiare pianeta”, visibile in esclusiva su RaiPlay, Lorenzo Jovanotti ci conduce per mano in un meraviglioso viaggio on the road lungo 4.000 km in sella alla sua bici, tra Cile e Argentina.

Il cantautore, dopo aver collezionato sold out con il Jova Beach Party la scorsa estate, ha vestito per qualche settimana i panni del viaggiatore ed è partito per un’avventura in solitaria, munito di zaino, provviste, cellulare e una telecamerina con cui ha immortalato le varie tappe, per un totale di sedici puntate, montate e dirette da Michele Lugaresi, realizzate con Federico Taddia e prodotte da SoleLuna, che lo hanno portato da La Serena fino a Buenos Aires, la città di Papa Francesco e del Boca Juniors, squadra di calcio in cui hanno giocato Maradona e De Rossi.

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Il 13 gennaio 2020 è stato il giorno della partenza, una data scelta non a caso, infatti coincideva con il 50° compleanno dell’indimenticabile Marco Pantani, il Pirata del ciclismo che con le sue imprese ha fatto sognare gli italiani.

In sella alla sua bici Lorenzo ha attraversato strade sterrate con salite infinite, scenari da film western dove il cielo e la terra sembrano confondersi, mercati, quartieri, foreste pluviali, deserti, parchi nazionali, le Ande, le pampas, villaggi sperduti, case colorate, ha ammirato cactus, cavalli, lama, mucche, asini, volpi, ha mangiato dulce de leche, burro, banane, piadine, pedalando con il vento, con la pioggia battente e con il sole cocente. Ci ha mostrato la potenza e la bellezza selvaggia della natura, ci ha fatto riflettere sull’inquinamento ambientale, ci ha raccontato la storia e le tradizioni di quei luoghi con la curiosità e l’entusiasmo di chi ha voglia di scoprire il mondo, ha ricordato grandi personaggi come Federico Fellini e Che Guevara.

Un viaggio in cui Jovanotti ha unito lo sport e la natura, la musica da lui scelta come sottofondo per ogni puntata, tra cover, nuovi brani e canzoni rivisitate, e la poesia, a partire dal titolo del docu-trip ispirato a un verso di “Il pigro” di Pablo Neruda. Ogni episodio inoltre si conclude con una lettura tratta da autori come Primo Levi, Jorge Luis Borges, Mariangela Gualtieri, Erri De Luca, Jorge Carrera Andrade, Antonio Machado e Luis Sepúlveda.

Viaggiare all’avventura ti fa venire coraggio, tutto rimane nelle cellule. Ricordi soprattutto i momenti che ti conquisti con fatica“, racconta Jovanotti parlando di questo viaggio che lo ha portato a sfidare i propri limiti, a guardare dentro se stesso, a incontrare persone provenienti da diversi Paesi del mondo, a cercare un hotel in cui passare la notte, a condividere una parte di questi 4.000 km con il suo amico Augusto. Del resto come ha detto Luis Sepulveda, “vola solo chi osa farlo”.

Un docu-trip originale, piacevole, appassionante, che soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria, ci permette di andare oltre i confini spazio-temporali. Sì perchè si può viaggiare anche dentro una stanza, con la fantasia, in attesa di poter tornare a farlo realmente. E quando accadrà sarà ancora piu’ bello.

di Francesca Monti

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