Diodato con “Fai rumore”, cantata all’Arena di Verona, rappresenterà l’Italia all'”Europe Shine A Light – Accendiamo la musica”: “Questo show abbatte le barriere, cancella i confini e dimostra come la musica possa essere motivo di unione”. Video

Diodato, vincitore del Festival di Sanremo 2020 con “Fai rumore”, rappresenterà l’Italia nello show televisivo “Europe Shine A Light – Accendiamo la musica”, nato dall’ispirazione di Cornald Maas, consulente creativo di ESC 2020, in onda in Eurovisione il 16 maggio. L’anteprima partirà su Rai1 alle 20.35 e dalle 21.00 lo show andrà in onda anche su Rai Radio2, Rai4 e RaiPlay.

La musica non si ferma e si unisce sotto il segno di Eurovision. Quest’anno la più importante competizione mondiale canora non ci sarà, per la prima volta nella sua storia dal 1956. Al suo posto andrà in onda lo show Europe Shine A Light – Accendiamo la musica, un evento ideato con lo scopo di unire tutti i paesi d’Europa attraverso note e parole, di cui saranno protagonisti i 41 artisti di Eurovision Song Contest 2020.

Nel corso della virtual press conference il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo ha spiegato:Europe Shine A Light è un evento senza precedenti, che sarà realizzato dalla tv olandese. Questa serata di celebrazione vuole dare la giusta visibilità ai 41 artisti che avrebbero dovuto esibirsi all’Eurovision. Ci saranno degli inspiring moments dedicati a questo difficile periodo che stiamo vivendo, ma anche una performance corale sulle note di Love Shine a Light del gruppo britannico Katrina and the Waves, vincitore dell’Eurovision nel 1997. Per quanto riguarda la parte italiana abbiamo riconvocato i campioni che hanno sventolato il tricolore negli ultimi anni, quindi Mahmood, Ermal Meta e Fabrizio Moro, Francesco Gabbani, Francesca Michielin, Il Volo e Al Bano che ha partecipato tre volte alla kermesse, una anche da corista, ed Enzo Miccio per parlare delle mises dell’Eurovision. Alla conduzione ci saranno i nostri due playmaker Flavio Insinna e Federico Russo, mentre a rappresentare il nostro Paese ci sarà Antonio Diodato. Quest’anno le nazioni collegate saranno 45: oltre a quelle dei Paesi partecipanti, anche Bosnia Erzegovina, Kazakistan, Kosovo e Montenegro“.

Il supervisore esecutivo dell’Eurovision Jon Ola Sand ha dichiarato:E’ un momento molto triste, in cui il mondo sta avendo parecchie. E’ stata una decisione difficile scegliere di cancellare l’Eurovision, allora abbiamo pensato di creare un programma alternativo che desse la possibilità agli artisti di esibirsi e unire tutta l’Europa attraverso la musica, dimostrando l’impegno verso i cittadini e verso la società. Fai rumore di Diodato è una ballad fantastica che è stata apprezzata non solo in Italia ma in tutti i Paesi Europei ed è diventata un inno in questa difficile situazione che stiamo vivendo nonchè un simbolo di unione tra le persone. Spero di lavorare in futuro con Diodato. L’obiettivo di “Europe Shine A Light – Accendiamo la musica” è di illuminare l’Europa e anche i monumenti verranno illuminati, per affrontare insieme questo periodo“.

La parola è poi passata al direttore artistico del Festival di Sanremo 2020 Amadeus:Diodato è un artista fortissimo e insieme alla Carosello ha presentato un progetto davvero interessante. Fai rumore mi aveva infatti colpito sin dal primo ascolto ad ottobre, per l’atmosfera, la particolarità di questo brano e dopo averlo ascoltato un paio di volte ho capito che doveva far parte della rosa dei Big. Alle prove Antonio l’aveva cantata con grande carisma ma quando si è esibito nella prima serata ha aperto le braccia come gli avevo suggerito perchè è una canzone che avvolge tutti, rilascia un’emozione pazzesca. Ancora oggi non mi ha mai stancato e credo che rimarrà nella storia di Sanremo. Questa canzone è partita dal Festival, è arrivata sui balconi di tutta Italia per questa pandemia che purtroppo ha colpito tutto il mondo ed ora ha spiccato il volo anche in Europa”.

diodato

Diodato ha scelto di partecipare a Europe Shine A Light – Accendiamo La Musica decidendo di cantare Fai Rumore, in un luogo che potesse rappresentare l’Italia: l’Arena di Verona, centro di una delle più belle città italiane che ospita il balcone di Romeo e Giulietta, e che per questa occasione è stata riaperta non al pubblico ma alla musica, nel segno della cultura, dell’arte e della bellezza.

