Alack Sinner, nato dalla collaborazione tra gli argentini José Muñoz e Carlos Sampayo, è un investigatore coriaceo e disilluso, con una faccia che ha preso molti pugni e un nome che è tutto un programma: Alack “Sventura” e Sinner “Peccatore”. Le sue storie sono ambientate negli anni Settanta, in una New York scossa dalle tensioni razziali e dalla guerra del Vietnam.
Hard-boiled politico, segnato dalle tensioni della società contemporanea, Alack Sinner racconta la corruzione materiale e morale dei ricchi e dei potenti, e la disperazione malinconica dell’umanità varia e disgraziata – prostitute, drogati, transessuali, sbandati, rivoluzionari – che abita i bassifondi e frequenta i locali dove si ascoltano il jazz di Coltrane e la musica di Lou Reed. Il tutto in un bianco e nero denso e netto, senza passaggi di grigio, cupo come le storie che racconta.
Considerato un classico del fumetto, ha cominciato ad apparire su “Alter Linus” a partire dal 1975.
Sinner ha cambiato il fumetto moderno, reinventando il noir e le sue coordinate narrative. Un concerto di bianchi e neri che hanno scolpito l’immaginario di più generazioni.
I suoi autori, José Muñoz e Carlos Sampayo, sono diventati nomi leggendari, riveriti dai maestri d’oltreoceano, letti e amati in tutto il mondo.
Con L’età del disincanto si conclude l’integrale: il secondo volume contiene l’ultima parte della conversazione raccolta da Goffredo Fofi, A proposito di Alack, 60 pagine di disegni e testi inediti in Italia, le interviste a grandi artisti del fumetto raccolte da Erwin Dejasse – Comès, Loustal, Mattotti, Tardi e Wolinski – sull’impatto che le storie di Alack Sinner hanno avuto sul fumetto europeo. È una rarità.
L’edizione integrale di Alack Sinner si è guadagnata l’apprezzamento di Paul Gravett come edizione di riferimento internazionale per il classico di Muñoz e Sampayo.
Oltre 800 pagine in grande formato, su carta pregiata, con storie inedite e dimenticate.
