Venti anni fa, il 5 maggio 2000, se ne andava Gino Bartali, uno dei piu’ grandi ciclisti italiani di tutti i tempi.
Nato a Ponte a Ema (Fi) il 18 luglio 1914, ha corso tra i professionisti dal 1934 al 1954, vincendo tre Giri d’Italia e due Tour de France, quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia, oltre a numerose altre corse. Celebre la sua rivalità sportiva con Fausto Coppi, che divise il tifo degli italiani nel secondo Dopoguerra.
Campione di ciclismo ma anche nella vita. Uomo generoso e altruista, Gino Bartali nel 2013 è stato insignito del titolo “Giusto tra le Nazioni” da parte dello Stato d’Israele per aver contribuito a salvare 800 ebrei durante il regime nazi-fascista, nascondendo i documenti essenziali per quelle persone sotto il sellino della bici, durante gli allenamenti. Un gesto d’altruismo e di coraggio che Ginettaccio, come veniva soprannominato, non ha voluto rendere pubblico in vita e che è stato svelato dal figlio Andrea soltanto nel 2012, nella biografia “Gino Bartali, mio papà”. Nel 2018, in occasione della partenza da Gerusalemme del Giro d’Italia, è stata attribuita all’indimenticabile campione toscano la cittadinanza onoraria di Israele.
F.M.

Già vent’anni…
🙁