Quando ho scritto Fai Rumore sono partito dalla mia intimità, dalla sensazione che sentivo e l’ho presentata come un invito ad abbattere i muri della incomunicabilità. Mai mi sarei immaginato un’emozione così forte nel veder diventare questa canzone un urlo di liberazione, una vera e propria volontà di manifestare la propria umanità e di sentirla cantare da palazzi interi durante il lockdown. Questo ha dato un senso piu’ profondo anche alla mia canzone riconnettendomi alla volontà di fare musica per raccontare qualcosa e farla diventare l’emotività di qualcun altro. E’ il regalo piu’ grande che possa fare la musica e mi riempie d’orgoglio partecipare ad una manifestazione come questa. Non ci sarà l’Eurovision, la kermesse musicale piu’ vista al mondo ma in un momento come questo non riesco a vedere il lato negativo, la vita mi sta dando grandi opportunità. Questo show abbatte le barriere, cancella i confini e dimostra come la musica possa essere motivo di unione, perchè ci permette di essere ancora piu’ uniti di quanto riesca a fare la nostra politica. L’Europa in questo periodo ha avuto difficoltà nel dimostrare una certa unità, una manifestazione come questa è importante per dire che siamo parte di un corpo unico e così vorremmo sentirci.  Cantare “Fai rumore” da solo in un tempio della musica mondiale come l’Arena di Verona e aver dato la possibilità di riaccendere le luci in quel maestoso anfiteatro è motivo di grande gioia ed è stata un’emozione fortissima sentire risuonare la mia voce all’interno di un posto magico, sentirla ritornare dopo aver compiuto un viaggio temporale, con un bagaglio diverso, in cui hai davvero la sensazione di essere in un tempo sospeso. Spero che l’Arena e tutti i luoghi di cultura possano tornare presto a riempirsi di vita, vibrare di emozioni, perché è per quello che sono nati. E poi chissà, magari in futuro ci sarà un’altra opportunità di partecipare all’Eurovision“, ha detto il cantautore.

La sorpresa a cui abbiamo lavorato è la performance di Antonio Diodato all’Arena di Verona ferita, bloccata, cristallizzata per l’incantesimo del Covid-19. Cercavamo una location che unisse il contenuto e l’immagine. L’Arena di Verona per l’Europa significa grande musica ed era il punto di incontro tra un tema fondamentale e un’immagine spettacolare. Ringrazio il Centro di produzione tv Rai di Milano e Giancarlo Mazzi dell’Arena di Verona“, ha dichiarato Claudio Fasulo che ha poi parlato anche dei Wind Music Awards: “Speriamo che a settembre sia possibile lavorare nel rispetto delle distanze su un palco vecchio stile anche per quella kermesse”.

Qualche giorno fa Diodato ha vinto il David di Donatello per la miglior canzone con “Che vita meravigliosa” per il film “La Dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek, unico artista italiano solista ad aver trionfato sia al Festival di Sanremo che ai David, per di più nello stesso anno e con due brani diversi: “Si sono unite due grandi passioni della mia vita, sin da bambino ho amato il cinema e l’ho frequentato anche da solo perchè entro nello schermo, mi immedesimo in quei personaggi e non sono molto di compagnia quando guardo un film e poi mi restano dentro quelle immagini. Ad un certo punto ho deciso di dedicarmi alla musica ma magari un giorno diventerò regista. Sono contento di aver avuto l’opportunità di collaborare con Ferzan Ozpetek e posare le mie note e parole sulle sue immagini, lui è stato di ispirazione per me da sempre perchè nella mia musica c’è tanto del suo cinema. Ricevere un premio così importante è stato emozionante, ero a casa da solo sul divano e quando Carlo Conti ha pronunciato il mio nome è stata una gioia immensa. Sto provando sensazioni davvero particolari. Cinema e musica si amplificano e nella mia scrittura ci sono tante immagini che spero che chi ascolta le mie canzoni riesca a vedere“.

Diodato ha poi raccontato come ha vissuto queste giornate di lockdown: “Ho vissuto questa quarantena chiuso in casa uscendo solo per andare a fare la spesa. Ho avuto due momenti diversi, all’inizio riflessivo perchè arrivavo da Sanremo, dagli instore e fermandomi ho avuto modo di pensare a quello che era accaduto a me e al mondo e poi ho iniziato a scrivere su un foglio quelle sensazioni, creando nuove canzoni che magari ascolterete presto. Ho sempre chiesto alla musica di portarmi in giro il piu’ possibile per il mondo e mi auguro sia possibile farlo quanto prima. La Spagna ad esempio è uno di quei luoghi che spero possa diventare una mia casa musicale“.

Nel corso della serata Europe Shine a Light verranno mandati in onda alcuni contributi musicali di tutti i partecipanti degli altri paesi Europei e sarà ricordato Domenico Modugno, che partecipò a Eurovision in Olanda proprio nel 1958 con “Nel blu dipinto di blu”.  Tempi e luoghi che riportano Diodato, anche lui pugliese, negli stessi posti percorsi dal grande mito della musica italiana 62 anni fa. Entrambi fanno parte di Carosello Records, etichetta italiana indipendente che ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia della musica nazionale negli ultimi 60 anni: “Modugno per me è sempre stato un faro, uno dei piu’ grandi artisti di sempre, perchè comunicava molto anche con il suo corpo, poi facciamo parte entrambi di Carosello Records e appena ho firmato il contratto con l’etichetta sono andato a vedere sul sito e c’erano i nomi Domenico Modugno e Diodato vicini. Quello per me era già motivo di grande orgoglio. Se sarà possibile farò volentieri un tributo a Modugno“, ha detto Diodato che ha poi concluso affrontando anche il tema ambientale: “Vengo da Taranto, una città che ha grandi problemi di inquinamento. In questo periodo quello che abbiamo vissuto in qualche modo ci ha fatto comprendere ancora meglio quanto le nostre vite siano legate alla natura e quanto le scelte che facciamo ogni giorno influiscano sull’ambiente. Sono da sempre attento a questi temi, sono anche direttore artistico del concerto del Primo Maggio di Taranto e credo che la musica possa essere un grande amplificatore per questi messaggi e possa farli arrivare molto lontano“.

di Francesca Monti

credit foto Mattia Zoppellaro

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